
Retroscena
Legge sulle attività informative: il SIC potrà ora fare ancora di più
di Florian Bodoky
La prevista revisione della legge sui servizi di intelligence ha superato il primo ostacolo. Il Comitato per la Politica di Sicurezza del Consiglio Nazionale ha dato il via libera. I Verdi stanno valutando se chiedere un referendum contro la prevista espansione della sorveglianza.
Questa settimana, il Comitato per la Politica di Sicurezza del Consiglio Nazionale (SIK-N) ha approvato la prevista revisione della Legge sui Servizi di Intelligence con 15 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni. In linea di principio, il comitato appoggia la strada intrapresa dal Consiglio Federale, che ha rinviato il progetto di legge al Parlamento il 28 gennaio 2026.
L'obiettivo della revisione è quello di ampliare le capacità dei servizi di intelligence, in particolare per quanto riguarda l'individuazione precoce delle minacce. L'attenzione è rivolta all'estremismo violento, al terrorismo, allo spionaggio e agli attacchi informatici. Il servizio di intelligence dovrebbe essere in grado di agire più rapidamente e di disporre di maggiori strumenti per riconoscere i rischi in una fase iniziale. Questo significa agire non appena ci sono indicazioni di potenziali pericoli, e non solo quando sono stati commessi specifici reati. Nei casi gravi di estremismo violento, in futuro dovrebbe essere possibile utilizzare strumenti simili a quelli già utilizzati oggi nel campo del terrorismo. Tra questi, le misure che richiedono un'autorizzazione, che devono ancora essere approvate dai tribunali. La Commissione vuole inoltre che i servizi di intelligence registrino un maggior numero di attività che gli attori stranieri utilizzano per esercitare un'influenza mirata sui sistemi politici o sulle società. L'accesso a determinati dati, ad esempio in relazione ai flussi finanziari, deve essere facilitato se vi sono indicazioni di processi rilevanti per la sicurezza. Allo stesso tempo, i meccanismi di controllo esistenti rimangono in vigore per regolare l'uso di queste risorse.
Parallelamente, si sta formando una resistenza: i Verdi stanno valutando la possibilità di indire un referendum contro la legge. In questo modo si potrebbe porre all'elettorato la questione di quanto i servizi di intelligence debbano spingersi in futuro.
Le critiche sono rivolte soprattutto all'approccio preventivo. I Verdi lo considerano un'espansione dell'intervento statale senza un motivo sufficiente. Sono infastiditi dal fatto che la sorveglianza dovrebbe essere possibile anche in assenza di sospetti concreti di reato. A loro avviso, questo aumenta il rischio che vengano prese di mira anche persone che non hanno commesso né stanno pianificando reati. Il partito pone al centro la tutela della privacy e mette in guardia da uno spostamento dei confini tra la prevenzione di minacce mirate e una sorveglianza più ampia. Il Consiglio Nazionale si riunirà prossimamente.
Il Consiglio Nazionale si occuperà della proposta di legge nella sessione estiva. Seguiranno ulteriori passaggi parlamentari.
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