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Test del prodotto

Il robot lavavetri low cost pulisce sorprendentemente bene

Lorenz Keller
28/4/2026
Traduzione: Patrizia Napoli
Immagini: Lorenz Keller

L'Hutt DDC55PRO è il robot per la pulizia più conveniente che abbia mai provato finora. Sono scettico sul risultato di pulizia della finestra, soprattutto perché lava solo con l'acqua.

Finora solo un sistema robotizzato è riuscito a pulire i vetri in modo da soddisfare davvero le mie aspettative. L'asticella è fissata dal produttore Ecovacs con i suoi modelli Winbot. Non puliscono i vetri in modo perfetto, ma abbastanza bene da sollevarmi da un lavoro fastidioso.

I robot si fissano al vetro tramite depressione e percorrono l'intera superficie con due cingoli. Durante il movimento spruzzano il vetro con liquido detergente e lo puliscono con un panno quadrato.

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Niente cingoli, ma moci rotondi

Il modello di Hutt utilizza una tecnologia diversa. Il robot non si muove su cingoli, ma dispone solo di due moci rotanti. Sotto ciascun mocio si trovano prese d'aria che permettono al dispositivo di fissarsi al vetro.

Il robot di Hutt pulisce con due moci rotondi.
Il robot di Hutt pulisce con due moci rotondi.

Aprendo la confezione resto sorpreso: il robot è più piccolo del previsto, lungo circa 30 centimetri e largo 15 centimetri. Senza liquido, pesa circa un chilo. Nella scatola trovo inoltre quattro ricambi per i moci, un telecomando e un flaconcino di plastica. Invece del detergente, al suo interno non c'è nulla.

Che cosa dovrei farci con un flaconcino vuoto? Il manuale d'uso chiarisce il dubbio: il flaconcino serve semplicemente per riempire il robot con acqua. Hai letto bene: il vetro non viene pulito, come con i dispositivi della concorrenza, usando un detergente speciale (e costoso), ma solo con acqua normale.

Su richiesta, il produttore afferma che in alternativa è possibile utilizzare anche un normale detergente per vetri, ma solo diluito nel rapporto 1:10, altrimenti gli ugelli si intasano.

Il flaconcino mi permette di versare più facilmente il detergente.
Il flaconcino mi permette di versare più facilmente il detergente.

Flaconcino vuoto e groviglio di cavi

Riempio quindi il flaconcino con il liquido e, grazie al beccuccio sottile, riesco a riempire il piccolo serbatoio dell'acqua del robot senza fare disastri. Peccato solo che l'apertura del flaconcino non sia particolarmente grande e che la plastica non sia trasparente. Trovare il giusto rapporto di miscelazione è complicato, dal momento che non vedo quanto liquido c'è dentro.

Ma nella prova questo aspetto si rivela meno problematico del previsto. Infatti, i risultati con il detergente per vetri sono solo leggermente migliori rispetto a quelli con sola acqua. Ma su questo tornerò più avanti. Dopo aver riempito il serbatoio, mi metto subito al lavoro. A differenza della concorrenza, non devo inumidire i moci a ogni finestra. Il liquido nel serbatoio è sufficiente per la pulizia.

Il dispositivo ha una piccola batteria integrata, ma serve solo in caso di emergenza e mantiene il robot sul vetro per circa 20 minuti. Per il normale funzionamento collego il DDC55PRO alla corrente elettrica. Il cavo in dotazione purtroppo è corto. Posso fare a meno di una prolunga solo se c'è una presa direttamente accanto alla finestra. Io uso direttamente un avvolgicavo.

I due cavi integrati nel robot sono fissi, e il cavo di alimentazione è piuttosto corto.
I due cavi integrati nel robot sono fissi, e il cavo di alimentazione è piuttosto corto.

L'Hutt ha una corda di sicurezza integrata. Devo fissarla da qualche parte per evitare che all'esterno il robot precipiti nel vuoto per diversi piani. A casa mia tutte le finestre e le porte danno su balconi. Di conseguenza, il robot non potrebbe cadere nel vuoto, il cavo sarebbe pertanto superfluo. Purtroppo però non è possibile rimuoverlo. Poiché non posso avvolgere né il cavo di alimentazione né quello di sicurezza, devo districarli ogni volta, il che è fastidioso.

Utilizzo semplice

Per fortuna, il dispositivo è semplicissimo da usare. Premo a lungo il grande pulsante tenendo il robot contro il vetro, che aderisce immediatamente. Premendo il pulsante una seconda volta, parte la pulizia.

Il movimento dell'Hutt DDC55PRO è curioso da vedere. Ogni volta ruota solo un mocio, che spinge in avanti un lato del robot. Poi ruota brevemente il secondo mocio e avanza l'altro lato. E così via. Ogni qualche giro, l'ugello spruzza del liquido sul vetro.

Per prima cosa, il mio aiutante sale fino al bordo superiore del vetro, poi pulisce da sinistra a destra, ogni volta spostandosi leggermente verso il basso. Passo dopo passo, e con molta calma.

I moci rotondi presentano vantaggi e svantaggi. Non riescono a raggiungere gli angoli, dove circa un centimetro quadrato resta sporco. Dal momento che sporgono leggermente dal corpo del robot e hanno circa un centimetro di spessore, il tessuto arriva comunque fino al bordo e pulisce persino il telaio della finestra, almeno in parte.

L'Hutt si muove bene lungo i bordi, ma a causa della forma rotonda dei moci non arriva del tutto negli angoli.
L'Hutt si muove bene lungo i bordi, ma a causa della forma rotonda dei moci non arriva del tutto negli angoli.

Ecco come pulisce l'Hutt DDC55PRO

La prova dimostra che la precisione non è il punto forte dell'Hutt DDC55PRO. A prima vista il vetro sembra pulito, ma guardando più attentamente si notano imprecisioni ai bordi, negli angoli e talvolta anche in altri punti. Se lo facessi a mano, il risultato sarebbe sicuramente più accurato (ma di certo non perfetto nemmeno quello).

L'ugello spruzza in modo piuttosto impreciso e su un'ampia area. Può capitare che il telaio della finestra si bagni un po', oppure che una goccia finisca su una zona che il robot non tratta affatto.

Nel complesso, però, sono soddisfatto del risultato. Polline, impronte, la maggior parte delle macchie: tutto sparisce. Per me è sufficiente. Il robot mi solleva da un lavoro fastidioso e offre un risultato accettabile a un prezzo conveniente.

Il DDC55PRO rimuove senza problemi impronte come queste.
Il DDC55PRO rimuove senza problemi impronte come queste.

Se aggiungo all'acqua un po' di detergente per vetri, noto una differenza solo osservando molto attentamente. Le impurità incrostate si sciolgono un po' più facilmente. La differenza, però, non salta particolarmente all'occhio. Almeno resta una sensazione di pulito anche nell'odore.

La manutenzione richiesta è piuttosto contenuta. Devo rabboccare il liquido ogni 15-20 metri quadrati di superficie vetrata e sostituire i panni a seconda del grado di sporco. Per i vetri esterni coperti di polline, il cambio è necessario dopo circa 10 metri quadrati di superficie, mentre all'interno ogni 15-20 metri quadrati. I panni possono essere lavati in lavatrice.

Se un robot di questo tipo faccia al caso tuo dipende non solo dalle aspettative sulla qualità di pulizia, ma anche dall'ambiente abitativo. Il robot non può spostarsi autonomamente da una finestra all'altra, quindi dovrai riposizionarlo manualmente. Quanto più piccole sono le superfici e più frammentate le vetrate, tanto più spesso dovrai intervenire. A casa mia ci sono grandi superfici vetrate continue per tutta l'altezza delle stanze, motivo per cui un robot lavavetri è la soluzione ideale.

Nella vita quotidiana ho usato poco il telecomando incluso. Con questa funzione potrei controllare il DDC55PRO manualmente, attivare o disattivare l'ugello, pulire da un punto specifico solo verso il basso o far pulire la finestra una seconda volta con la semplice pressione di un tasto. Potrebbe risultare utile la pulizia localizzata, che strofina intensamente una piccola area.

Purtroppo lento, ma non particolarmente rumoroso

Quanto già si intuiva viene confermato anche dai numeri. Il modello low cost di Hutt pulisce le superfici vetrate in modo particolarmente lento. La finestra di riferimento, con una superficie di poco superiore ai quattro metri quadrati, viene pulita in poco più di 17 minuti, mentre il tempo impiegato dalla concorrenza è di circa la metà.

Per pulire tutte le finestre del mio appartamento impiego quindi circa quattro ore invece di due, il che è decisamente un tempo molto maggiore. L'unico vantaggio è che, se tra uno spostamento e l'altro del robot voglio fare altro, un ritmo più lento può risultare persino piacevole.

Per quanto riguarda la rumorosità, il DDC55PRO si mantiene su livelli contenuti. Misuro direttamente sul dispositivo 74,6 decibel: un valore minore rispetto ai modelli Winbot. Il rumore non è particolarmente fastidioso, ma paragonabile a quello di un aspirapolvere.

Tetti in vetro, fessure, situazioni estreme

I robot lavavetri sono progettati principalmente per le classiche finestre con telaio. Dalla Community emerge però spesso la domanda se questi modelli possano pulire anche lucernari, verande o vetrate di logge.

Il produttore afferma che il DDC55PRO è in grado di pulire senza problemi superfici leggermente inclinate fino a circa 20 gradi. Per i tetti in vetro piani, Hutt scrive: «scarso/inaffidabile».

Come si comporta nella pratica? Ho sottoposto il robot ad alcune prove estreme. E riesce a fare più di quanto ci si aspetti.

Ostacoli: su vetri con una gattaiola o una cerniera, riesce ad aggirare gli ostacoli. A volte gli servono più tentativi, ma almeno al secondo passaggio riesce sempre a pulire l'intera superficie. Il robot però non agisce in modo intelligente, seguendo invece il principio del tentativo ed errore.

Irregolarità: i disegni dei bambini fatti con colori per vetri sono simpatici (chi ha figli lo sa), ma non facili da pulire. Il DDC55PRO ci passa semplicemente sopra. In presenza di irregolarità aumenta leggermente la forza di aspirazione, ma se la cava senza problemi.

Vetri senza telaio: il robot supera leggermente il bordo, ma riconosce di non riuscire più a generare sufficiente aspirazione e corregge la traiettoria. In questo modo sono riuscito a pulire anche una porta doccia in vetro senza cornice.

Il robot passa senza problemi sulle fughe delle piastrelle e riconosce il bordo superiore anche senza una barriera fisica.
Il robot passa senza problemi sulle fughe delle piastrelle e riconosce il bordo superiore anche senza una barriera fisica.

Piastrelle: il robot aderisce anche ad altri materiali. Gli specchi non rappresentano un problema e nemmeno le piastrelle del bagno. Ho fatto pulire all'Hutt DDC55PRO l'intera parete del bagno. Sulle fughe ci passa semplicemente sopra.

Fessure: se il vetro non è continuo, lo spazio intermedio viene potenzialmente riconosciuto come un bordo. Nel caso del mio armadietto a specchio diviso in due, ad esempio, il robot ha pulito solo una metà alla volta. Lo spazio intermedio, sebbene largo solo tre millimetri, non ha voluto attraversarlo.

Tetti in vetro: non avendo né una veranda né un tavolo in vetro, ho appoggiato un grande specchio in orizzontale su due sedie. L'Hutt funziona sia dall'alto che dal basso. Riesce quindi ad aderire al vetro anche a testa in giù. Tuttavia, in posizione orizzontale si orienta decisamente peggio. Più volte ha pulito solo una parte della superficie. Inoltre, quando è capovolto, il liquido spruzzato non raggiunge più del tutto il vetro e si disperde nell'aria.

Il robot pulisce lo specchio posato in orizzontale, ma a volte servono due tentativi per fargli coprire tutta la superficie.
Il robot pulisce lo specchio posato in orizzontale, ma a volte servono due tentativi per fargli coprire tutta la superficie.

In conclusione, si può dire che il DDC55PRO non pulisce solo finestre tradizionali, ma anche molte altre superfici lisce e vetrate. Il produttore descrive volutamente l'ambito di utilizzo in modo restrittivo per evitare delusioni. Nemmeno io posso garantire che funzioni senza problemi nella tua veranda. Dalle mie prove emerge però chiaramente che è possibile fare molto più di quanto ci si aspetti. Vale la pena provare, ma almeno all'inizio è consigliabile sorvegliare attentamente il robot.

Conveniente, ma concorrenza agguerrita

L'Hutt DDC55PRO costa al lancio circa 180 franchi o 200 euro, il che lo colloca tra i robot lavavetri più convenienti sul mercato. Ma la concorrenza è forte. Il validissimo Ecovacs Winbot Mini dell'anno precedente, in Svizzera costa anch'esso poco meno di 190 franchi. Nell'area euro il prezzo si aggira intorno ai 220 euro.

Va comunque detto che anche i modelli Hutt degli anni precedenti sono diventati sensibilmente meno cari.

In breve

Migliore del previsto

L'Hutt DDC55PRO non costa molto, ma offre buone prestazioni di pulizia. I vetri risultano puliti, a patto che non ci si soffermi troppo sui dettagli. Il rapporto qualità‑prezzo è convincente.

Il robot è facile da usare e pronto all'uso in pochi minuti. Nella prova si dimostra robusto e non ha problemi con vetri senza cornice o superfici vetrate divise. Tuttavia avanza lentamente. Chi è dotato di pazienza e tolleranza, ottiene un valido aiuto per la pulizia.

Pro

  • Prezzo accessibile
  • Semplice
  • Relativamente silenzioso
  • Adatto a diversi tipi di vetro

Contro

  • Lento
  • Non arriva negli angoli
  • Un po' impreciso nei dettagli

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I gadget sono la mia passione: che siano necessari per l'ufficio, per la casa, per lo sport e il piacere o per la casa intelligente. O, naturalmente, per il grande hobby accanto alla famiglia, ovvero la pesca.


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