
Non ho un e-reader. E va bene così.
Non ho mai tenuto in mano un e-reader e non ho intenzione di cambiare le cose. La mia quotidianità è già piena di dispositivi da ricaricare, aggiornare e mettere via. Un libro è tutta un'altra cosa: copertina, carta, profumo. Cose che non si possono scaricare. Per me la lettura resta analogica.
Altro che spacciati: i libri godono ancora di ottima salute. Quando sono arrivati Kindle e Tolino, si è subito pensato che avrebbero rappresentato una seria concorrenza per i libri tradizionali. Oggi, invece, mi sembra che gli e-reader siano diventati merce piuttosto rara.
Non c'è nulla di meglio che tenere un libro tra le mani. La sensazione al tatto, la grafica della copertina, il formato: tutto questo, a mio parere, fa parte della magia di leggere un libro. Proprio di recente, mi è capitato di tenere in mano un libro che avevo acquistato in una storica libreria parigina. Quel suo profumo intenso, quasi un po' polveroso, mi ha immediatamente riportata lì. Se mi dessi in mano un e-reader, sarebbe come togliermi il verde degli alberi, il blu del cielo o il rosso del tramonto e sostituirli con un'immagine in bianco e nero: incolore, triste e sbiadita. Ma anche no.
Il viaggio comincia già dalla copertina
Le copertine esercitano su di me un'attrazione irresistibile, non c'è dubbio. Esistono libri di ogni forma, variante e dimensione: viva la diversità. Devo però ammettere di avere un formato preferito. Quello che mi fa davvero battere il cuore. Chi legge e-book probabilmente sarebbe sull'orlo della disperazione. Con i suoi 23 centimetri di altezza e 15 di larghezza, è un libro grande, per qualcuno addirittura poco maneggevole. Naturalmente esiste anche l'estremo opposto: formati che mi fanno scuotere la testa. E guarda caso, uno dei miei libri preferiti appartiene proprio a questa categoria: l'edizione inglese di «The Nightingale» («L'usignolo»). Misura circa 17 centimetri di altezza e 11 di larghezza. E sì, sono più o meno le dimensioni di un e-reader. Ed è proprio questo il paradosso: ho letto uno dei miei libri preferiti nel formato che detesto di più. La prova che, alla fine, è comunque la storia ad avere la meglio, indipendentemente dal formato.


Da me vincono i tascabili. I libri con copertina rigida sono decisamente in minoranza. Li ho contati: a casa ho circa 120 (!) tascabili contro appena dieci libri con copertina rigida. E quei dieci li amo tanto quanto i loro fratelli tascabili. Ci sono però due casi in cui scelgo volentieri un'edizione rilegata. Se voglio assolutamente leggere un libro, e voglio farlo subito, compro l'edizione rilegata. Mica aspetto un anno che esca il tascabile! La seconda eccezione? Se ha il taglio colorato, non dico certo di no. Di recente, a Parigi, sono riuscita ad accaparrarmi il nuovo libro «Taipei Story» di Rebecca F. Kuang, con uno splendido taglio colorato.


Fin qui il singolo libro. Ma l'unione fa la forza. Ed è per questo che adoro la mia libreria. Al momento ne ho una nera in stile industriale, con meccanismo girevole. Sta benissimo nell'angolo della mia camera da letto, dove ogni tanto posso curiosare tra i libri e cercare ispirazione per i miei articoli. E in più è sorprendentemente capiente. Nel mio ultimo appartamento avevo delle mensole sospese per i libri, anche quelle bellissime. Solo che, superata quota 30, ogni tanto i libri crollavano come tessere Kapla. Nel cuore della notte era, per usare un eufemismo, poco piacevole. Ma sto divagando: torniamo ai libri veri.
Il mio sogno assoluto è un'intera parete ricoperta di libri, preferibilmente in scaffali verde scuro o blu scuro. Su scala e illuminazione possiamo ancora discutere, su quelle non ho ancora deciso. Puoi creare una libreria a parete con un e-reader? No. Non puoi.

Fonte: Pinterest/Modern Home Decor Ideas
Non deve mica essere sempre tutto comodo!
Non è che io sia tendenzialmente contraria alla tecnologia. E sì, lo so: l'e-ink non sfarfalla come lo schermo su cui lavoro. Ma resta comunque un dispositivo da ricaricare. Gli altri argomenti, invece, li capisco: caratteri più grandi quando la vista comincia a fare cilecca. Meno spazio occupato se vivi in un appartamentino. Più economico se hai il budget limitato. Tutte ragioni molto pratiche. Solo che, per me, leggere non è affatto una questione pratica.
Quando si parla di e-reader, sento continuamente tirare in ballo la comodità e il peso. Sono aspetti che a me non interessano. Tanto io, quando parto in aereo per le vacanze, non viaggio solo con il bagaglio a mano, ma imbarco anche una valigia. C'è spazio a sufficienza anche per i miei sette-dieci libri da spiaggia. E sì, magari devo rinunciare a qualche capo d'abbigliamento. Ma per i libri lo faccio volentieri. Anche quando sono sul tram, in treno o sull'autobus, ho sempre modo di portarmi un libro vero. La comodità non è un criterio per me, neanche in quei casi.
L'unico momento in cui ho avuto un breve flirt con l'idea di un e-reader? Durante il trasloco. Quattro piani, cinque borse Ikea piene di libri: in quel momento avrei potuto amare un e-reader. Ma solo per poco. Ora i libri sono sullo scaffale e stanno tutti benissimo.

Sharing is caring
Lo ammetto: raramente leggo lo stesso libro più di una volta. Eppure i miei libri hanno una vita lunga, perché li presto volentieri e spesso. A volte non trovano più la strada di casa, o almeno non tanto in fretta. Ma è un rischio che accetto volentieri, perché un libro che se ne va in giro sta facendo esattamente ciò per cui è stato creato: essere letto. A volte tornano spettinati, malconci o consumati dalle tante letture. E va bene così! Quando vedo che un libro ha fatto un viaggio, so che è stato letto e, se ho fatto bene la mia parte, anche amato. Così la magia di un libro non resta soltanto mia, ma arriva anche alle persone a cui voglio bene. Ed è proprio questo il bello: leggere unisce. Qui su internet, in un club del libro o tra amici, poco importa: condividere raddoppia il piacere.
Di dispositivi ne ho già abbastanza. Non me ne serve un altro. Per me, la E di e-reader sta per: «Escluso».
Lettrice appassionata dalla risata contagiosa. Ho sempre un libro nella borsa, rigorosamente cartaceo, ovviamente. Da Taylor Jenkins Reid a Kristin Hannah, dalle biografie alla fantascienza fino al fantasy: se condividi la mia passione per i libri, sei nel posto giusto.
Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.
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