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Capcom
Retroscena

Anteprima di «Onimusha: Way of the Sword»: Capcom ci sa proprio fare

Domagoj Belancic
6/8/2026
Traduzione: Rebecca Vassella

«Onimusha: Way of the Sword» corona un anno incredibile per Capcom. Questa avventura con le spade, meravigliosamente brutale, sarà una vera delizia per gli appassionati dei giochi d'azione giapponesi.

Ma cosa sta succedendo di incredibile alla Capcom? Lo studio giapponese ha già pubblicato quest'anno due titoli in lizza per il GOTY: «Resident Evil Requiem» e «Pragmata». A settembre l'azienda aprirà le porte dell'inferno e, con «Onimusha: Way of the Sword», scatenerà sul mondo ogni sorta di marmaglia demoniaca.

Durante un'anteprima di tre ore ho già potuto massacrare i demoni. Ne sono certo: «Onimusha» sarà il prossimo grande successo della Capcom. Chi ha una Switch 2 potrà inoltre godersi una sorpresa nostalgica.

A caccia di demoni con l'aspiratore delle anime

La mia build di anteprima riprende da dove si interrompe la demo di «Onimusha» già pubblicata (per PS5, Xbox e PC). Il protagonista Musashi picchia a sangue il suo acerrimo rivale Ganryu nel tempio di Kiyomizu-dera. Dopodiché continuo ad esplorare il tempio infestato dai demoni e mi ritrovo improvvisamente in un mondo parallelo da incubo.

Ganryu sconfitto, si va avanti.
Ganryu sconfitto, si va avanti.
Fonte: Capcom

Lì, com'è tipico di un «Onimusha», devo uccidere tantissimi demoni. «Onimusha: Way of the Sword» sembra un gioco di ruolo d'azione vecchio stile. Con spada e arco mi faccio strada tra orde di nemici. Attacco con fendenti rapidi o particolarmente potenti, schivo con tempismo perfetto o paro gli attacchi avversari con un contrattacco. Così riduco la barra di resistenza di quei brutti nemici – e una volta esaurita, sferro un colpo finale devastante, messo in scena in modo meravigliosamente brutale.

Finish him!
Finish him!
Fonte: Capcom

I Genma – questo è il nome dei nemici demoniaci – quando muoiono lasciano dietro di sé molte anime colorate. Musashi le risucchia con il suo guanto magico. Le anime rosse mi danno punti esperienza, quelle gialle riempiono la mia barra della vita e quelle blu mi servono per caricare attacchi speciali particolarmente potenti con la mia arma Oni.

Raccogliere i pezzi colorati è molto gratificante e rende più tangibili i miei progressi nel gioco. Trovo davvero figo che anche alcuni boss risucchiano le anime che fluttuano nell'aria se non sono abbastanza veloce. Così facendo diventano sempre più forti nel corso della boss fight.

Non sapevo che le anime fossero così belle.
Non sapevo che le anime fossero così belle.

«Onimusha» è troppo facile?

Anche se tutte quelle anime e quei combattimenti incentrati sul corpo a corpo ricordano inevitabilmente i titoli soulslike, il gioco ha ben poco a che vedere con quel sottogenere estremamente difficile. Non ci sono falò. I tempi a disposizione per bloccare e parare sono sorprendentemente generosi. Quando muoio, non vengo penalizzato: in altre parole, non perdo punti esperienza e non devo tornare indietro nel gioco per dei minuti interi.

Sembra un soulslike, ma non lo è.
Sembra un soulslike, ma non lo è.
Fonte: Capcom

Dopo l'uscita della demo di «Onimusha» a giugno, alcuni fan hanno espresso il timore che il gioco di combattimento con la spada della Capcom potesse risultare fin troppo facile. La versione di anteprima sembra inizialmente confermare queste preoccupazioni.

Gioco nella modalità «Azione», quella più difficile (la modalità più facile si chiama «Storia»), e nella prima mezz'ora mi faccio strada senza problemi tra orde di Genma. Anche il primo scontro con il boss, Daidara il divoratore sbavante, è relativamente facile. Con la strategia giusta, quel grosso demone è storia in un batter d'occhio.

Un aspetto imponente, ma non una sfida troppo impegnativa.
Un aspetto imponente, ma non una sfida troppo impegnativa.
Fonte: Capcom

Dopo lo scontro con il boss mi aspettano di nuovo un sacco di nemici, che faccio fuori senza problemi. Ci vuole circa un'ora e mezza prima che mi trovi per la prima volta davvero in difficoltà. Mi trovo ad affrontare un boss particolarmente insidioso, il cui corpo è costituito da decine di braccia e mani: Rasho-gan. Ripugnante ed estremamente sgradevole.

Che schifo.
Che schifo.
Fonte: Capcom

La difficoltà è molto alta. Vengo attaccato con spade, proiettili e magia, devo imparare a memoria gli schemi di attacco e utilizzare le mie risorse con abilità.

Muoio. E muoio. E continuo a morire, finché finalmente non faccio a pezzi quello stronzo senz'anima (pun intended) con un finisher spettacolare.

MUORI!
MUORI!
Fonte: Capcom

Provo una sensazione simile anche durante lo scontro con l'ultimo boss della mia demo in anteprima. Byakue è un avversario simile a un gorilla che impugna un'ascia gigante. Il suo grottesco pelo è costituito da innumerevoli avvisi di divieto giapponesi e carte rituali, che si impregnano di sangue man mano che i danni aumentano.

Anche Byakue mi fa il culo. Da lui imparo quanto sia importante svuotare le barre di resistenza degli avversari con contrattacchi perfetti. Aspettare, parare, contrattaccare. E ripetere il tutto finché non si sblocca il finisher.

Un osso duro.
Un osso duro.
Fonte: Capcom

Nel complesso, la mia sessione di anteprima è quindi caratterizzata da truppe demoniache ultraleggere e da combattimenti contro boss particolarmente impegnativi. Sono sorpreso di quanto sia ampio il divario tra i due tipi di avversari. I nemici normali diventeranno più forti con l'avanzare del gioco? Oppure rimarranno carne da macello su cui sfogarmi dopo aver affrontato i demoni boss più difficili?

Anche se il livello di difficoltà altalenante mi lascia un po' perplesso, sono fiducioso che Capcom riuscirà a trovare un buon equilibrio nel gioco finito. E l'osservazione più importante per me è comunque questa: che io mi faccia strada senza problemi tra i mob o che mi debba impegnare contro i boss finali, ogni minuto trascorso con la build in anteprima mi regala un divertimento pazzesco grazie all'ottimo sistema di combattimento e alla raccolta delle anime.

Il gioco offre delle sfide opzionali che mettono alla prova le mie abilità. Tra le altre cose, posso rigiocare le vecchie boss fight.
Il gioco offre delle sfide opzionali che mettono alla prova le mie abilità. Tra le altre cose, posso rigiocare le vecchie boss fight.
Fonte: Capcom

Azione lineare e sightseeing a Kyoto

A parte il sistema di combattimento, «Onimusha» segue la formula consolidata che Capcom aveva già applicato con grande successo in «Resident Evil Requiem» e «Pragmata». Il gioco presenta livelli per lo più lineari, in cui sono nascosti dei segreti al di fuori del percorso principale.

Gli enigmi sono decisamente più semplici rispetto a quelli presenti nei titoli zombie e fantascientifici pubblicati quest'anno da Capcom. A volte aziono interruttori con arco e frecce, altre volte cerco oggetti nascosti che si trovano in luoghi difficili da raggiungere. Gli enigmi non mi mettono a dura prova, ma servono semplicemente ad alleggerire un po' il ritmo e l'azione.

Un «enigma».
Un «enigma».
Fonte: Capcom

Non vedo l'ora di scoprire la città di Kyoto nel gioco finito. Lì, in un mondo di gioco aperto, oltre alla missione principale, svolgo anche piccole missioni secondarie per gli abitanti, che soffrono particolarmente a causa dell'invasione dei demoni. Più vado avanti nella storia, più quartieri sblocco.

La città fa anche da palcoscenico a storie avvincenti che si sviluppano passo dopo passo. Vengo a sapere, ad esempio, che il demone Rasho-gan ha corrotto un santuario. Si presenta come una divinità che esaudisce ogni desiderio espresso presso il santuario – ma in modo incredibilmente crudele. Una ragazzina, ad esempio, spera di non dover più suonare lo shamisen e, per esaudire il suo desiderio, il demone le taglia le dita. Un anziano vuole liberarsi dal dolore al ginocchio, così il demone gli strappa via l'intera gamba. Adoro questo genere di storie di fondo e sono curioso di scoprire cos'altro mi riserverà questa città.

Aia. Un abitante con una sola gamba, caduto vittima di Rasho-gan.
Aia. Un abitante con una sola gamba, caduto vittima di Rasho-gan.
Fonte: Capcom

Nostalgia della Wii su Switch 2

Nota: tutti gli screenshot riportati finora in questo articolo provengono dalla versione per PS5. Di seguito vedrai solo screenshot della versione per Switch 2.

Alla fine dell'evento di anteprima, Capcom ha in serbo ancora una sorpresa speciale. Ho avuto modo di provare la versione per Switch 2 di «Onimusha: Way of the Sword» in modalità portatile. Se hai giocato a «Resident Evil Requiem» o «Pragmata» su Switch 2, sai già cosa ti aspetta. Il RE Engine di Capcom e la console portatile di Nintendo si integrano alla perfezione.

In modalità portatile, il gioco gira a una velocità compresa tra 30 e 40 FPS e con una risoluzione di 900p con upscaling. Capcom trova i giusti compromessi per offrire ai fan di Nintendo un'esperienza il più possibile simile a quella delle console fisse. L'identità visiva del titolo viene mantenuta senza particolari compromessi.

È molto carino anche sulla Switch 2.
È molto carino anche sulla Switch 2.
Fonte: Capcom

In modalità TV, «Onimusha» è ancora più bello. Anche in questo caso il gioco funziona con un framerate inferiore (anch'esso compreso tra 30 e 40 FPS) e una risoluzione inferiore (1080p). Se non osservi con attenzione, tuttavia, difficilmente noterai differenze rispetto alla versione «grande» per PS5. È incredibile tutto quello che si può fare con un dispositivo portatile così piccolo e relativamente conveniente.

Ecco alcune immagini della versione per Switch 2 (modalità TV):

Rasho-gan ha ancora un aspetto orribile.
Rasho-gan ha ancora un aspetto orribile.
Fonte: Capcom
Anche i combattimenti con molti avversari non sono un problema.
Anche i combattimenti con molti avversari non sono un problema.
Fonte: Capcom
L'illuminazione della Switch 2 è davvero convincente e crea un'atmosfera meravigliosamente cupa.
L'illuminazione della Switch 2 è davvero convincente e crea un'atmosfera meravigliosamente cupa.
Fonte: Capcom

Oltre alla bellezza grafica, Capcom offre ai fan di Nintendo una modalità di controllo dal sapore nostalgico. L'intero gioco può essere giocato con i comandi di movimento. Sì, hai letto bene. Il Joy-Con di destra funge da spada. A seconda della direzione in cui lo muovo, eseguo diversi tipi di attacco.

Quando gioco, sono sopraffatto dalla nostalgia. Mi sembra di essere tornato indietro di 20 anni, a quando ho giocato per la prima volta a «The Legend of Zelda: Twilight Princess» sulla Wii. Cavolo, mi è mancato questo sistema di controllo.

Sconfiggere gli avversari con il Joy-Con? Non è poi così facile.
Sconfiggere gli avversari con il Joy-Con? Non è poi così facile.
Fonte: Capcom

Con il Joy-Con che funge da spada, i combattimenti contro i boss diventano ancora più difficili. Non perché i comandi siano imprecisi: il gioco reagisce in modo rapido e affidabile ai miei movimenti. Semplicemente mi ci vuole più tempo per attaccare. Muovere le dita richiede più tempo che premere un pulsante.

Quindi, se temi che «Onimusha» diventi troppo facile, scegli la versione per Switch con i comandi di movimento. In ogni caso, non vedo l'ora di vedere tutti quei virtuosi dei Joy-Con sfoggiare le loro abilità, ormai arrugginite, nelle folli speedrun.

Muovere le dita o premere i pulsanti?
Muovere le dita o premere i pulsanti?
Fonte: Capcom

«Onimusha: Way of the Sword» esce il 4 settembre per PS5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC. Capcom mi ha invitato all'evento di anteprima ad Amburgo e ha coperto le spese di viaggio. Ho provato le versioni per PS5 Pro e Switch 2.

Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
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Immagine prodotto Capcom Onimusha: Way of the Sword (PS5, DE, FR, IT)
Videogioco

Capcom Onimusha: Way of the Sword

PS5, DE, FR, IT

Immagine di copertina: Capcom

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Il mio amore per i videogiochi si è svegliato alla tenera età di cinque anni con il Gameboy originale ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni.


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