

Pesca con vista: tour in belly boat nel porto di Amburgo
Piedi in acqua, canna da pesca in mano: a bordo di un piccolo gommone attraverso il porto di Amburgo a colpi di pinne e a caccia di lucioperca. Un'esperienza intensa.
Da una parte le pale eoliche del parco energetico di Amburgo girano producendo elettricità, dall'altra una gigantesca gru solleva tonnellate di rottami dalla stiva di una lunga nave cargo. Nel mezzo ci sono io, seduto su una sorta di gommone a U, mentre mi spingo con le pinne verso l'angolo più remoto di una baia del porto di Amburgo.

Un colpo secco direttamente dall'acqua
Il mio obiettivo è pescare il lucioperca. Lancio la lenza con un piccolo pesce di gomma montato su una testa piombata da 12 grammi. Lascio affondare completamente l'esca fino al fondale, circa sei o sette metri sotto di me. Poi recupero uno o due giri di mulinello: l'esca si solleva dal fondo e ricade subito dopo. In questo modo imita un piccolo pesce in fuga. Io, nel frattempo, spero che un lucioperca appostato sul fondale decida di attaccare.
All'improvviso avverto un toc secco sulla canna. La punta si piega. Bisogna reagire all'istante e ferrarlo immediatamente. Il pesce è allamato e, dopo un breve combattimento, riesco a guadinarlo. È il mio primo pesce pescato da un belly boat. Un'esperienza davvero speciale.

Dalla gomma al gommone
I belly boat sono piccoli gommoni progettati appositamente per la pesca. Ti permettono di sederti comodamente con la schiena appoggiata, tenendo le gambe immerse nell'acqua e le pinne ai piedi, così da avere entrambe le mani libere. Le prime versioni risalgono agli anni Venti del secolo scorso. Negli Stati Uniti i pescatori utilizzavano vecchi pneumatici d'auto per raggiungere, pagaiando, punti impossibili da raggiungere dalla riva. Dal 1947 i belly boat vengono prodotti anche a livello commerciale.
Queste piccole imbarcazioni sono apprezzate per diversi motivi: si ripongono facilmente in una borsa, si gonfiano e si preparano in una quindicina di minuti, si trasportano fino al lago o al fiume e si possono mettere in acqua praticamente ovunque, senza bisogno di rampe o altre infrastrutture. Una volta in acqua ho entrambe le mani libere e, grazie alle pinne, posso spostarmi, cambiare direzione o mantenere la posizione anche con un leggero vento o una lieve corrente. Per la pesca è la soluzione ideale. Inoltre, un belly boat costa decisamente meno di un kayak o di una vera imbarcazione.

Con vento, onde o correnti sostenute, però, bisogna fare attenzione. Con le sole pinne non si coprono le stesse distanze che si percorrerebbero con remi o un motore. Per questo il belly boat è adatto soprattutto ad acque tranquille e alla pesca vicino alla riva.
Un tour guidato per iniziare
Per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di pesca, un tour guidato è il modo migliore per cominciare. Ad Amburgo, ad esempio, è possibile farlo con Elbcoast-Guiding. Con 150 euro non si vive soltanto l'esperienza di pescare nello spettacolare scenario del porto di Amburgo, ma si ha anche a disposizione tutta l'attrezzatura necessaria: belly boat, pinne, canna, mulinello ed esche.
Chi lo desidera può anche indossare dei waders, gli stivali da pesca con salopette impermeabile, anch'essi forniti da Elbcoast Guiding. Sono impermeabili ma traspiranti e, quando fa più freddo, puoi indossarli anche sopra un paio di pantaloni della tuta.
I partecipanti ricevono attrezzatura di alta qualità, cosa tutt'altro che scontata nei tour guidati. Tra questa ci sono anche le canne Bullseye, marchio svizzero di fascia premium. Un dettaglio che si rivela fondamentale in una giornata come questa, in cui le abboccate sono davvero scarse. Il brusco cambiamento di temperatura – dai 30 °C e pieno sole siamo passati 20 °C e pioggia – sembra aver tolto l'appetito ai pesci.
Mangiano pochissimo. Nel corso delle diverse ore di pesca sento solo un altro toc deciso sulla canna. E proprio in quel momento sto scattando una foto ricordo con il cellulare. Quando reagisco, il lucioperca ha già sputato l'esca.

La seconda cattura
Alla fine, però, un pesce abbocca. Sfiora appena l'esca di gomma, ma la canna Bullseye trasmette perfettamente anche quel lieve tocco e riesco a ferrare in tempo. Con una canna di qualità inferiore probabilmente anche questo lucioperca mi sarebbe sfuggito.
È anche in momenti come questo che emerge un altro vantaggio del belly boat. Nel porto di Amburgo è consentito trattenere solo i lucioperca lunghi tra i 45 e i 75 centimetri. Tutti gli altri devono essere rilasciati. Il secondo esemplare non è certo enorme, anzi è leggermente sotto la misura minima consentita. Dal belly boat posso guadinarlo direttamente in acqua, senza nemmeno doverlo sollevare. Con una pinza sgancio rapidamente l'amo e il pesce torna subito a nuotare.
Nonostante abbia scelto una giornata difficile e la pioggia non abbia mai dato tregua, pescare dal belly boat mi è piaciuto davvero moltissimo. Riesco a raggiungere punti irraggiungibili dalla riva, sto seduto comodamente ma resto comunque sempre in movimento, a stretto contatto con l'acqua.
Una volta tornato in Svizzera, però, almeno per il momento non comprerò un belly boat. Nei corsi d'acqua che frequento nel Canton Zurigo, infatti, il suo utilizzo non è consentito. Le regole variano da cantone a cantone: in alcune zone è possibile pescare dal belly boat, in altre è vietato. Prima di uscire è quindi fondamentale informarsi sempre sulle normative specifiche del luogo in cui si intende pescare.

Piuttosto che acquistarne uno, durante il mio prossimo soggiorno ad Amburgo prenoterò di nuovo un tour guidato. Ora che conosco già l'imbarcazione e non avrò più la tentazione di fare il turista con il cellulare, la prossima volta potrò concentrarmi esclusivamente sulla pesca.
I gadget sono la mia passione: che siano necessari per l'ufficio, per la casa, per lo sport e il piacere o per la casa intelligente. O, naturalmente, per il grande hobby accanto alla famiglia, ovvero la pesca.
Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.
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