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Test del prodotto

Marstek Venus E 3.0 alla prova: un aiuto conveniente per risparmiare energia

Martin Jungfer
21/8/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

Da maggio, l'accumulatore di energia Venus E 3.0 di Marstek raccoglie nella mia cantina l'energia in eccesso prodotta dall'impianto solare sul tetto. In combinazione con un sistema di gestione intelligente, riduce i costi dell'elettricità.

I sistemi di accumulo a batteria sono sempre più diffusi, sia nelle abitazioni private sia nell'industria. Il motivo è semplice: soprattutto nelle ore di mezzogiorno, i pannelli solari producono spesso più energia di quella necessaria. Con un accumulatore puoi conservarla per usarla in un secondo momento oppure venderla quando il prezzo sale. Per alcune aziende è un vero e proprio modello di business.

Come proprietario di una casa con un piccolo impianto fotovoltaico (potenza di picco di 9,5 kilowatt) sul tetto, di certo non diventerò ricco. Voglio però consumare il più possibile l'energia che produco. In questo modo alleggerisco la rete elettrica e, almeno un po', anche la bolletta.

Quando ho installato l'impianto fotovoltaico, circa cinque anni fa, gli accumulatori erano ancora molto costosi. Nel frattempo, i prezzi sono scesi notevolmente. Il modello Venus E 3.0 di Marstek è un vero campione di convenienza. Per meno di 1500 franchi si ottiene un accumulatore a batteria con una capacità di 5,2 kilowattora (kWh).

Per effettuare questa prova, l'importatore svizzero di questo prodotto cinese a prezzo vantaggioso mi ha fornito un esemplare. Come sempre nei test condotti dalla redazione di Galaxus, senza alcuna influenza e senza alcun obbligo riguardo alle modalità di svolgimento del test o al risultato da ottenere.

Installazione senza tecnico

Il prezzo rende l'accumulatore Marstek interessante. Ma c'è un altro motivo: posso metterlo in funzione senza dover incaricare un'azienda elettrica. Un intervento del genere può costare facilmente qualche centinaio di franchi in più. Venus E 3.0 è un accumulatore plug-and-play. Basta collegarlo a una presa libera e il gioco è fatto. Il sistema di controllo è integrato e anche l'invertitore bidirezionale è già incluso. Quest'ultimo serve per accumulare l'energia o reimmetterla nella rete elettrica di casa.

Prima di tutto bisogna però trovare all'aggeggio il posto giusto; nel mio caso, è in cantina. A proposito, puoi sistemarlo anche in garage o addirittura all'aperto: è certificato IP67, ovvero è protetto dalla polvere e dai getti d'acqua. Può quindi piovere a dirotto che per l'accumulatore non ci sono problemi. L'accumulatore pesa circa 60 chilogrammi, imballaggio compreso; ti consiglio di farti aiutare durante il trasporto. Una volta tolta la confezione, Venus E 3.0 si presenta come un dispositivo sorprendentemente sottile e compatto: 50 centimetri di larghezza, 63 centimetri di altezza e appena 15 centimetri di profondità.

Nel mio locale tecnico in cantina sono già installati l'invertitore dell'impianto fotovoltaico, il sistema di gestione dell'energia (EMS) nel quadro elettrico e lo scaldabagno modificato. Il dispositivo Marstek è in buona compagnia. Lo appoggio sul pavimento, ma potrei anche appenderlo alla parete grazie alla guida in dotazione; i tasselli per carichi pesanti necessari sono già inclusi.

I robusti supporti metallici costituiscono il sistema di fissaggio a parete per Venus 3.0. Uno va fissato alla parete come gancio, l'altro sull'accumulatore stesso con quattro viti.
I robusti supporti metallici costituiscono il sistema di fissaggio a parete per Venus 3.0. Uno va fissato alla parete come gancio, l'altro sull'accumulatore stesso con quattro viti.

Nella confezione è incluso solo un cavo. Si collega a una sola porta del mio Venus E 3.0. All'altra estremità c'è una normale spina per la presa di corrente. È davvero a prova di errore.

Collegamento a Solar Manager

Per sapere quando l'impianto fotovoltaico sul tetto produce più energia di quella che viene consumata in casa, Venus E 3.0 deve avere accesso ai dati del consumo totale. Durante l'installazione, l'app Marstek rileva innanzitutto la rete WiFi, richiede la password e si connette. A questo punto l'app individua il Shelly nel quadro elettrico, che fornisce i dati relativi al consumo e alla produzione, e si connette anche a esso.

Sembra quasi troppo facile, vero? Ed effettivamente lo è. Nonostante il collegamento al WiFi sia avvenuto con successo e la connessione a Shelly sia attiva, l'accumulatore non si avvia. I valori nell'app Marstek rimangono a zero. L'unica cosa che vedo è che la batteria ha un livello di carica del 47 percento già di fabbrica. Anche nell'app Solar Manager l'accumulatore Marstek viene riconosciuto come dispositivo; tuttavia, non è attivo. A quanto pare manca la connessione.

Dopo un'ora passata a provare varie impostazioni, mi arrendo. Contatto Hans Fischer, uno degli ideatori di Solar Manager. Lui dovrebbe saperne qualcosa. E infatti, meno di dieci minuti dopo la mia e-mail, ricevo la sua risposta e la soluzione. È necessaria una connessione Ethernet, mi spiega Hans. Marstek blocca la connessione WiFi a Solar Manager. Seguo una breve guida e, non appena collego un cavo LAN alla porta del Venus E 3.0 e al mio switch, Solar Manager segnala che l'accumulatore è «connesso». A proposito: la questione della LAN è riportata anche sul sito web di Solar Manager. Avrei solo dovuto aprire bene gli occhi.

Nei forum online, chi utilizza l'accumulatore Marstek segnala problemi durante la configurazione. Spesso la causa è una connessione WiFi instabile: a quanto pare il modulo installato da Marstek non offre le migliori prestazioni. Un collegamento via cavo ha quindi i suoi vantaggi. L'installazione è in linea di massima semplice, anche se avere un minimo di conoscenze tecniche non guasta. Questo è un buon elenco dei possibili problemi e delle relative soluzioni.

È meglio usare un cavo LAN. Vale anche per l'accumulatore Marstek.
È meglio usare un cavo LAN. Vale anche per l'accumulatore Marstek.

Carica e scarica funzionano

Il primo test dell'accumulatore si svolge in una giornata di maggio, con il sole e le nuvole che si alternano. L'accumulatore Marstek passa subito alla modalità di carica. Preleva 600 watt dell'energia solare in eccesso prodotta dall'impianto fotovoltaico e li immagazzina nella batteria LiFePO₄. Quando una nuvola copre il sole, il sistema di controllo reagisce quasi in tempo reale e riduce il flusso di energia verso la batteria. Non c'è praticamente alcun ritardo.

Una tipica giornata estiva: i picchi blu verso il basso indicano quando l'energia viene immagazzinata, quelli rossi quando la batteria si scarica. La curva blu in alto rappresenta il livello di carica nell'arco di 24 ore.
Una tipica giornata estiva: i picchi blu verso il basso indicano quando l'energia viene immagazzinata, quelli rossi quando la batteria si scarica. La curva blu in alto rappresenta il livello di carica nell'arco di 24 ore.

Il produttore promette una durata di 15 anni o 6 000 cicli completi di carica e scarica. La garanzia ha una durata di dieci anni. Facendo due calcoli, con una capacità di 5 kWh, nei prossimi anni nell'accumulatore passeranno almeno 30 000 kilowattora.

Ma ne vale la pena anche dal punto di vista economico? Con un prezzo di acquisto di 1500 franchi, è possibile fare un calcolo approssimativo. Metto l'investimento in relazione ai kilowattora. Se riesco a risparmiare cinque centesimi per ogni kWh, l'acquisto è già ammortizzato.

È facilmente possibile. Se, ad esempio, immagazzino un kWh di energia solare, perdo il compenso da parte dell'EKZ, che attualmente è di circa dieci centesimi. Ma se utilizzo quel kWh, ad esempio al mattino, per preparare caffè e tè, risparmio i 25 centesimi che altrimenti dovrei pagare. La differenza è, in pratica, il mio guadagno. Detto in modo molto semplificato.

L'accumulatore Marstek fornisce anche energia di emergenza

Non voglio però calcolare prima di ogni caffè quanto questa differenza incida sulla bolletta. Per questo lascio fare i calcoli al sistema. Nell'app Marstek sono disponibili quattro modalità: Autoconsumo, Ottimizzazione IA, Manuale e UPS. Quest'ultima è interessante se si vuole usare l'accumulatore come alimentazione di emergenza. In modalità «Uninterruptible Power Supply», abbreviata in UPS, l'accumulatore si ricarica ogni volta che c'è energia disponibile, sia dalla rete EKZ sia dall'impianto solare sul tetto. Accumula quindi energia elettrica ogni volta che può. Una breve parentesi: è anche per questo che gli accumulatori come quello di Marstek sono molto richiesti in Ucraina, dove gli attacchi russi causano ripetute interruzioni della corrente. Per fortuna, in Svizzera e in Germania questo problema non si pone. È comunque utile sapere che Venus E 3.0 dispone di una presa a cui posso collegarmi se dovesse mancare la corrente.

Grazie alla presa sull'accumulatore Marstek, in caso di emergenza potrei alimentare altri apparecchi.
Grazie alla presa sull'accumulatore Marstek, in caso di emergenza potrei alimentare altri apparecchi.

Nelle altre modalità posso impostare manualmente con grande precisione quando l'accumulatore può caricarsi e scaricarsi. In «modalità IA» potrei sfruttare i prezzi che cambiano ogni 15 minuti nei piani tariffari dinamici e così acquistare energia a prezzi molto bassi e poi reimmetterla nella rete, quindi venderla, quando i prezzi sono alti. Tuttavia, al momento questa soluzione non conviene in Svizzera, poiché le tariffe dinamiche sono ancora agli inizi e le differenze sono troppo ridotte. Nei Paesi vicini, invece, le possibilità sono maggiori. In alcuni casi, e in determinate fasce orarie, ricevi persino un compenso se acquisti l'energia in eccesso.

Obiettivo: consumare più energia possibile

Il mio obiettivo è piuttosto quello di utilizzare il più possibile l'energia elettrica che produco. Il tutto in combinazione con la stazione di ricarica dell'auto elettrica in garage, la pompa di calore e lo scaldabagno. Tutti questi dispositivi sono già gestiti dal mio EMS, ovvero Solar Manager. Per questo gestisco anche l'accumulatore Marstek tramite il sistema e non con l'app Marstek. Non devo rinunciare a nessuna funzionalità. Anzi, ho a disposizione anche altre modalità.

Il mio problema da 600 watt

Ammetto che questa varietà di modalità mi mette un po' in difficoltà. A pelle, mi attira la modalità «Eco». Dovrebbe caricare la batteria in modo ottimale in base al consumo e preservarne la durata riducendo l'immissione in rete durante i picchi di produzione a mezzogiorno. Ma ne ho davvero bisogno?

C'è poi la questione della potenza massima con cui posso caricare il dispositivo Marstek. Inizialmente ho impostato 600 watt, sia per la carica sia per la scarica. In Svizzera non è comunque consentito immettere in rete una quantità maggiore di energia.

Probabilmente sono stato troppo prudente. Hans Fischer mi consiglia di impostare una potenza di carica leggermente superiore. Con i suoi 1500 Watt, infatti, Venus E 3.0 si ricarica completamente in poco più di tre ore. Pertanto, anche la modalità «Eco» è una buona idea.

Prima la curiosità, poi il rendimento

Nei primi due o tre giorni passo molto tempo a controllare il telefono. Voglio vedere il livello di carica della batteria, quanta energia sta entrando nell'accumulatore e quanta ne è stata consumata durante la notte. È davvero molto interessante. Potrei addirittura sedermi davanti all'accumulatore nel locale tecnico e osservare la striscia LED. Se la luce lampeggia da sinistra a destra, la batteria si sta caricando; se lampeggia da destra a sinistra, si sta scaricando. Ha qualcosa di meditativo. Chi vuole può anche disattivare questo gioco di luci.

LED bianchi a sinistra e a destra per indicare diversi stati; al centro, una barra che indica se è in corso la ricarica o la scarica.
LED bianchi a sinistra e a destra per indicare diversi stati; al centro, una barra che indica se è in corso la ricarica o la scarica.

Dopo qualche giorno, la curiosità si affievolisce. Ho acquisito abbastanza fiducia nel fatto che l'accumulatore faccia ciò che mi aspetto. E l'app Solar Manager me lo conferma. Tramite notifiche push mi segnala che in casa sono aumentati sia il grado di autosufficienza sia la quota di autoconsumo.

Nelle settimane successive, in Svizzera aumentano le temperature e anche le ore di sole. Spesso l'accumulatore Marstek è già completamente carico in tarda mattinata. Mi chiedo se, oltre a quello in prova, non ne dovrei acquistare un secondo.

I cinque kilowattora di capacità sono sufficienti in molti giorni d'estate per tutta la notte, quando in casa consumano energia solo il sistema di ventilazione e alcuni apparecchi in standby. Per diversi giorni consecutivi non consumiamo nemmeno un kilowattora di energia elettrica dal gestore della rete. Con un secondo accumulatore potrei sicuramente aumentare un pochino il numero di giorni di autosufficienza.

In breve

Il modo perfetto per entrare nel mondo degli accumulatori

Più semplice di così è davvero difficile. L'accumulatore Marstek è interessante se hai un impianto fotovoltaico, sia sul tetto di casa sia con pochi pannelli sulla casetta in giardino o sul balcone. È facile da installare, non occupa molto spazio ed è facile da gestire tramite l'app Marstek. La soluzione Solar Manager che utilizzo è del tutto facoltativa.

Pro

  • Buon rapporto qualità-prezzo
  • Passaggio rapido dalla carica alla scarica
  • App gratuita e facile da usare
  • Installazione semplice
  • Possibilità di montaggio a parete
  • Occupa poco spazio

Contro

  • Rete WiFi piuttosto instabile

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Giornalista dal 1997 con sedi in Franconia, sul lago di Costanza, a Obvaldo e Nidvaldo e a Zurigo. Padre di famiglia dal 2014. Esperto in organizzazione editoriale e motivazione. Focus tematico sulla sostenibilità, strumenti per l'ufficio domestico, cose belle in casa, giocattoli creativi e articoli sportivi. 


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