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Anika Schulz
Retroscena

«Lo yoga mi mette al tappeto»: cronaca da un corso per soli uomini

Anika Schulz
29/6/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic
Immagini: Anika Schulz

I corsi di yoga riservati esclusivamente agli uomini sono di tendenza. Con l'istruttore parlo di rigidità alle anche e del motivo per cui gli uomini hanno bisogno di asana diverse rispetto alle donne. Ho preso coraggio e l'ho provato anch'io.

Un quartiere residenziale idilliaco alla periferia di Amburgo. Case unifamiliari, tanto verde, poche automobili. Qui ho appuntamento con Maik Güldenstern. È un insegnante di yoga e presso «My Yoga Place» propone un corso riservato esclusivamente agli uomini. Oggi ho l'onore di partecipare anch'io, da donna.

Non rischio forse di mandare all'aria tutto il senso dello yoga per uomini?

Maik: No, assolutamente no. Anzi, siamo persino un po' emozionati perché partecipi anche tu.

In che cosa differisce lo yoga per uomini dallo yoga misto?

I corsi riservati esclusivamente agli uomini offrono una sorta di spazio protetto. Gli uomini sono tra loro e non devono vergognarsi se sono un po' meno agili o flessibili delle donne. Lo so per esperienza personale. Quando ho iniziato a fare yoga molti anni fa, ho avuto bisogno di molto coraggio e di tanta determinazione per continuare a frequentare i corsi. Perché, ovviamente, si vedono i progressi delle altre persone e ci si confronta con loro. Inoltre, spesso ero praticamente l'unico uomo presente.

Tipico!

Sì, l'uomo di rappresentanza (ride). Superare questo ostacolo in un corso misto è difficile. In un gruppo composto solo da uomini, invece, questo problema non si pone.

Maik, insegnante di yoga, sa bene quali ostacoli devono superare gli uomini nello yoga.
Maik, insegnante di yoga, sa bene quali ostacoli devono superare gli uomini nello yoga.

Com'è l'atmosfera nei corsi per uomini?

È particolare. Forse dipende dal fatto che siamo semplicemente tra noi e possiamo parlare alla pari. Alcuni partecipanti hanno stretto amicizia. Dopo le lezioni spesso ci fermiamo a parlare di ciò che ci sta a cuore e delle cose che ci interessano. È come fare networking, ma con tantissima fiducia. È bello che sia nato un luogo del genere.

Quali uomini seguono i tuoi corsi? C'è un tipo particolare?

È molto vario. Nel corso a cui stai per partecipare, l'età dei partecipanti varia tra i 40 e i 50 anni, e provengono da tutti i settori professionali. Tengo però anche un altro corso, dove il partecipante più anziano ha 71 anni. E non tutti gli uomini sono qui di loro spontanea volontà.

Che cosa intendi?

Molti uomini scoprono lo yoga solo quando iniziano a rendersi conto che il loro corpo sta invecchiando. La schiena comincia a dare qualche problema, le ginocchia si fanno sentire, e ci si accorge che il corpo non è più quello di una volta. A quel punto magari li indirizza da me anche un ortopedico. O la compagna. Conosco alcuni partecipanti che sono stati semplicemente iscritti dalle loro mogli. Con il classico: «Tesoro, vai a provare». La cosa interessante, però, è che la maggior parte dei partecipanti, dopo alcune lezioni, trova lo yoga così piacevole da tornare poi sempre di propria volontà.

Gli uomini hanno bisogno di un allenamento diverso rispetto alle donne?

Ovviamente. Per via della loro anatomia o della loro storia personale, gli uomini spesso sono meno flessibili. Nei miei corsi, ad esempio, ci sono calciatori che corrono tantissimo, ma che fanno poco stretching per le gambe. In questi casi la parte posteriore delle gambe è talmente corta che, nel piegamento in avanti, non riescono nemmeno a toccare il pavimento con la punta delle dita. Gli uomini che nuotano molto o praticano allenamento di forza si ritrovano spesso con una cintura scapolare molto stretta. Spesso non riescono nemmeno ad alzare bene le braccia e a distenderle completamente. Con lo yoga si possono riaprire queste zone del corpo e renderle più elastiche. In generale, le anche sono spesso un punto critico.

Perché?

Il bacino maschile è più stretto rispetto a quello femminile. Per questo, a volte, può essere già difficile riuscire semplicemente a sedersi a gambe incrociate. In questi casi consiglio agli uomini di sedersi su un cuscino. Questo rialzo alleggerisce la pressione sulla parte bassa della schiena e aiuta ad aprire un po' le anche. Stare seduti diventa così meno faticoso.

Maik esegue la Baddha Parsvakonasana. Questa posizione è più adatta a chi ha già una certa esperienza.
Maik esegue la Baddha Parsvakonasana. Questa posizione è più adatta a chi ha già una certa esperienza.

Alleni anche donne. Ci sono esercizi che risultano impegnativi per loro?

Sì, tutto ciò che riguarda la forza delle braccia e della parte superiore del corpo. Per esempio, la posizione della tavola, i piegamenti sulle braccia o l'asana del «delfino», in cui ci si appoggia sugli avambracci. In questi casi devo fare attenzione a non perdere le partecipanti nei corsi misti, perché magari sono già a terra, senza fiato, mentre gli uomini riescono ancora a seguire senza troppi problemi.

Le donne hanno meno forza nelle braccia, vero? Almeno per me è così.

Esatto. E nelle lezioni di yoga le donne spesso non vogliono fare esercizi di forza. A loro lo sviluppo della massa muscolare interessa meno. Tra gli uomini, invece, si crea spesso una dinamica di gruppo in cui ci si sprona a vicenda a portare a termine anche l'asana più impegnativa. Per questo inserisco sempre nei miei corsi per uomini anche elementi dedicati al potenziamento muscolare.

Questa forse è la domanda più stereotipata, ma agli uomini piacciono la meditazione e la mindfulness oppure le considerano troppo esoteriche?

Gli piacciono! Ci vuole solo un po' di tempo prima che ne apprezzino il valore. La maggior parte inizia a fare yoga per motivi legati all'attività fisica. Solo col tempo si rendono conto che lo yoga è molto più di semplice «ginnastica». Il silenzio, il concentrarsi per un momento sul proprio respiro, il percepire il corpo: molti partecipanti arrivano a dare grande valore a questi momenti, perché nella vita quotidiana spesso mancano. Chi pratica yoga da più tempo sa che questa disciplina permette di acquisire un tipo di resilienza allo stress completamente diverso, che risulta utile anche sul lavoro. Per me lo yoga è un approccio olistico, anche solo per il suo legame con la spiritualità. Di conseguenza, inserisco regolarmente elementi di questo tipo.

Come sei diventato insegnante di yoga?

Ho fatto la formazione in Grecia e in India. In realtà, all'inizio, l'avevo fatta solo per me stesso. Non avevo affatto intenzione di tenere dei corsi. A un certo punto mi sono detto: «Perché no? Lo yoga potrebbe essere un ottimo complemento al mio lavoro quotidiano di insegnante di liceo». In un certo senso, l'insegnamento non è poi così diverso. Non ho mai voluto fare l'insegnante di educazione fisica a scuola. Coinvolgere ragazzi e ragazze adolescenti è difficile. Meglio gli adulti che si dedicano all'attività fisica di propria iniziativa.

Che cosa prevede il corso di oggi? Inizia tra 15 minuti.

All'inizio faremo una meditazione sulla gratitudine e, per riscaldarci, due serie di saluto al sole. Dopodiché ho pensato a una piccola sequenza di asana, impegnativa ma non troppo intensa. Infine faremo ancora qualche esercizio di potenziamento per gli addominali, prima di ringraziare il nostro corpo, durante il rilassamento finale, per averci accompagnato in questa lezione di yoga.

Il corso inizia con una meditazione.
Il corso inizia con una meditazione.

L'unica donna sul tappetino

Con queste parole, Maik si avvia verso lo studio di yoga. Prendo il mio tappetino e lo seguo. Alcuni uomini sono già seduti a semicerchio, muniti di cuscino da meditazione, bottiglia d'acqua e asciugamano. Nella stanza fa caldo, fuori è estate. Mi siedo anch'io. La lezione di yoga per uomini sta per iniziare.

Maik conduce la lezione con grande disinvoltura, proprio come me l'aveva descritta. Si comincia con la meditazione iniziale, poi il ritmo diventa più dinamico. Partecipo anch'io e inizio a sudare abbastanza rapidamente. Conosco tutte le asana, ma il ritmo è decisamente più sostenuto rispetto alla classe che frequento da tre anni. Ecco cosa intendeva Maik quando diceva «gli uomini vogliono sfogare le energie». Io non mollo. Quando, nella posizione del cane a testa in giù, ci fermiamo un attimo per riprendere fiato, mi guardo intorno. Tutti i partecipanti stanno dando il massimo, eppure noto quello che l'insegnante mi aveva descritto prima della lezione. Vedo alcune schiene incurvate, braccia piegate e spalle contratte. La flessibilità ha sicuramente margine di miglioramento, per dirlo diplomaticamente.

Durante gli esercizi di forza per la parte superiore delle braccia, la situazione si ribalta. Come previsto, quei signori mi stanno dando del filo da torcere senza pietà. Maik ci guida nel passaggio dalla posizione accovacciata a quella del corvo. Immagina la scena: ti accovacci, appoggi le mani sul pavimento davanti a te e poi sollevi il sedere e i piedi, in modo che alla fine ti sostieni solo sui palmi delle mani. Il sudore mi gocciola dal naso. Mi arrendo e prendo lo smartphone per scattare qualche foto di questa asana impressionante. Una ritirata strategica, Anika.

Il corvo. Rispetto.
Il corvo. Rispetto.

Alla fine tutti sudano

Dopo il rilassamento finale, lo Shavasana, faccio due chiacchiere con il tipo sul tappetino accanto a me. Negli ultimi 75 minuti ha sofferto parecchio e sembra esausto. Voglio sapere perché pratica yoga.

«Il mio corpo ne ha bisogno, sono troppo rigido», dice. Poi arrotola il suo tappetino. Mentre esce, si volta ancora una volta verso di me e mi dice «Sono uno sportivo, gioco a calcio, nuoto e vado spesso in bicicletta. Eppure questi esercizi di yoga mi mettono al tappeto». Sorrido: «Sì, a volte succede anche a me».

Dopo il corso, alcuni uomini restano con Maik a bere il tè. Parlano del fine settimana e del lavoro. Una conversazione del tutto normale, che potrebbe svolgersi anche in un bar. In quel caso probabilmente davanti a una birra piuttosto che al tè.

Immagine di copertina: Anika Schulz

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Da bambina ho socializzato con Mario Kart su SNES prima di diplomarmi e catapultarmi nel mondo del giornalismo. In qualità di team leader da Galaxus, sono responsabile delle novità. Trekkie e ingegnere.


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