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Focus Entertainment
Retroscena

Anteprima: «Resonance» è come «Uncharted», ma con le spade al posto delle pistole

Domagoj Belancic
23/6/2026
Traduzione: Leandra Amato

«Resonance: A Plague Tale» è lo spuntino perfetto per i fan affamati di «Uncharted». Dopo averlo provato, non vedo l'ora che arrivi l'uscita ad agosto.

L'ultima creazione dello studio francese Asobo Studios (sì, proprio lo studio di «Microsoft Flight Simulator») mi lascia perplesso, ma in senso positivo.

Sebbene il gioco riporti nel sottotitolo il nome «A Plague Tale», ha ben poco a che vedere con i precedenti titoli della serie. Invece di protagonisti bambini, passaggi in modalità stealth e ratti infetti dalla peste, mi ritrovo con una pirata esperta in battaglia, scene d'azione brutali con la spada e un mostro soprannaturale in stile «Lost».

Ho potuto dedicare circa due ore a «Resonance: A Plague Tale Legacy» nell'ambito di una anteprima. Il mix di gameplay cinematografico e l'ambientazione tropicale con antiche rovine mi ricordano i bei vecchi giochi della serie «Uncharted». Se anche tu sei fan della serie cult di Naughty Dog, dovresti segnarti in grande sul calendario l'uscita di «Resonance».

Di viaggi nel tempo e minotauri

Nel gioco interpreto il ruolo della piratessa Sophia. I fan del secondo capitolo di «A Plague Tale» riconosceranno la piratessa. In «Requiem», l'esperta navigatrice ha aiutato i due fratelli Amicia e Hugo a raggiungere l'isola di La Cuna.

La storia di «Resonance» ha inizio circa 15 anni prima degli eventi narrati in «Requiem». Nella build di anteprima gioco i capitoli cinque e sei: mi ritrovo catapultato nel bel mezzo della storia e non capisco tutto ciò che mi viene rivelato in questa demo di due ore.

Quello che ho capito, però, mi incuriosisce. Sophia vuole esplorare la mistica «Isola del Minotauro». Per ragioni inspiegabili, sente che l'isola la chiama fin dall'infanzia. Una volta arrivata lì, Sophia viene inseguita da una banda di pirati nemici.

Bello qui.
Bello qui.
Fonte: Focus Entertainment

Sophia è perseguitata da visioni in cui vede l'isola attraverso gli occhi del guerriero greco Teseo, che centinaia di anni fa ha partecipato a un torneo mortale sull'isola, simile a «Squid Games».

Grazie ai salti temporali, ho modo di ammirare il paesaggio tropicale dell'isola in due epoche diverse. Insieme a Sophia esploro le rovine abbandonate e, insieme a Teseo, vedo com'era l'isola prima che cadesse in rovina. Un'idea promettente che valorizza al massimo lo splendido scenario circostante.

Un tempo qui c'era un gran viavai. Dell'epoca di Sophia non restano che rovine.
Un tempo qui c'era un gran viavai. Dell'epoca di Sophia non restano che rovine.

Nello spirito di «Uncharted»

Già dopo pochi minuti di gioco mi viene in mente una delle mie serie di videogiochi preferite in assoluto. Con il suo mix di meccaniche di gioco e l'ambientazione, «Resonance» trasmette senza sosta l'atmosfera di «Uncharted».

Sophia è praticamente una versione femminile di Nathan Drake. Posso ben immaginare che anche il cacciatore di tesori avrebbe nutrito un certo interesse per l'isola del Minotauro (e per i tesori in essa nascosti).

Sophia è accompagnata dalla sua amica Leni. Durante l'esplorazione parlano degli avvenimenti sull'isola e dei loro piani, nel tipico stile di Naughty Dog. Questo non solo contribuisce alla narrazione, ma approfondisce anche i personaggi e mi offre spunti sulla loro relazione.

Non mancano nemmeno sequenze cinematografiche ben realizzate, con cattivi spietati in perfetto stile «Uncharted».
Non mancano nemmeno sequenze cinematografiche ben realizzate, con cattivi spietati in perfetto stile «Uncharted».

Durante il loro viaggio, i due si trovano ripetutamente di fronte a enigmi antichi. Sophia è dotata di una sfera che, quando viene colpita dalla luce, emette raggi luminosi di diversi colori. In questo modo può attivare vecchi macchinari e aprire le porte.

Se non riesco ad andare avanti con la sfera, devo mettermi all'opera da solo. Aziono gli interruttori, sposto gli specchi e annoto le indicazioni importanti nel mio diario dell'avventuriero.

Te l'avevo detto: «Uncharted»!

Studio Asobo non nasconde le fonti di ispirazione per «Resonance».
Studio Asobo non nasconde le fonti di ispirazione per «Resonance».

Gli enigmi raggiungono un equilibrio perfetto, che apprezzo nei giochi di Naughty Dog. Devo analizzare la situazione e riflettere su come affrontare una sfida con i pochi mezzi a mia disposizione. Allo stesso tempo, non sono mai troppo complessi: non mi sento mai frenato né ho l'impressione che gli enigmi ostacolino il ritmo di gioco.

I passaggi dedicati agli enigmi sono intervallati da brevi sequenze di arrampicata e da momenti spettacolari in stile cinematografico in cui, ad esempio, corro per salvarmi la vita su edifici che stanno crollando.

Nathan Drake sarebbe orgoglioso di Sophia.

Un po' di arrampicata, salti e acrobazie non possono mancare.
Un po' di arrampicata, salti e acrobazie non possono mancare.

La mia grande preoccupazione: il sistema di combattimento

A differenza di «Uncharted», in «Resonance» non mi faccio strada sparando con le pistole, ma faccio a pezzi i nemici con spade e sciabole.

Il sistema di combattimento è semplice. Niente che non abbia già visto in decine di altri giochi. Gli avversari rivelano, tramite delle indicazioni colorate, quale tipo di attacco stanno per sferrare, e io devo reagire di conseguenza. So attaccare, schivare, parare e contrattaccare. Sophia dispone inoltre di un gancio per fune con cui può attirare verso di sé i nemici lontani (come quei fastidiosi arcieri).

Sì, sono morto un paio di volte.
Sì, sono morto un paio di volte.

La struttura di base del sistema di combattimento si complica con l'aumentare del numero di avversari. I duelli uno contro uno sono facili, ma quando una mezza dozzina di pirati mi attacca da tutte le parti, diventa difficile schivare e contrattaccare con un tempismo perfetto.

In linea di massima, mi piacciono i combattimenti nei due capitoli di anteprima. Rendono più vivace il gameplay incentrato sull'esplorazione e sugli enigmi e sono messi in scena in modo meravigliosamente brutale, soprattutto con le mosse finali.

Tra poco qui schizzerà sangue. Molto sangue.
Tra poco qui schizzerà sangue. Molto sangue.
Fonte: Focus Entertainment

Tuttavia, temo che le semplici basi del gameplay possano stancare rapidamente. Dubito che i duelli con la spada offrano una profondità di gioco sufficiente a tenermi incollato allo schermo per 15-20 ore (secondo la stima ufficiale dello studio). Altrettanto deludente è la varietà dei nemici: mi ritrovo a combattere sempre contro gli stessi tipi di avversari, che attaccano con animazioni altrettanto rigide. È un peccato anche non poter decimare le orde di nemici con attacchi furtivi mirati prima di passare allo scontro aperto.

È però ancora troppo presto per trarre una conclusione definitiva sul sistema di combattimento. Infine, gli equipaggiamenti sbloccabili, un albero delle abilità e nuove armi offrono la possibilità di rendere più vario il combattimento. Anche il passaggio tra Sophia e Teseo nei due livelli temporali potrebbe riservare delle sorprese.

Gli upgrade e le armi sono convincenti?
Gli upgrade e le armi sono convincenti?

Un pizzico di «Lost»

Dopo che il primo capitolo in anteprima di «Resonance» mi ha fatto provare quella sensazione nostalgica di gioia tipica di «Uncharted», il gioco mi sorprende nel secondo capitolo con un mostro soprannaturale. No, niente ratti, come negli altri giochi della serie «A Plague Tale». Ma piuttosto qualcosa che mi ricorda la serie cult «Lost» (a proposito: la migliore serie TV di tutti i tempi).

Sophia precipita in un pozzo buio e deve fuggire da un mostro terrificante. All'inizio lo sento soltanto. In sottofondo si sentono urla e un rumore sferragliante che fanno tremare le rovine sotterranee.

E poi lo vedo. Una specie di colonna di fumo. O forse si tratta di ceneri volanti? In ogni caso, una minaccia che a prima vista non riesco a cogliere né visivamente né uditivamente. Minaccioso, imponente e onnipresente.

In queste sequenze di gameplay devo muovermi furtivamente tra le rovine. Se corro, lascio una scia blu luminosa che permette al mostro di rintracciarmi rapidamente. A intervalli irregolari, il mostro si ferma e inizia a respirare. All'improvviso, migliaia di piccole particelle fluttuano nell'aria. Devo mettermi al riparo per non essere colpito o per non respirare quella roba e finire mummificato. Che diavolo è questa cosa?

Trovo rifugio nei luoghi illuminati dalla luce del sole o dalle torce. Questo mi ricorda i ratti che temono la luce dei precedenti giochi della serie «A Plague Tale». Ma è qui che finiscono i parallelismi tra «Resonance» e i suoi predecessori infestati dai ratti. I passaggi stealth contro il mostro in stile «Lost» sono molto più veloci e ricchi di azione rispetto alle lunghe sequenze con i ratti di un tempo. Ottimo.

Se ti stai chiedendo perché non mostro screenshot della sezione con il mostro, sappi che non mi è permesso. A quanto pare, lo studio vuole che il mostro rimanga un mistero fino a nuovo ordine.

Ad ogni modo, ecco uno screenshot tratto dal trailer incorporato qui sopra: il mostro aspira l'ambiente circostante.
Ad ogni modo, ecco uno screenshot tratto dal trailer incorporato qui sopra: il mostro aspira l'ambiente circostante.
Fonte: Asobo Studio

Conclusione dell'anteprima: se sei fan di «Uncharted», preparati a festeggiare

Le due ore trascorse con «Resonance: A Plague Tale Legacy» fanno venire voglia di continuare a giocare. Da fan di lunga data di «Uncharted», mi sento subito a mio agio grazie al mix di azione, esplorazione, enigmi e scene spettacolari in stile cinematografico. Anche quel misterioso mostro mi incuriosisce.

Questo enigma con specchi e raggi di luce di diversi colori sembra proprio uscito da «Uncharted».
Questo enigma con specchi e raggi di luce di diversi colori sembra proprio uscito da «Uncharted».

I fan della serie «A Plague Tale» dovrebbero tenere presente che «Resonance» intraprende una nuova direzione dal punto di vista del gameplay e racconta una storia completamente nuova. Resta da vedere se e in che modo la trama del gioco sia collegata a quella dei titoli precedenti.

Non vedo l'ora di fare la mia gita sull'Isola del Minotauro. Prima dell'appuntamento per l'anteprima, non avevo nemmeno sentito parlare di «Resonance». Ora è uno dei giochi che attendo con più impazienza nei prossimi mesi.

Non vedo l'ora di vedervi entrambi.
Non vedo l'ora di vedervi entrambi.

«Resonance: A Plague Tale Legacy» esce il 27 agosto per PS5, Xbox Series X/S e PC. Per l'anteprima, Focus Entertainment mi ha fornito la versione per PC.

Immagine di copertina: Focus Entertainment

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Il mio amore per i videogiochi si è svegliato alla tenera età di cinque anni con il Gameboy originale ed è cresciuto a dismisura nel corso degli anni.


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