

Acquistare le bacchette per la batteria: ciò che conta davvero
Le bacchette sono il collegamento diretto con lo strumento, un'estensione delle tue braccia. La bacchetta perfetta fa la differenza tra un suono irrigidito e groove spettacolari. Ti spiego in cosa differiscono le bacchette e quali parti sono decisive per timbro e feeling.
A otto anni volevo una batteria, a dieci l'ho avuta. E da allora ho accumulato tanta esperienza. Dopo quasi 50 anni dietro ai tamburi, ti guido attraverso la giungla di misure e materiali delle bacchette.
Proprio come nel tuo armadio: le diverse indicazioni di misura
Lunghezza, diametro e materiale determinano il peso di una bacchetta, che in media varia tra 40 e 70 grammi. Il metal di solito si suona con un'attrezzatura più pesante, ma questo lo sentirai sulle tue articolazioni durante le sessioni più lunghe. Le bacchette leggere enfatizzano le frequenze alte e sono più facili da suonare.
Quasi tutti i produttori usano un sistema di numeri e lettere per indicare le misure. C'è solo un problema: queste denominazioni non sono standardizzate. Due bacchette di produttori diversi possono riportare la stessa misura e risultare comunque completamente diverse da suonare.
Il numero indica lo spessore della bacchetta, ma non deriva da un valore preciso. Contrariamente a quanto potresti pensare, un numero più alto non significa una bacchetta più spessa. Anzi, è il contrario. Una bacchetta 7 è più sottile di una 2.
Poiché si tratta di indicazioni puramente orientative, ti consiglio di provare bacchette di diversi produttori.
Le lettere probabilmente derivano dall'uso originario previsto. La «A» dovrebbe provenire da «orchestra» e indica la variante più sottile. La «B», secondo diverse fonti, deriverebbe da «band» ed è più spessa della A. La «S» ha ancora più impatto: con queste bacchette si suonava in strada («street»), per esempio nelle parate.

Riassumendo: una 5B, a parità di lunghezza, è più spessa e pesante di una 5A. Entrambe sono più spesse di una 7A e più sottili di una 2B. Tutto chiaro? Eheh.
La lunghezza e il diametro determinano anche il baricentro della bacchetta. Se hai già un po' di esperienza, sai che questo punto è fondamentale per l'impugnatura. Se il baricentro è vicino alla zona di presa, la bacchetta è più facile da controllare. Se si sposta verso la punta, aumenta la potenza del colpo, il famoso impatto.
Alcuni modelli importanti in sintesi
Nell'enorme offerta dei vari produttori, tra musiciste e musicisti si sono affermati alcuni modelli preferiti.
La 7A è piuttosto la specialista filigranata. Risulta leggera in mano. Molti musicisti jazz scelgono questa bacchetta perché consente un'esecuzione precisa e non produce un volume sonoro eccessivo. È adatta anche a bambini e persone con mani più piccole. Per il metal però non la userei. Ha troppo poco impatto e richiede anche troppa forza.
5A e 5B sono tra i modelli più suonati. Almeno, questo è ciò che vedo nelle sale prova. Con oltre 40 centimetri di lunghezza e fino a 15 millimetri di spessore, si adattano praticamente a qualsiasi stile musicale. La 5B è la mia bacchetta per la batteria classica: né troppo pesante né troppo leggera e facile da controllare. Molto comoda da tenere in mano.
Una 2B porta decisamente più peso. Non la consiglierei ai principianti. Si rischiano vesciche più rapidamente nonché irrigidimenti alle mani. Con oltre 41 centimetri di lunghezza e 16 millimetri di diametro, con questa bacchetta hai qualcosa in mano che si traduce anche in più volume.
Una questione di grip: la superficie della bacchetta
A seconda di quanto ti sudano le mani, la superficie delle bacchette determina se rimangono salde o rischiano di volare via. Non preoccuparti: è capitato a tutti.
Le bacchette verniciate sono lo standard. La vernice trasparente o colorata protegge il legno dall'umidità e impedisce che si deformi. Il sudore però rende la superficie scivolosa, perché l'umidità non può penetrare nel legno.
Questo problema non si presenta con bacchette non verniciate. Il legno mantiene la sua superficie ruvida e assorbe il sudore. In questo caso, però, la struttura può risultare strana al tatto, il che non fa per me. Preferisco quindi versioni verniciate. Inoltre, senza vernice protettiva, devi fare attenzione a come le conservi: il legno delle bacchette è più sensibile all'umidità e vanno quindi tenute in un luogo asciutto per evitare deformazioni.
Alcuni produttori offrono bacchette speciali per le persone a cui sudano le mani. Alcune sono provviste di una zona di presa rivestita in gomma, altre utilizzano rivestimenti che reagiscono all'umidità: più la mano è bagnata, più aumenta l'aderenza delle bacchette. Un'altra variante sono cere che migliorano il grip.

Nel mio giro di conoscenti ci sono anche musiciste e musicisti che preferiscono una soluzione fai da te: irruvidiscono la zona di presa con della sottile carta vetrata. Esistono anche specifici nastri adesivi che evitano lo scivolamento. Personalmente però non amo quella sensazione di «corpo estraneo».
Di che materiale dovrebbero essere?
Le bacchette in carbonio o alluminio sono abbastanza rare. Promettono un'elevata resistenza e sono apprezzate da batteriste e batteristi che suonano generi particolarmente rumorosi. In termini di feeling, però, nessun materiale alternativo mi ha convinto: per me semplicemente non era la «sensazione giusta». Ciò non toglie che per te potrebbe essere diverso.
Quindi le mie bacchette sono e restano di legno. Generalmente, tra queste puoi scegliere tra tre possibilità:
- Hickory, un legno duro americano, è il mio preferito personale. Le bacchette sono resistenti e assorbono bene gli urti. Anche dopo ore di sessioni, i miei polsi reggono relativamente bene. A seconda dell'intensità con cui suoni i piatti, però, noterai presto le prime tacche sulla punta.
- La quercia (oak) è più robusta. L'assortimento della maggior parte dei produttori offre alcuni modelli in quercia. Il legno è però sensibilmente più pesante, e quindi più adatto a stili energici e forti sollecitazioni. Per me e le mie mani piccole, le bacchette in quercia sono troppo pesanti: dopo circa un'ora sento già molta fatica.
- L'acero (maple) è il peso piuma tra i legni. Il peso ridotto ha però un prezzo: le bacchette si consumano più in fretta. In compenso puoi usare una bacchetta più spessa, che risulta comunque più leggera delle altre varianti. Per gli stili veloci l'acero è un'ottima scelta. Chi suona forte sui piatti, però, le consumerà rapidamente. In cambio, a mio parere hanno un suono più caldo.
Forma della punta: da provare
Anche la forma della punta conta. Le punte in nylon si consumano poco, ma nei modelli low cost possono staccarsi nel momento meno opportuno. Nel metal sono comunque molto popolari. La differenza si sente soprattutto sui piatti. Nella maggior parte dei casi, la punta è dello stesso legno della bacchetta.
Il naturale logorio lascia tracce sul materiale. Al più tardi quando la punta è visibilmente piatta o deformata, è ora di cambiare le bacchette.
Le forme più diffuse:
- goccia (teardrop)
- sfera
- ghianda (acorn)
- barile

Ogni variante ha un timbro diverso, produce più volume o un suono più caldo rispetto alle altre. La punta a goccia è il grande classico, ed è anche la mia preferita. Motivo: il suono rimane relativamente costante, indipendentemente dall'angolo con cui colpisci piatto o pelle.
Sta tutto nella tecnica: il mio consiglio per chi inizia
All'inizio è meglio optare per la via di mezzo: una 5A in Hickory con punta a goccia funziona per qualsiasi stile. Non è troppo pesante né troppo sottile, i tuoi polsi ti ringrazieranno. E potrai sviluppare la tua tecnica, che è ciò che conta davvero. Per mani più piccole può andare bene anche una 7A.
Inoltre, non farti influenzare troppo dalla pubblicità. Quasi tutti i produttori offrono modelli «firmati» da batteriste e batteristi famosi. Ma diciamoci la verità: se ti metti ai piedi gli stessi sci di una campionessa del mondo, non diventi automaticamente un fenomeno.
Controlla la qualità
Hai scelto il modello e hai le bacchette nuove davanti a te? Prima di metterti al kit, fai un rapido controllo qualità.
Una bacchetta deve essere assolutamente dritta e uniforme. Il modo più veloce per verificarlo è il «test del rotolamento»: appoggiala su una superficie liscia e dai un piccolo colpo per farla rotolare. La bacchetta deve rotolare in modo uniforme, senza saltellare o oscillare. Suonando si sentono anche le più piccole imperfezioni: una bacchetta deformata reagisce in modo irregolare.

Controlla la superficie: deve essere liscia, la vernice applicata in modo uniforme, senza imperfezioni. Altrimenti, lascia perdere. Letteralmente.
Osserva anche la punta: deve essere ben formata, senza crepe né scheggiature. Se è in nylon, controlla che sia ben salda: se traballa, prima o poi volerà via.
Le bacchette dovrebbero essere come gemelle monozigote: identiche in lunghezza, peso e spessore. Solitamente i produttori di marca se ne assicurano già in fabbrica. Le differenze dovrebbero essere notevoli, o le tue mani estremamente sensibili, per accorgertene. Meglio comunque questo trucco: colpisci una superficie dura con entrambe le bacchette. Se la tonalità non coincide, qualcosa non va. In tal caso, cambiale.
Non esiste la bacchetta perfetta: solo la tua bacchetta
La mia storia con la batteria è iniziata in modo alquanto classico. Il mio insistere con la mamma ha funzionato. E quando il dipartimento di musica della scuola, dopo alcune lezioni di prova, mi ha riconosciuto «un certo talento», sono arrivati il primo strumento e le lezioni.
Il mio primo kit (un Sonor, il mio orgoglio) ha «deliziato» i vicini mentre mi esercitavo. Da figlio degli anni ’80 mi sono presto orientato verso il suono elettronico: i pad esagonali Simmons erano il mio mondo. Poi sono arrivate varie band. Ma il sogno professionale è rimasto un hobby regolare. Il kit Simmons ormai non c'è più da tempo, ma la batteria elettronica è rimasta. Trovi le e-drum anche da noi.
Diverse volte alla settimana mi siedo per alcune ore alla mia batteria elettronica. La mia bacchetta preferita per la e-drum è una 7A in Hickory di Tama, di cui per sicurezza ho fatto scorta. Alla batteria acustica, che nel mio caso sta vivendo una rinascita, uso una 5B in Hickory con punta a ghianda di Pro-Mark.

Il punto è che continui a evolverti. Le tue mani diventano più forti, le tue dita più agili, i tuoi gusti e le tue sensazioni cambiano. Mantieni una mente aperta e sperimenta. La tua bacchetta perfetta sarà quella che semplicemente ti sembra «giusta» in mano.
Dimmi: quale bacchetta hai scelto e perché?
Da Amburgo, topo di biblioteca, appassionato di hockey su ghiaccio. Papà e nonno. Mai stanco di armeggiare con la sua smart home. Interessato al fai da te, all'outdoor, alla moda e alla cosmetica.
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