
Il nervo vago: quanto c'è di vero dietro questo hype? E come sfruttarlo?
Immergersi in acqua ghiacciata, cantare, fare esercizi di respirazione: internet è pieno di consigli e trucchi per «attivare» il nervo vago. Stimolare questo cosiddetto «nervo del rilassamento» dovrebbe ridurre lo stress e persino aiutare in caso di malattie come depressione ed epilessia. Ma quanto c'è di vero?
Ho sentito parlare per la prima volta del nervo vago circa due anni fa, quando a un caro amico era stato impiantato un pacemaker per trattare un grave disturbo neurologico. All'epoca non se ne parlava tanto. Non immaginavo che di lì a poco mi sarei imbattuta nel nervo vago praticamente ovunque. Soprattutto in relazione alla gestione dello stress circolano un sacco di consigli di auto-aiuto che promettono di sfruttarne i benefici. Così ho deciso di approfondire la questione: cosa può fare davvero il nervo vago e perché suscita tanto interesse?
Che cos'è il nervo vago?
Il nervo vago (dal latino vagari, «andare errando») è un lungo nervo che nasce nel tronco encefalico e termina nella regione addominale. Scende lungo entrambi i lati del collo e attraversa il torace raggiungendo polmoni, cuore e gran parte degli organi addominali. Qui raccoglie informazioni, ad esempio sulla frequenza cardiaca, sulla respirazione e sullo stato degli organi interni, inviandole poi al cervello. In quanto parte del sistema parasimpatico, il nervo vago è responsabile dei processi di recupero e rilassamento, in contrapposizione al sistema simpatico, che regola la risposta allo stress. Una respirazione profonda e rilassata, ad esempio, può attivare il nervo vago, il quale segnala al cervello che ci troviamo in una situazione sicura. Di conseguenza il cervello avvia ulteriori processi di rilassamento: il battito cardiaco rallenta e la digestione viene stimolata.
Il nervo vago in medicina
Il nervo vago e il cervello sono dunque strettamente collegati. Una connessione che la medicina sfrutta già oggi in diversi ambiti. La stimolazione del nervo vago viene infatti utilizzata come terapia complementare per la depressione e l'epilessia. Questa tecnica mostra inoltre un potenziale promettente anche nel trattamento di malattie infiammatorie (come i reumatismi), disturbi cognitivi (ad esempio l'Alzheimer) e Long Covid.. Al momento non esiste però un protocollo standardizzato per la stimolazione. In molti casi si ricorre a un pacemaker dedicato oppure si applicano elettrodi sull'orecchio, sul collo o sul torace, dove il nervo decorre più vicino alla superficie della pelle.
Più benessere grazie al nervo vago
Fin qui è tutto chiaro: il nervo vago svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dello stress. Quando è attivo, sistema parasimpatico e sistema simpatico sono in equilibrio. Ci si sente più sereni e si recupera più rapidamente dopo una situazione stressante. Il problema è che oggi mantenere questo equilibrio non è affatto semplice. C'è sempre qualcosa da fare. Siamo sempre di fretta e non ci prendiamo il tempo neanche per mangiare. La sera, sul divano, continuiamo a digitare messaggi sul telefono. I pensieri corrono senza sosta e le pause diventano sempre più rare. Eppure, è proprio di queste pause che il nervo vago avrebbe bisogno per poter svolgere efficacemente il suo lavoro.
Sempre di fretta? Ecco come far lavorare il nervo vago a tuo favore

Fonte: PeopleImages
Concediti delle pause
Per poter entrare in azione, il nervo vago ha bisogno di momenti di recupero. Se vivi in uno stato di stress continuo, il sistema nervoso perde il suo equilibrio e il nervo vago fatica a inviare al cervello i segnali di rilassamento. Dopo una giornata intensa, ritagliati quindi uno spazio dedicato a te. Puoi praticare la respirazione profonda, fare yoga o cantare. Anche una passeggiata o un hobby rilassante possono offrire al tuo sistema nervoso ciò di cui ha bisogno.
Respirazione profonda
Una respirazione profonda che coinvolge l'addome segnala al nervo vago che può attivarsi e avviare la modalità di recupero. Secondo alcune ricerche dell'Università dello Sport di Colonia, già 15 minuti al giorno possono avere effetti percepibili sul corpo e sull'equilibrio mentale. Puoi sederti o sdraiarti, appoggiare le mani sul ventre e concentrarti su inspirazioni ed espirazioni lente e profonde.
Yoga
Restare in posizione seduta o sdraiata, concentrandosi esclusivamente sul respiro non è sempre facile. In questo caso potrebbe essere più adatto un approccio che unisce movimento e rilassamento. Nello yoga, ad esempio, grande attenzione viene dedicata a respirazioni lunghe e profonde. Le pratiche più tranquille, come Hatha Yoga, Yin Yoga o Restorative Yoga, possono essere particolarmente benefiche anche per il nervo vago.
Sport di resistenza
Può sembrare controintuitivo, ma gli esperti dell'Università dello Sport di Colonia consigliano l'attività aerobica per «allenare» il nervo vago. Durante lo sforzo fisico la sua attività diminuisce temporaneamente, ma nella fase di recupero successiva – grazie al rilassamento e alla respirazione profonda – il nervo torna ad attivarsi e spesso raggiunge livelli superiori a quelli iniziali. Puoi immaginarlo come un elastico: alternare tensione e rilassamento lo rende più flessibile. Senza il necessario recupero, però, l'elastico finisce per spezzarsi.
Cantare
Anche il canto sembra avere un effetto positivo sull'attività del nervo vago. Entrano infatti in gioco diversi fattori: le lunghe espirazioni e le vibrazioni della laringe durante il canto contribuiscono a stimolare il nervo. Inoltre, dedicarsi consapevolmente a qualcosa che piace favorisce uno stato di rilassamento che coinvolge tutto il sistema nervoso.
Bagni freddi

Fonte: Velimir Zeland
I bagni in acqua ghiacciata, le docce fredde o persino immergere la testa per trenta secondi in acqua gelata sono probabilmente i consigli più diffusi quando si parla di attivare il nervo vago. Anche in questo caso, tuttavia, il meccanismo preciso non è stato dimostrato scientificamente. Durante il cosiddetto «riflesso d'immersione», frequenza cardiaca e respirazione rallentano, due funzioni strettamente collegate al nervo vago. Si potrebbe dire che il corpo viene forzato a entrare in modalità rilassamento: una sorta di riavvio del sistema nervoso che può essere utile, ma che non dovrebbe sostituire pause e recupero adeguati.
Movimenti degli occhi, massaggi al collo, ecc?
Far ruotare gli occhi sotto le palpebre chiuse o stimolare il nervo vago tramite massaggi al collo sono altri suggerimenti che circolano online, ma non sono scientificamente provati. Ciò non significa che siano da evitare: possono comunque rappresentare piccoli momenti di pausa e consapevolezza. Se ti fanno stare bene, non c'è motivo di rinunciarvi.
Tutto ciò che rilassa e fa stare bene
Non devi necessariamente tuffarti in acqua ghiacciata. Ciò di cui il nervo vago ha davvero bisogno è tranquillità, recupero e tempo dedicato a te. Passeggiare, fare musica, praticare sport alternandolo a un adeguato riposo: la tua routine dovrebbe adattarsi ai tuoi gusti e alle tue esigenze, senza trasformarsi nell'ennesima fonte di stress.
Copywriter freelance, biologa e insegnante di yoga. Affascinata dalla natura, dal corpo e dalla mente, sono una grande fan dell'aria aperta e dell'esercizio fisico e amo scrivere di tutto ciò che ci fa bene.
Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.
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