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Stefanie Lechthaler
Retroscena

Cecità temporale: quando le missioni secondarie diventano più importanti

Stefanie Lechthaler
26/2/2026
Traduzione: Nerea Buttacavoli

Essere sempre in ritardo è uno stress sia per te sia per chi ti sta intorno. Ma questo non significa necessariamente che non ti sforzi o che tu sia inaffidabile. Forse semplicemente percepisci il tempo in modo diverso.

Quando andavo a scuola, il mio libretto delle giustificazioni era stracolmo di note perché arrivavo in ritardo quasi ogni giorno. Questo comprensibilmente infastidiva il corpo docente e i miei genitori cercavano disperatamente di farmi capire che dovevo arrivare in orario. E sebbene fossi consapevole di ciò che dovevo fare, io e la puntualità non siamo mai riuscite a trovarci. Per quanto mi sforzassi, qualcosa mi distraeva sempre.

Ancora oggi mi dicono cose come «Hai di nuovo sottovalutato il traffico?». Non mi sorprendono, ma scatenano sempre l'autocritica. «Ormai dovrei essere in grado di gestirmi», penso, e «tutti pensano che io sia inaffidabile e scortese».

Il tempo non è uguale per tutti

La maggior parte delle persone ha un orologio interno con cui percepisce la durata di un periodo di tempo. Valuta intuitivamente quanto tempo intercorre dopo il lavoro fino alla cena, fra quanto iniziano gli allenamenti di pallavolo o quando deve iniziare a studiare per l'esame di fisica che si terrà tra sei mesi. Per loro il tempo è prevedibile e calcolabile.

Le persone che non sviluppano questa capacità e hanno difficoltà a percepire il tempo come un concetto interiorizzato potrebbero soffrire di cecità temporale. Le psicologhe e gli psicologi osservano spesso questa difficoltà in relazione all'ADHD o all'autismo, ma in genere colpisce persone con un deficit delle funzioni esecutive. Per loro, le ore di attività percepite come interessanti passano in pochi secondi, mentre i minuti di noia sembrano infiniti. Ricordano gli eventi come se fossero accaduti anni fa, anche se sono passati solo poche settimane, e percepiscono gli eventi futuri come infinitamente lontani o spaventosamente vicini.

Quando le questioni secondarie sono più determinanti del resto

Il cervello delle persone con cecità temporale dà priorità alle azioni che al momento sono percepite come «più importanti» o «più interessanti» rispetto all'obiettivo superiore. Dimentica il progetto vero e proprio e presta attenzione solo al qui e ora. È in una sorta di stato di flow. Nell'ADHD, tuttavia, questa condizione è incontrollabile e viene definita iperfocus.

Per le persone con cecità temporale, la pianificazione è un atto di forza, perché non hanno alcun riferimento sul tempo da dedicare alle attività. Questo vale soprattutto per le attività quotidiane ripetitive, perché il cervello le classifica come meno urgenti. Il fenomeno di sottostimare il tempo è anche chiamato fallacia della pianificazione. Nella sezione che segue, descrivo una mattina prima del lavoro come la vivo ogni giorno, con le distrazioni che determinano la mia vita quotidiana.

Per arrivare in tempo in redazione, fra dieci minuti devo montare in bici e partire. Tutto quello che devo fare è mettere in borsa il mio portatile e indossare scarpe e giacca. Facile.

Preparo la borsa per la giornata lavorativa e mentre mi avvio all'uscita passo davanti a una pianta. Mi accorgo che ha bisogno di acqua. Metto lo zaino a terra e prendo l'annaffiatoio. Mentre innaffio, dell'acqua fuoriesce dal sottovaso. Corro in cucina a prendere lo straccio. Pulisco l'acqua e già che ci sono do una pulita al davanzale. Tolgo anche le due foglie secche dalla pianta. Mi davano fastidio da tempo. Guardo fuori dalla finestra e noto che di fronte si sono trasferiti dei nuovi vicini. «Hanno un bassotto», penso, «bellino, sdraiato sul divano. Si è accorto che lo sto guardando? Magari dovrei smettere di fissarlo».

E proprio in quel momento mi rendo conto. «Cavolo! Devo andare al lavoro. Sarei dovuta partire già dieci minuti fa!»

Suggerimenti per chi è cronicamente in ritardo

Forse anche tu soffri di cecità temporale o fai fatica a rispettare le scadenze. Ho qualche consiglio da darti che personalmente mi ha aiutato.

1. Non prendere troppi impegni

Lo so bene: un sabato libero sembra durare per sempre. Apparentemente è sufficiente per fare il bucato, fare un brunch, andare in palestra, riordinare il frigorifero, compilare la dichiarazione dei redditi e incontrare gli amici. Purtroppo la realtà è diversa. Se ti proponi solo uno o due compiti fin dall'inizio, arriverai più spesso in orario e percepirai meno stress per un periodo di tempo più lungo. È anche più probabile che sperimenti l'autoefficacia, quindi la convinzione di poter fare le cose con la tua forza. Tra un compito e l'altro, hai anche il tempo di rilassarti o di fare qualcosa di non programmato. Ricorda che la maggior parte delle cose può letteralmente aspettare fino a domani.

2. Fidati del tuo istinto, tranne quando si tratta di gestire il tempo

Se hai già sbagliato più volte a valutare il tempo necessario per i percorsi, aggiungi sempre un generoso buffer al tempo stimato. Personalmente, ogni volta penso di poter arrivare ovunque nella città di Zurigo in 20 minuti di bicicletta. Da porta a porta. Ottimista, lo so. Ma per me questa è la realtà. La mia esperienza mi ha insegnato che devo sempre aggiungere un terzo del tempo indicato di navigazione.

3. Imposta diverse sveglie

Per quanto sia fastidiosa, fai in modo che la sveglia sia tua amica. Imposta la sveglia con sufficiente anticipo, in modo da avere abbastanza tempo per prepararti a partire nonostante le piccole distrazioni. Se non vuoi rischiare distrazioni dal tuo smartphone, un contaminuti potrebbe essere una buona soluzione. Per la figlia di Patrick Vogt Zoe è stata la svolta:

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Oppure, metti avanti le lancette dei tuoi orologi.

4. Lascia che ti aiutino

Pianificare una giornata con diversi eventi e spostamenti ti sembra impossibile? Lo capisco. Non avere paura di chiedere aiuto a chi lo trova più facile. Nella migliore delle ipotesi, ti spiegherà dove si nascondono le perdite di tempo e quanto tempo dovresti calcolare. Anche in questo caso: meno cose ti imponi, meno ti sentirai sotto pressione.

5. Nessuno nasce in orario

I ritardi sono fastidiosi (soprattutto per la tua controparte puntuale). Migliori sono gli strumenti che ti supportano, più facile sarà per te essere puntuale. Non giudicarti se ogni tanto non ci riesci. Il tuo cervello funziona in modo diverso.

Ciononostante: abbi comprensione anche per l'altra persona. Aspettare ignari sotto la pioggia fredda è fastidioso. Associa l'appuntamento a una sensazione positiva e interiorizza che la tua controparte sarà felice se sarai puntuale. Il tuo cervello classificherà il compito come importante e utile.

Se non dovessi farcela, scusati con chi ti sta aspettando e spiega che non ha nulla a che fare con loro. Informa del tuo ritardo e indica approssimativamente fra quanto tempo arriverai. So che questo può causare molto imbarazzo, ma dà all'altra persona l'opportunità di trovare un modo di colmare l'attesa. Se succede spesso, stabilisci delle regole che riesci a rispettare, invece di trovare delle scuse. Ad esempio: la tua controparte sa che l'appuntamento si terrà più tardi di quanto concordato o le riunioni settimanali si svolgono online.

Differenze a livello mondiale

La percezione del tempo varia non solo tra le persone, ma anche tra le culture. Il modello di Lewis spiega e classifica le differenze grosso modo in tre gruppi: lineare, multi-attivo e reattivo.

Nei Paesi anglosassoni, come la Svizzera e la Germania, la percezione lineare del tempo è la più diffusa. Descrive il fatto che ci siamo lasciati alle spalle il passato e guardiamo al futuro. Quando abbiamo completato un compito passiamo al successivo. Pianifichiamo le nostre azioni in modo efficiente e meticoloso per non «perdere» tempo che, come sappiamo, è denaro. Non c'è quindi da stupirsi che consideriamo i ritardi come maleducazione, perché ci rubano il nostro tempo prezioso.

La situazione è diversa nei Paesi dell'Europa meridionale, dove le persone appartenenti a culture multi-attive percepiscono il tempo in modo più elastico. L'attenzione è rivolta alle relazioni interpersonali. Le discussioni importanti vengono portate a termine anche se è già ora di passare all'appuntamento successivo. Si vive il momento. La cecità temporale qui è meno evidente.

Ancora più distante da entrambi i concetti è la percezione ciclica del tempo, diffusa ad esempio nelle culture induista e buddista. Qui il tempo è percepito come ricorrente. Si basa su cicli naturali come le stagioni, la nascita e la morte o l'alba e il tramonto. Poiché tutto si ripete, c'è abbastanza tempo per ogni cosa. Se qualcosa non dovesse funzionare quest'estate, forse funzionerà la prossima.

Il tempo è una questione di filosofia

Queste differenze mi dimostrano che non esiste giusto o sbagliato, anche se a volte sembra così. Mi piace l'idea di poter sfruttare i vantaggi di ciascuna categoria. La percezione lineare del tempo guida l'efficienza. La percezione multi-attiva rafforza le relazioni interpersonali e il vivere il momento. La percezione ciclica permette di vedere il quadro generale e fa capire che ciò che sembra urgente, spesso può aspettare – forse anche fino alla prossima vita.

Ma non il tuo appuntamento. Quindi smettila di stare online, metti via il telefono e parti. Non vorrai mica arrivare di nuovo in ritardo.

Immagine di copertina: Stefanie Lechthaler

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Dipingere le pareti prima di lasciare l'appartamento? Preparare il kimchi in casa? Saldare il forno da raclette rotto? Riesco a fare tutto da sola? Non so, ma tentare non nuoce!


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