I tuoi dati. La tua scelta.

Se accetti solo i cookie necessari, raccogliamo informazioni sul tuo dispositivo e comportamento d'uso sul nostro sito web tramite cookie e tecnologie simili. Questi permettono, ad esempio, un login sicuro e funzioni di base come il carrello.

Se accetti tutti i cookie, ci permetti di utilizzare questi dati per mostrarti offerte personalizzate, migliorare il nostro negozio e visualizzare pubblicità mirata sul nostro e su altri siti web o app. A tal fine, determinati dati possono essere trasmessi anche a terze parti e partner pubblicitari.

Retroscena

Il problema felino che nessuno vede

Darina Schweizer
28/7/2026
Traduzione: Rebecca Vassella

I gatti randagi sono un problema solo al sud? Purtroppo no... Durante un viaggio ad Amburgo sono andata alla ricerca di randagi che nessuno vede. O vuole vedere.

«10nbsp&;000 gatti randagi solo ad Amburgo? Sul serio?!». Non riesco quasi a credere alla cifra che vedo alla mostra felina. Sono già tre giorni che con il mio team mi trovo nella città anseatica e finora non ho visto nemmeno un gatto randagio. Ma dove sono finiti? Mentre passeggio per le strade, guardo in ogni angolo, dietro ogni cassonetto.

Niente.

La mia curiosità è stata stuzzicata. Durante una ricerca mi sono imbattuta in Lea Lichtner. La ventisettenne di Amburgo si occupa da cinque anni dei randagi presso l'Associazione per la protezione degli animali di Amburgo. Nel 2024 ha vinto il German Pet Fluencer Award per il suo impegno.

La contatto e mi do appuntamento con lei.

Sulle tracce dei randagi invisibili

Ci vediamo in un quartiere alla periferia di Amburgo, dove si trova una delle circa 60 stazioni di alimentazione gestite dall'associazione. Lea si ferma sul ciglio della strada con la sua macchinina blu e mi saluta allegramente. Ha in mano una brocca di acqua calda, una bottiglia di acqua fredda, cibo umido e secco. Viene qui una o due volte alla settimana, ogni volta che il suo lavoro di insegnante in formazione glielo permette.

Lea dà da mangiare ai gatti randagi da cinque anni. L'amore per loro non le è mai diminuito.
Lea dà da mangiare ai gatti randagi da cinque anni. L'amore per loro non le è mai diminuito.

Passeggiamo ai margini di una foresta in direzione della stazione di alimentazione. Di tanto in tanto strizzo gli occhi e scruto tra i filari di alberi. Gli uccelli cinguettano, le farfalle danzano, ma anche qui non c'è traccia di gatti. Lea ride e dice: «È proprio questo il problema».

«Non è come in Spagna o in Grecia: da noi non si vedono gatti randagi. Per questo motivo molti ritengono che il problema non esista. E non ritengono necessario far sterilizzare i propri gatti».

Lea ha vissuto questo ciclo innumerevoli volte: i gatti che possono uscire dalle abitazioni si accoppiano con i randagi, i randagi partoriscono cuccioli e si riproducono in modo incontrollato. Molti soffrono la fame e si ammalano. La maggior parte delle persone non se ne accorge nemmeno. Non vedono l'ora che la loro gatta domestica abbia la prossima cucciolata, mentre fuori sempre più gatti randagi lottano per sopravvivere.

Un luogo di incontro segreto

Lea apre la parte posteriore chiusa a chiave di un capanno. Nella porta c'è una gattaiola. All'inizio non capisco perché questo posto sia così nascosto. Ma poi Lea spiega:

«Ci sono sempre persone che distruggono le nostre cose, rubano il cibo o avvelenano i gatti. Ecco perché teniamo segreti i nostri luoghi».

Ci avviciniamo a una vecchia conigliera. Su due ripiani sono disposte ciotole e distributori di cibo. Sono tutte vuote. Lea le sciacqua con acqua calda e le riempie di nuovo. In estate l'igiene è particolarmente importante, perché mosche e zecche si avventano sul cibo. In inverno, invece, non deve gelare.

Mentre tintinna e cigola, all'improvviso un'ombra ci sfreccia accanto. «Eccone uno!», esclamo felice. Lea annuisce sorridendo. Restiamo appostate per qualche minuto, ma il gatto non torna.

In una vecchia conigliera, Lea porta il cibo una o due volte alla settimana.
In una vecchia conigliera, Lea porta il cibo una o due volte alla settimana.
Anche l'acqua è importante. In estate il problema sono gli insetti, in inverno il ghiaccio.
Anche l'acqua è importante. In estate il problema sono gli insetti, in inverno il ghiaccio.

Questo rende più difficile il lavoro di Lea. Infatti, oltre a dar loro da mangiare, controlla anche lo stato di salute dei gatti randagi. Ferite al muso, infezioni agli occhi, fratture: può succedere di tutto. Per curare i gatti malati del rifugio e per sterilizzare e microchippare i gatti randagi, Lea posiziona delle trappole vive. Funzionano come una trappola per topi: se il gatto calpesta una pedana con del cibo, lo sportello si chiude dietro di lui. Sembra semplice, ma non lo è sempre. «Ho catturato un randagio particolarmente furbo solo dopo cinque anni», racconta.

Una lotta silenziosa

Ma ci sono anche gatti randagi davvero fiduciosi, come Tortelloni, ad esempio, il preferito di Lea. Lasciamo la stazione di alimentazione e facciamo qualche passo. Quando passiamo accanto a una vegetazione fitta, Lea si inginocchia e chiama: «Loooooni! Loni! Dove sei?». Non si muove nulla. Andiamo un po' più avanti e aspettiamo. Lea lo chiama di nuovo. All'improvviso si sente un fruscio. Appare un gatto bianco e nero: è Tortelloni. Con gioia le si struscia contro le gambe e le dà un bacetto. Lei tira fuori un paté di carne, che lui lecca avidamente dalle sue mani.

Entrambi felici: Tortelloni, il preferito di Lea, ha fiutato una prelibatezza.
Entrambi felici: Tortelloni, il preferito di Lea, ha fiutato una prelibatezza.

Il mio sguardo si posa sul suo orecchio sinistro. Manca la punta. Lea rivela che le orecchie tagliate sono il segno distintivo dei gatti sterilizzati. «Così quando ci troviamo di fronte a gatti poco fiduciosi, riusciamo a capire già da lontano quali dobbiamo ancora catturare». Dal 2021, Lea ha catturato innumerevoli gatti e ne ha dati in adozione sette, soprattutto quelli più fiduciosi. Il numero di randagi presenti in questa stazione di alimentazione, che inizialmente era di circa 50-60, si è ridotto di circa la metà.

Ma la cosa migliore, secondo Lea, è successa all'inizio dell'anno: Amburgo ha introdotto l'obbligo di sterilizzazione. Proprio come numerosi altri comuni e località tedesche. I proprietari di gatti che possono uscire devono sterilizzarli, dotarli di microchip e registrarli a partire dai cinque mesi di età. Lea aggiunge:

«L'obbligo di sterilizzazione è un passo importante nella giusta direzione per poter finalmente combattere e ridurre in modo duraturo la sofferenza dei gatti randagi ad Amburgo».

I randagi si fanno vedere piano piano

Ciononostante, il problema non è ancora stato risolto. Le sterilizzazioni devono essere eseguite con rigore e sottoposte a controlli. E i gatti randagi che ci sono già rimangono e hanno bisogno dell'aiuto di Lea. All'improvviso spuntano altri due musetti dietro di noi: sono Maccheroni e Fiocchi – Lea li ha chiamati tutti con nomi di tipi di pasta. Poi dice in modo serio: «Qui ce ne sono più o meno altrettanti».

Il gatto randagio Penne osa uscire dal suo nascondiglio.
Il gatto randagio Penne osa uscire dal suo nascondiglio.

Oltre ai pochi gatti che si vedono qua e là, intorno a noi regna ancora il vuoto. Ma poi, poco prima di salutare Lea, sento un fruscio a sinistra e uno scricchiolio a destra. Non riesco quasi a credere ai miei occhi. Appare un randagio dopo l'altro e ogni minuto se ne aggiungono altri. Ne ho già contati una decina. Nascosti tra la vegetazione fitta, nessuno avrebbe immaginato la loro esistenza. Mi piacerebbe tantissimo mostrare questo posto a tutti coloro che non vedono (o non vogliono vedere) il problema. Ma in quel caso i randagi sarebbero già spariti da un pezzo.

E quello che non si vede, non esiste... giusto?!

Anche i gatti randagi Maccheroni e Fiocchi fanno la loro comparsa sul prato.
Anche i gatti randagi Maccheroni e Fiocchi fanno la loro comparsa sul prato.

Anche in Svizzera si stima che ci siano tra i 100 000 e i 300 000 gatti randagi. Le organizzazioni per la tutela degli animali come NetAP si impegnano a loro favore, anche attraverso la sterilizzazione.

A 240 persone piace questo articolo


User Avatar
User Avatar

Amo tutto ciò che ha quattro zampe o radici: dai miei gatti trovatelli Jasper e Joy alla mia collezione di piante grasse. Mi piace raccontare storie di grande sensibilità, dai reportage sui cani poliziotto ai saloni per gatti, passando per mercatini di piante e giardini giapponesi. 


Retroscena

Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

Visualizza tutti

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Visualizza tutti

76 commenti

Avatar
later