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Anika Schulz
Retroscena

Sono le mie calopsitte a comandare – io faccio solo il catering

Anika Schulz
26/5/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli
Immagini: Anika Schulz

Rio, Cookie, Pebbles e Finni. All'inizio pensavo: che teneri pappagallini. Che ingenua... Ecco cosa ho imparato in quasi due anni con le mie calopsitte.

Vivo con quattro calopsitte che, per quanto possano sembrare innocue creature piumate, dal punto di vista organizzativo sono un asilo nido, un aeroporto, una zona di crisi e una convivenza studentesca messi insieme.

Non compri degli uccelli: entri a far parte di uno stormo

All'inizio pensavo di essere la proprietaria. Oggi so che sono stata ammessa nella comunità delle calopsitte. Con diritto di voto molto limitato. Per esempio, è lo stormo a decidere quando ci si alza al mattino e come il resto del mondo debba venirne a conoscenza.

Alle 6:58 del mattino Finni saluta i corvi del vicinato con un sonoro «Meeeep». Poi anche un'altra calopsitte si mette a cantare. Lo stormo fa politica estera. Una volta ho misurato il livello di rumore: sfiora i 100 decibel. Io vado a farmi la doccia e accetto la situazione diplomatica.

Sembrano tranquilli, ma ne combinano di tutti i colori.
Sembrano tranquilli, ma ne combinano di tutti i colori.

Ti ritrovi assistente di una convivenza di calopsitte

Oltre a lavorare per Galaxus, ora gestisco una media impresa dotata di ali.

Mi occupo di catering, pulizie, gestione della salute, risoluzione dei conflitti, infrastrutture e comunicazione di crisi. Controllo la catena di approvvigionamento («Dov'è finito il pacco con il miglio?»), prendo decisioni di budget («Questo giocattolo costa troppo») e conduco trattative quotidiane con una squadra piumata che riconosce la mia autorità in misura molto limitata.

Nel frattempo, lo stormo lancia regolarmente nuovi progetti senza consultarmi. Ad esempio distruggere le piante arrampicarsi sulle tende e scioperi spontanei del tipo «Non vogliamo andare a dormire».

Il tuo guardaroba diventa una questione di sicurezza

Nessuno mi aveva preparata al fatto che Rio, Cookie, Pebbles e Finni avrebbero giudicato i miei vestiti. Le righe? Sospette. I pantaloni a quadri? Ad alto rischio. Un cappotto nero? Un fantasma, fuga nel panico! Una maglietta dai colori sgargianti? Pebbles mi guarda come per dire: «Sul serio?»

Pebbles è la mia critica di moda più severa.
Pebbles è la mia critica di moda più severa.

Ormai divido mentalmente il mio armadio in due categorie: vestiti per uscire e vestiti approvati dalla convivenza piumata.

Ho venduto questo vestito perché le calopsitte avevano paura delle righe.
Ho venduto questo vestito perché le calopsitte avevano paura delle righe.

Gli ospiti non sono preparati

Di recente una mia amica ha dormito da me. Al mattino ha guardato verso la voliera con aria leggermente perplessa e ha detto: «Accidenti, oggi gli uccelli fanno davvero rumore». Ho alzato lo sguardo per un istante e le ho risposto: «Questo è più o meno un terzo del loro potenziale».

Così ha guardato me,

poi gli uccelli 👀

e poi di nuovo me.

Credo che in quel momento abbia capito che «un po' di cinguettio» e «vivere con delle calopsitte» sono due cose completamente diverse. Per la cronaca, la mia amica ha due gatti ormai anziani.

Le cose più assurde diventano normali

«Perché c'è una piuma nel mio caffè?» Un tempo avrei pensato che fosse una battuta. Oggi tolgo la piuma dal caffè, continuo a bere e penso: «Ah già, è martedì».

Altre frasi che fuori da casa mia non avrebbero alcun senso: «Cookie, smettila di mangiare la pecora di stoffa». «Rio, perché strofini il sedere contro un nodo?», (penso che tutti possiamo immaginarne il motivo).

Cookie e la sua amata pecorella.
Cookie e la sua amata pecorella.

Recentemente qualcuno mi ha chiesto: «Richiedono molte attenzioni?». Ci ho pensato un attimo. «Richiederle?», ho risposto, «se le prendono da soli!»

Eppure, non vorrei rinunciare a un solo momento con questi quattro matti piumati. Finni mi accoglie sempre con una canzoncina. Rio si entusiasma per un nuovo giocattolo da rosicchiare come un bambino di due anni. E l'altro giorno, quando Cookie era di cattivo umore, Pebbles gli ha appoggiato un'ala sulle spalle, come per dirgli: «Vieni qui, piccolo brontolone pennuto. Ti voglio bene!».

Anch'io vi voglio bene, mie piccole calopsitte.

Immagine di copertina: Anika Schulz

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Da bambina ho socializzato con Mario Kart su SNES prima di diplomarmi e catapultarmi nel mondo del giornalismo. In qualità di team leader da Galaxus, sono responsabile delle novità. Trekkie e ingegnere.


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Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

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