
Altro che nebulizzazione!
Nutrivo grandi speranze per affrontare le giornate più torride. Ma la funzione di nebulizzazione del Flex Breeze Pro Mist di Shark rinfresca davvero? Dopo averlo provato, posso dire: più che fresco, mi ritrovo completamente bagnato.
Nota: al momento della stesura di questo articolo (21 luglio), il Flex Breeze Pro Mist risulta «Attualmente non disponibile». Se dopo aver letto questa recensione – magari proprio per il verdetto finale – ti fosse venuta voglia di comprarlo, dovrai aspettare il prossimo riassortimento.
Un serbatoio dell'acqua, un tubo flessibile e due ugelli nebulizzatori: sono questi gli elementi che dovrebbero distinguere il Flex Breeze Pro Mist da un normale ventilatore.
La prima cosa che voglio mettere alla prova è proprio la funzione di nebulizzazione. Sulla carta il principio è impeccabile: quando l'acqua viene spinta ad alta pressione attraverso gli ugelli, si trasforma in minuscole goccioline che evaporano quasi istantaneamente a contatto con l'aria calda. Durante questo processo assorbono energia dall'ambiente, raffreddando l'aria circostante. È il principio fisico del raffreddamento per evaporazione. Perché funzioni davvero, però, servono tre condizioni.
- Più l'aria è secca, maggiore è l'effetto rinfrescante.
- Maggiore è la pressione dell'acqua, più piccole saranno le goccioline.
- Più piccole sono le goccioline, più rapidamente evaporano.
Ti anticipo già il risultato del test: il problema del ventilatore Shark è proprio questo – le goccioline che produce sono enormi. Hanno un diametro compreso tra 100 e 300 micrometri. Può sembrare poco, ma i sistemi professionali utilizzati, ad esempio, nella ristorazione all'aperto producono goccioline di circa 10 micrometri. In quel caso si ottiene una vera nebulizzazione secca, che rinfresca senza bagnare.

I professionisti riderebbero del Flex Breeze Pro Mist. Mi rinfresca perché mi bagna. Seduto a circa due metri di distanza, dopo appena un paio di minuti ho già bisogno di un asciugamano per asciugarmi il viso. Solo quando il vento disperde parte degli spruzzi riesco a resistere un po' più a lungo.

Per fortuna provo il ventilatore durante una delle ondate di caldo di giugno. Almeno la camicia, una volta bagnata, si asciuga quasi subito.
Più bagnato che rinfrescato
Shark sostiene che, utilizzando acqua fredda, il Flex Breeze Pro Mist possa abbassare la temperatura fino a sei gradi. Nelle note in piccolo, però, si precisa che l'acqua nel serbatoio deve essere refrigerata e che il dato è stato rilevato in un «ambiente controllato». Evidentemente il mio giardino non rientra in questa categoria. Nei punti in cui la nebulizzazione raggiunge il pavimento, la temperatura scende al massimo di uno o due gradi. E basta una leggera brezza perché gli spruzzi vengano dispersi. Nemmeno passando al livello di nebulizzazione più intenso le cose cambiano: tra le due modalità, sinceramente, non percepisco alcuna differenza.
Qualunque impostazione scelga, il risultato è sempre lo stesso: invece di rinfrescare, la nebulizzazione bagna. Me, ma anche il pavimento. Per questo motivo consiglio di utilizzare questa funzione solo all'aperto: in balcone, terrazza o magari in riva al lago. Il serbatoio, tra l'altro, garantisce un'autonomia di poco inferiore a un'ora.
Per fortuna può essere sganciato in un attimo e riempito nuovamente alla prima fonte d'acqua disponibile. Grazie alla pratica maniglia, l'operazione è piuttosto comoda.

Tolgo il serbatoio anche ogni volta che devo spostare il ventilatore. È vero che si può afferrare dalla testa, ma con tutto il peso dell'acqua preferisco non rischiare: il sistema di aggancio non sembra molto stabile. E c'è un'altra seccatura: gli ugelli continuano a gocciolare anche dopo aver spento la nebulizzazione. Un po' come il nonno dopo una visita alla toilette.
Il Flex Breeze Pro Mist è realizzato quasi interamente in plastica. Fanno eccezione soltanto gli ugelli in ottone, il tubo flessibile che collega il serbatoio agli ugelli e, naturalmente, le batterie agli ioni di litio integrate. Ce ne sono due da 10 000 mAh: una nella testa del ventilatore e una nella base. Una soluzione che permette di usarlo praticamente ovunque, anche lontano da una presa di corrente. Alla massima velocità, però, l'autonomia supera di poco l'ora e mezza: qualcosa in meno rispetto alle due ore dichiarate da Shark.
C'è anche un'altra differenza rispetto all'utilizzo con alimentazione di rete: a batteria la potenza massima è sensibilmente inferiore. La ricarica richiede inoltre una buona dose di pazienza. Da completamente scarico, il ventilatore impiega circa cinque ore per tornare al 100%. E se speravi nella ricarica tramite USB-C, mi spiace deluderti: non è prevista. Questo significa anche che non puoi prolungarne l'autonomia collegandolo a un powerbank.

Design e utilizzo
Come si suol dire, la bellezza è negli occhi di chi guarda. A me il design del Flex Breeze Pro Mist ricorda un cannone da neve. La testa del ventilatore è piuttosto massiccia e gli conferisce un aspetto piuttosto ingombrante. Ancora di più quando rimuovi la base e lo usi come ventilatore da tavolo con i piedini pieghevoli. Una cosa è certa: difficilmente passerà inosservato. E chiunque lo guardi capirà subito che è un prodotto Shark, visto che il logo compare ben tre (!) volte. Personalmente preferisco un branding più discreto.

Per utilizzare il Flex Breeze Pro Mist non serve nemmeno consultare il manuale. Tanto meglio, perché è stampato con caratteri così piccoli che per leggerlo servono occhi davvero allenati.
Sul ventilatore ci sono quattro pulsanti: accensione, velocità, oscillazione e... irrigazione, pardon, nebulizzazione. Una fila di cinque LED indica la velocità selezionata oppure la modalità di nebulizzazione attiva. È incluso anche un telecomando, semplice e intuitivo, che quando non serve si aggancia magneticamente alla testa del ventilatore.

Tanto vento, sorprendentemente silenzioso
In fondo, il Flex Breeze Pro Mist resta prima di tutto un ventilatore. Per questo, nella prova non poteva mancare una valutazione della sua capacità di ventilazione e della rumorosità. Shark dichiara una portata fino a 20 metri. Un'affermazione piuttosto ottimistica, per usare un eufemismo. Alla massima velocità e a dieci metri di distanza riesco ancora a percepire un leggerissimo soffio d'aria, ma solo se mi concentro. A cinque metri, invece, il flusso si avverte chiaramente. Una prestazione più che buona, ma niente che altri ventilatori non siano altrettanto in grado di offrire.
Sul fronte della rumorosità, invece, il ventilatore Shark convince. Alla velocità 1 genera solo un leggero movimento d'aria, ma in compenso è davvero molto silenzioso. Misuro poco meno di 23 decibel: un livello che non disturba affatto durante la notte in camera da letto. Alla massima velocità (livello 5) il rumore del flusso d'aria si fa sentire, ma con circa 40 decibel resta comunque piacevole e mai fastidioso.

In breve
Più un irrigatore che un refrigerio
Pro
- Sia da tavolo che da pavimento
- Basso consumo energetico
- Funzionamento silenzioso
- Senza fili (batteria integrata)
Contro
- Nebulizzazione utilizzabile solo all'esterno
- Finiture plasticose
- Poco stabile
- Ricarica lenta (7 W)
- Autonomia limitata
- Nebulizzazione troppo grossolana
Giornalista dal 1997 con sedi in Franconia, sul lago di Costanza, a Obvaldo e Nidvaldo e a Zurigo. Padre di famiglia dal 2014. Esperto in organizzazione editoriale e motivazione. Focus tematico sulla sostenibilità, strumenti per l'ufficio domestico, cose belle in casa, giocattoli creativi e articoli sportivi.
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