
Come ho risolto i miei problemi a letto
Non voglio più dormire nel buco tra i due materassi. Ecco perché nell'arco di sei mesi ho provato tre unisci-materassi. Quale ha funzionato meglio? Quale puoi invece lasciar perdere?
Quello che a prima vista sembra un giocattolo per adulti è in realtà un utile gadget che trasforma due materassi in uno solo. L'unisci-materassi a forma di T, chiude il famigerato buco e mi permette di muovermi nel letto senza sprofondare tra i due materassi.

Per verificare quale unisci-materassi fosse adatto a una persona che si muove molto nel sonno come me, ho provato tre modelli per sei mesi e li ho messi a confronto.
Flipline: il cuneo da allacciare
Prima impressione: che eleganza! Il modello Flipline, completo di cinghia di fissaggio, mi viene recapitato in una borsa. La prima impressione è quella di un prodotto di alta qualità. Dubito però che riuscirò mai a rimetterlo nella custodia.

L'unisci-materassi è realizzato prevalentemente in poliestere con effetto memory foam. Quando lo comprimo con le mani, il materiale cede leggermente per poi tornare alla sua forma originaria. La superficie, larga 18 centimetri, è leggermente imbottita e rivestita in tessuto, così il coprimaterasso non poggia direttamente sulla gommapiuma. Non è però lavabile.
Per mantenere i due materassi ben uniti, Flipline è dotato di una cinghia di fissaggio. La faccio passare prima attraverso l'asola dell'unisci-materassi e poi attorno a entrambi i materassi. L'idea è semplice: la cinghia li stringe l'uno contro l'altro, bloccando il cuneo nella fessura e impedendogli di spostarsi. Le scanalature presenti sul cuneo sono progettate per aumentare ulteriormente la tenuta, come fossero dei piccoli ganci.


Nell'uso quotidiano: ripongo tutte le mie speranze in Flipline. Tra i tre modelli, questo sembra quello con la finitura migliore. Ma non passa molto tempo prima che inizi a snervarmi. Quando ci dormo sopra, lo trovo troppo duro, nonostante o forse proprio a causa della memory foam.
Dopo qualche settimana, la situazione cambia, perché il materiale si ammorbidisce. Il sonno è più comodo. Ma ecco un'altra pecca. Anche se la superficie è confortevole, l'unisci-materassi scivola sempre più spesso nel buco e ci rimane dentro. Probabilmente a causa della superficie ridotta. Praticamente lo devo ripescare fuori ogni giorno.

La stessa cosa vale per la cinghia. Inizialmente, pensavo fosse una benedizione, poi è diventata un peso. Dovrei stringerla ogni due settimane affinché tenga ben saldi i materassi, e quando cambio le lenzuola è sempre d'intralcio.



Rosenkern: corto ma largo
Prima impressione: meno affascinante di Flipline e ricoperto solo da una pellicola di plastica, questa è la prima impressione dell'unisci-materassi Rosenkern. In realtà non serve altro. La superficie è larga 25 centimetri ed è rivestita in tessuto di spugna, composto per il 75% da cotone e per il 25% da poliestere. La superficie risulta leggermente ruvida al tatto, in ogni caso non ci dormo direttamente sopra. Il cuneo corto è realizzato in poliestere (schiuma di PU). Il modello Rosenkern è l'unico dei tre lavabile a 30 gradi.
Inizialmente, ritengo che il modello sia troppo costoso. Il materiale sembra di scarsa qualità e, visto che il cuneo è corto, dubito che il modello di Rosenkern riesca a svolgere appieno la sua funzione. Al tatto il materiale sembra troppo duro e temo che non sia comodo dormirci sopra.

Nell'uso quotidiano: il test di tutti i giorni mi sorprende. Sebbene ne avverta leggermente i bordi, durante il sonno non mi danno fastidio. Forse perché, da quando uso Flipline, mi sono già abituata alla sensazione oppure perché sembra quasi un'estensione del materasso. Ci dormo ogni giorno e non finisco mai nel buco. La superficie più ampia probabilmente distribuisce meglio il mio peso e quindi non cede. Niente più risvegli notturni e niente più tensioni muscolari dovute a posizioni scomode durante il sonno. Dopo qualche settimana, il modello Rosenkern inizia ad affossarsi leggermente al centro senza però mai cedere del tutto. Ne sono entusiasta.



Softsleep: l'inaspettato concorrente a basso costo
Prima impressione: Softsleep non ha dedicato particolare attenzione all'imballaggio. Il prodotto è semplicemente adagiato nella scatola di cartone, senza alcuna protezione né pellicola. Il prezzo non è certo casuale.
Anche il materiale è semplice: gommapiuma. Nessuna superficie rivestita o vellutata, niente. Solo l'essenziale. L'unisci-materassi è flessibile e può essere piegato in tutte le direzioni e la superficie d'appoggio è larga 20 centimetri. È quindi solo leggermente più larga di Flipline. La superficie risulta appiccicosa al tatto. Non come la colla, ma piuttosto come il lato inferiore di un tappetino per il mouse, che offre una leggera resistenza quando lo si sfiora. A dire il vero: il modello sembra di bassa qualità, ma rispetto agli altri ha il vantaggio di poter essere tagliato su misura con le forbici. La schiuma non è lavabile.

Nell'uso quotidiano: sono stupita. L'unisci-materassi non si sente per niente quando mi sdraio sopra. Come se i due materassi fossero diventati un tutt'uno. La sensazione rimane invariata anche nelle successive settimane di test. Se per sbaglio mi inginocchio sulla gommapiuma, questa scivola nel buco e devo tirarla fuori. Serve più delicatezza rispetto agli altri, a causa della superficie «appiccicosa». È bastata una volta in cui sono stata un po' meno delicata e l'unisci-materassi si è strappato.


La superficie «adesiva» presenta vantaggi e svantaggi. Da un lato impedisce che l'unisci-materassi scivoli nel buco, dall'altro tende a rimanere attaccata al lenzuolo quando rifaccio il letto. Inoltre, attira la polvere come per magia. Mentre testo gli altri modelli, Softsleep sbiadisce. Invece di rimanere di un bianco splendente, con il passare delle settimane assume una tonalità giallastra. Non è particolarmente estetico, ma sotto il lenzuolo non è un grande problema. Temo però che col tempo il materiale possa usurarsi o danneggiarsi. Ciononostante, il rapporto qualità-prezzo è positivo.



Conclusione: quale scegliere?
Se lo spazio tra i materassi è ampio, puoi escludere a priori il modello Flipline. Sebbene sia il modello con la finitura di più alta qualità tra quelli testati e sia in realtà ben progettato, a causa della superficie ridotta è quello che cade continuamente nel buco. Inoltre, devi stringere la cinghia regolarmente. Per me, Flipline non è un'opzione a lungo termine.
Per quanto riguarda gli altri due modelli, a fare davvero la differenza è soprattutto il prezzo. Il modello Rosenkern costa quasi il triplo di Softsleep, ma mi sembra più resistente e svolge la sua funzione senza problemi. Softsleep, invece, scompare completamente sotto il lenzuolo, è molto comodo e può essere tagliato su misura. Tuttavia, quanto il materiale rimanga flessibile e resistente nel lungo periodo probabilmente si potrà capire solo con un uso ancora più prolungato.
La mia conclusione: una superficie ampia è vantaggiosa. Distribuisce meglio il peso rispetto a una stretta e, di conseguenza, affonda meno nel buco. Come si comporteranno i due modelli nei prossimi anni, lo scoprirò con il tempo. Per ora sono felice che lo spazio sia colmato e di potermi rigirare indisturbata per tutta la larghezza del letto.
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