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Retroscena

Forno V-Zug con funzione pizza: può competere con il forno a legna?

Simon Balissat
22/7/2026
Traduzione: Nerea Buttacavoli

Per una buona pizza ci vogliono un impasto che si rispetti, ingredienti di qualità e calore. Tanto calore. La maggior parte dei forni domestici fallisce proprio su questo. L'esempio di V-Zug dimostra che in realtà non sarebbe così difficile.

Ci sono cose che non si riescono a preparare senza speciali elettrodomestici da cucina. Per il gelato serve una gelatiera. Per le zuppe cremose occorre un minipimer o un frullatore. Per quanto riguarda la pizza, personalmente sono sempre stato convinto che si possa cuocere bene anche in un normale forno domestico. Il calore rende l'impasto croccante e fa sciogliere il formaggio. Facile… ma sbagliato!

Qualche anno fa, durante i miei primi tentativi, ho dovuto constatare che il calore di un forno comune non è affatto sufficiente per ottenere una pizza perfetta. O l'impasto era gommoso e il condimento perfetto, oppure il condimento era secco e l'impasto croccante. Quanto ero ingenuo!

Una pizza del genere te la sogni in un forno normale.
Una pizza del genere te la sogni in un forno normale.

L'opinione comune tra gli appassionati di pizza è che i forni normali non raggiungano la temperatura necessaria. Su internet si trovano quindi guide un po' azzardate su come modificare il forno in modo che raggiunga temperature di 300 gradi e oltre. Non voglio però correre il rischio di un'interruzione di corrente in tutto il condominio o di un incendio in cucina, e mi accontento quindi dei 230 gradi che raggiunge il mio forno a vapore combinato. Per una buona pizza in teglia è sufficiente. Tuttavia, con questo metodo non ottengo una pizza croccante o soffice come quelle di Napoli o New York – il mio forno dovrebbe raggiungere almeno 100 gradi in più.

Prodotto di tendenza: forno per pizza

Negli ultimi anni i forni per pizza sono spuntati come funghi. A scelta tra alimentazione elettrica oppure a legna, pellet o gas. Per il balcone, per la cucina, per il camping. Ho già avuto modo di provare diversi modelli di questo tipo.

Il produttore svizzero di forni V-Zug ha individuato i segni del tempo. Ecco perché io e il fotografo Chris siamo seduti in una sala riunioni con angolo cottura e stiamo guardando una presentazione in PowerPoint con foto di pizze, Napoli e belle persone nelle loro cucine. Prima il dovere, poi «la parte piacevole del pomeriggio».

Queste immagini ricche di emozioni mirano a trasmettere un concetto che in realtà si spiega in poche parole: nei forni della sua gamma premium, V-Zug dispone di un programma specifico per la pizza con temperature fino a 350 gradi. Temperature che finora erano esclusive dei forni per pizza dedicati.

La funzione per la pizza raggiunge i 350 gradi.
La funzione per la pizza raggiunge i 350 gradi.

V-Zug non ha impiegato molto tempo per lo sviluppo. Infatti, da tempo è possibile raggiungere temperature fino a 500 gradi, ma solo per la pulizia automatica. Nel cosiddetto processo di pirolisi, il grasso e i residui alimentari vengono bruciati nel forno a temperature estremamente elevate fino a trasformarsi in cenere.

Per questi forni, gli ingegneri hanno «solo» dovuto programmare un livello intermedio tra la cottura e la cremazione, ovvero tra i 250 e i 500 gradi.

«Non è stato così semplice», spiega Marc Schönenberger, ingegnere alimentare presso V-Zug. «Per poter installare una funzione per pizza a 350 gradi, è stata necessaria un'implementazione della sicurezza». Nella modalità pirolisi, il forno raggiunge temperature ancora più elevate rispetto alla modalità pizza. A queste temperature non bisogna assolutamente aprire il forno. «Ora tutti i modelli di punta che supportano anche la pirolisi sono dotati della funzione per pizza», ha affermato Schönenberger.

Preparo la mia prima pizza

Per una buona pizza, però, non basta solo il calore. Per questo motivo, V-Zug propone anche un set composto da una piastra in acciaio per pizza e una pala. Le pietre per pizza di altri produttori funzionano allo stesso modo; tuttavia, solo il set di V-Zug è stato verificato e testato con le loro ricette. È qui che entra in gioco Timo Hagemes, che è una specie di Jamie Oliver dell'azienda.

Hagemes sviluppa ricette per V-Zug che riescono alla perfezione sui fornelli e nei forni dell'azienda svizzera. Ultimamente si è dedicato molto alla pizza e mi mostra come, con grande abilità, modella una pizza da una pallina di impasto, vi aggiunge un po' di salsa e poi la ricopre di mozzarella. Con un colpo secco, Timo trasferisce la pizza dalla pala alla piastra in acciaio preriscaldata nel forno. Non ci vogliono nemmeno 20 secondi e i bordi si gonfiano, come se la pizza fosse un gommone.

Il bordo è piuttosto spesso.
Il bordo è piuttosto spesso.

Tre minuti e mezzo dopo ci avventiamo sulla prima pizza del pomeriggio. In effetti è più buona che in molte pizzerie mediocri. Bordi morbidi, base leggermente più croccante, mozzarella sciolta che non si è ancora seccata. Tra questa pizza e i miei tentativi a 200 gradi c'è un abisso.

Ora tocca a me. Mi metto il grembiule da cucina e cerco di modellare l'impasto proprio come mi mostra lo chef Hagemes. Per prima cosa devo modellare l'impasto fino a dargli la forma giusta. Mattarello? Negativo. Per questo ho due mani (ma poca abilità manuale). Dopodiché, farcisco la pizza sulla pala e la inforno.

Neanche la massima concentrazione è servita a molto.
Neanche la massima concentrazione è servita a molto.

Quattro minuti e qualche parola di incoraggiamento («Per essere la tua prima pizza è fantastica!») dopo, la mia pizza calda con pomodoro e mozzarella esce dal forno.

Ci ho provato… OK?
Ci ho provato… OK?

Il forno potrà anche raggiungere i 350 gradi, ma purtroppo non compensa la mancanza di pratica. Mi resta la certezza che continuerò a fare la pizza in teglia. Il mio forno, infatti, arriva appena a 230 gradi.

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Quando 15 anni fa ho lasciato il nido di casa, mi sono improvvisamente ritrovato a dover cucinare per me. Ma dalla pura e semplice necessità presto si è sviluppata una virtù, e oggi non riesco a immaginarmi lontano dai fornelli. Sono un vero foodie e divoro di tutto, dal cibo spazzatura alla cucina di alta classe. Letteralmente: mangio in un battibaleno.. 


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Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

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