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Gian Ragettli
Retroscena

Andri Ragettli: disciplina e passione per lo sport, la ricetta del successo

Siri Schubert
7/9/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli

Andri Ragettli è uno dei freeskier di maggior successo al mondo. A 28 anni, vanta già una lunga carriera ai massimi livelli negli sport d'azione. Nell'intervista mi racconta quanto siano importanti disciplina, divertimento e recupero.

Andri Ragettli è un freeskier professionista svizzero specializzato nelle discipline Slopestyle e Big Air. Il grigionese ha vinto più volte la Coppa del Mondo generale ed è considerato uno dei freeskier più influenti e di maggior successo al mondo. Nella primavera del 2017 è stato, inoltre, il primo al mondo a eseguire un Quad Cork 1800, un quadruplo salto mortale. Ai Giochi olimpici di Milano Cortina, lo scorso febbraio, si è classificato quarto nello Slopestyle.

Incontro Andri in occasione dell'inaugurazione del Garmin Store di Zurigo. Il freeskier è ambassador del marchio di orologi sportivi.

Andri, hai già raggiunto moltissimi traguardi, eppure continui a dare il massimo. Quali sono i tuoi obiettivi?
Per me gli obiettivi sono qualcosa di molto personale. Li condivido quando sento che è il momento giusto, ma non voglio annunciare ogni mio passo. In linea di massima, vorrei continuare a praticare freestyle a livello agonistico fino ai prossimi Giochi olimpici invernali sulle Alpi francesi nel 2030. Questo è sicuramente il mio obiettivo, anche se in questo sport le cose possono cambiare molto rapidamente da un momento all'altro.

Andri durante l'intervista a Zurigo.
Andri durante l'intervista a Zurigo.
Fonte: Siri Schubert

Pratichi freestyle ad altissimo livello ormai da molti anni. Come fai a mantenerti al top così a lungo?
Per me è importante avere uno stile di vita sano: mangiare bene, dormire molto e vivere in modo consapevole.

Sei vegetariano, giusto?
Sì, giusto.

Cos'altro è importante?
Disciplina e duro lavoro sono fondamentali. Credo che i successi degli ultimi dodici anni siano dovuti anche al fatto che sono sempre disposto a lavorare sodo, anche quando non ne ho voglia.

Altro che andarci piano: Andri si mette a dura prova durante l'allenamento.
Altro che andarci piano: Andri si mette a dura prova durante l'allenamento.
Fonte: Gian Ragettli

Lo sport, però, è il tuo lavoro. Ti chiedi mai se hai voglia di farlo oppure no?
Sì, assolutamente. Perché il piacere di sciare rimane comunque una delle cose più importanti. Se fai qualcosa soltanto per pura disciplina e non ti diverte per niente, sono il primo a dire: «C'è qualcosa che non va». Probabilmente è proprio questo il segreto della mia longevità nello sport: la combinazione di divertimento e disciplina.

Cosa significa per te divertirti nel freeski?
All'inizio era la sensazione di essere in aria: libertà allo stato puro. La provavo già da bambino. Dopodiché si è aggiunta anche la libertà di esprimermi attraverso lo sport e di essere il capo di me stesso. Sono estremamente disciplinato, ma non appena qualcuno mi dice: «Devi fare così», penso subito: «No, non devo».

Hai ormai moltissima esperienza e sei ai vertici della tua disciplina da tanto tempo. Ci sono ancora persone che possono aiutarti a migliorare?
Sì, ci sono sempre coach in grado di darmi nuovi input, ad esempio nell'allenamento della forza o nella preparazione atletica. È sicuramente utile. E posso imparare ancora moltissimo anche nell'allenamento mentale. È un ambito in cui vedo ancora un grande potenziale.

Cosa fai concretamente? Visualizzazioni, esercizi di respirazione...?
Ci sono moltissime possibilità. Le visualizzazioni sono ovviamente importantissime, soprattutto nel freeski, perché mi permettono di ripassare mentalmente più volte i trick e i singoli movimenti. Poi ci sono gli esercizi di respirazione, che mi aiutano a rilassarmi meglio. E c'è tutto il lavoro sul mindset: come guardo le cose, come le valuto. Per me, anche leggere un libro di auto-aiuto rientra in un certo senso nell'allenamento mentale. Del resto, lo faccio proprio per crescere e imparare cose nuove.

Che ti piaccia affrontare sempre nuove sfide si vede anche nei video dei tuoi percorsi di equilibrio. Fanno parte del tuo allenamento?

Quando frequentavo la scuola per sportivi, percorsi di questo tipo facevano spesso parte del mio allenamento. Durante il Covid ho ricominciato a farli, anche se c'era pure una componente di spettacolo. Volevo creare qualcosa di ancora più difficile e anche più spettacolare. Naturalmente sono esercizi molto utili nel freestyle, perché equilibrio e coordinazione sono estremamente importanti. È già da un po' che non pubblico un video del genere. Credo sia arrivato il momento di rifarne uno.

Non vedo l'ora! Come atleta fai parte del team Garmin. Io, però, associo gli orologi Garmin soprattutto agli sport di resistenza.
In effetti è iniziato proprio così. Ho comprato il mio primo orologio Garmin durante la pandemia. All'epoca le palestre erano tutte chiuse. Correvo molto e cercavo una nuova sfida. Così ho deciso di correre 100 chilometri di fila. Per sapere quando avrei raggiunto i 100 chilometri mi serviva un orologio con GPS, quindi ho comprato un Garmin. Poco dopo è nata la collaborazione con Garmin.

Sei riuscito a percorrere i 100 chilometri?
Sì, ma era soprattutto una sfida mentale. Non posso però farlo troppo spesso, altrimenti ne risente l'esplosività di cui ho bisogno nel freestyle.

Per cosa utilizzi l'orologio? Quali dati sono importanti per te?
Ho il Garmin Fenix 8 e da oggi anche il Fenix 9. Molti dati, come il VO2max, sono importanti anche negli sport d'azione. Ma non vinci perché hai un VO2max più alto. Per me è fondamentale il recupero. Per questo guardo i dati sul sonno e la variabilità della frequenza cardiaca. La notte scorsa, ad esempio, non ho dormito benissimo e ho dormito poco meno di otto ore.

Quante ore dormi ogni notte?
Nove ci vogliono. Il sonno è molto importante per me, perché mi permette di recuperare dall'allenamento e di essere di nuovo in forma per lo sforzo successivo.

Quali altri dati guardi?
Le calorie. A volte mi dimentico di mangiare abbastanza e quando vedo sull'orologio che, wow, ho già bruciato 4000 o 5000 calorie, allora devo proprio aggiungere anche uno shake proteico.

Ci sono ancora parecchie cose che gli orologi non riescono a misurare, ad esempio l'affaticamento muscolare o la forza esplosiva. Come le misuri e come metti insieme tutti questi dati?
A intervalli regolari faccio dei test di forza per capire se sono al livello giusto oppure no. Ad esempio, se devo diventare più esplosivo. Poi passo i dati al mio coach, che adatta di conseguenza l'allenamento.

Forza, coordinazione, duro allenamento, divertimento e un mindset positivo rendono possibili salti come questo.
Forza, coordinazione, duro allenamento, divertimento e un mindset positivo rendono possibili salti come questo.
Fonte: Gian Ragettli

L'IA svolge un ruolo sempre più importante nella gestione dell'allenamento. Come vedi questa evoluzione? Ti entusiasma oppure pensi che rischi di far perdere un po' di creatività e individualità?
Per quanto riguarda la neve e i trick, al momento ci sono ancora poche applicazioni dell'IA davvero utili, ma penso che arriveranno. In generale la vedo in modo positivo e sono aperto alle novità. Se cerchi di opporti, non fai altro che complicarti la vita. Credo che anche questa apertura contribuisca alla longevità nello sport.

Ora una curiosità personale: quali sono i tuoi trick preferiti? Quelli che fai sempre volentieri e che ti divertono tantissimo?
Uno che mi diverte sempre è il Superman Frontflip. E sono particolarmente orgoglioso del Quad Cork, il quadruplo salto mortale, perché sono stato il primo al mondo a eseguirlo.

Quando non sei sugli sci, quali altri sport pratichi?
In estate faccio surf. Mi piace molto anche giocare a tennis e a golf. Vado volentieri anche in mountain bike. Ultimamente ho scoperto lo speed hiking nella mia Flims, dove incrocio regolarmente degli stambecchi. Praticamente mi diverto con qualsiasi sport.

Non mi sorprende. Grazie mille, Andri, per averci raccontato qualcosa in più sul tuo allenamento e in bocca al lupo per la prossima stagione.

L'intervista ha stuzzicato la tua curiosità e vuoi saperne di più su Andri Ragettli? Allora potrebbe interessarti il suo libro (in tedesco):

Immagine prodotto Attack your dreams (Tedesco, Andri Ragettli)
Biografia

Attack your dreams

Tedesco, Andri Ragettli

Immagine di copertina: Gian Ragettli

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Ricercatrice subacquea, guida outdoor e istruttrice di SUP. Anche se non sono ancora un'esperta dell'acqua, perché ho ancora molto da scoprire e imparare, laghi, fiumi e mari sono i miei campi da gioco. Mi piace anche cambiare prospettiva e guardare il mondo dall'alto, facendo del trail running e facendo volare droni. 


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