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Stefanie Lechthaler
Test del prodotto

Il segreto del successo di «Hitster»

Stefanie Lechthaler
7/6/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

È da due anni che sento dire: Hitster è divertente, nostalgico, fantastico. Io, però, rimanevo scettica. Finché, di recente, non l'ho provato e ha conquistato pure me.

Disclaimer: questa recensione di un gioco musicale può contenere tracce di – rullo di tamburi – musica! Riesci a indovinare le canzoni prima di cliccare sul link?

«Okay, okay, calmati», ho pensato tra me e me mentre un amico mi parlava entusiasta del gioco «Hitster». «Devi assolutamente provarlo», insisteva. E non era l'unico. All'improvviso, tutte le persone sembravano conoscere questo gioco. «Sì, lo so, è davvero fantastico», «malinconia e roba del genere», «eh sì, adatto a tutta la famiglia», ripetevo nella mia testa. Annuivo e sorridevo, anche se in realtà avrei voluto scuotere la testa.

Non ho iniziato a giocare subito a «Hitster». Tutto quell'entusiasmo ha probabilmente scatenato in me una reazione di pura ostinazione. Fino a tre settimane fa. Poi è successo: ha conquistato pure me. E ora… anch'io sono una di loro!

Sentire. Devi sentire la musica.

All'inizio pensavo che «Hitster» fosse una specie di «sarabanda» in cui si cerca di indovinare il titolo e l'artista del brano ascoltando il minor numero di note possibile. Decisamente non roba per me. Perché per quanto riesca a memorizzare bene i testi delle canzoni, titoli e cantanti entrano da un orecchio ed escono dall'altro, Göschenen – Airolo insomma. Dei Gotthard, no?

Da quando, durante le vacanze, sono stata costretta a giocare a «Hitster», ho capito però che non è poi così male. Quello che conta è avere buon orecchio per la musica. E un pizzico di fortuna.

Le regole di «Hitster»

A «Hitster» si può giocare sia individualmente sia a squadre. Per cominciare, peschi una carta dal mazzo per te o per la squadra. La giri in modo che sia visibile l'anno. Questo è l'inizio della linea temporale.

La prima carta determina se le carte successive saranno collocate prima o dopo nella linea temporale.
La prima carta determina se le carte successive saranno collocate prima o dopo nella linea temporale.

Inizia la persona con l'anno più alto e pesca una carta da un mazzo a scelta. Chi fa il DJ ed è collegato all'impianto audio, scansiona il codice QR con l'app Hitster che riproduce la canzone tramite Spotify.

Inizia la canzone, e l'ora di svelare l'indovinello.

Senza l'app «Hitster» non si può giocare.
Senza l'app «Hitster» non si può giocare.

Quando la canzone finisce, la persona di turno deve decidere: il brano è uscito prima o dopo l'anno indicato sulla linea del tempo davanti a sé? Se indovina, tiene la carta e la colloca nella posizione corretta sulla linea temporale. Se la risposta è sbagliata, la carta viene scartata e attende il turno successivo. Vince chi per primo posiziona correttamente dieci carte sulla linea temporale.

Chi ordina correttamente le dieci carte vince. Il gioco si complica quando molti brani risalgono allo stesso anno.
Chi ordina correttamente le dieci carte vince. Il gioco si complica quando molti brani risalgono allo stesso anno.

Token per un groove extra

Esistono altre varianti di «Hitster» per rendere il gioco ancora più avvincente. A tal fine vengono utilizzati dei piccoli gettoni di cartone, i cosiddetti token. Le persone che giocano ricevono, per esempio, un token quando indovinano correttamente anno, titolo e interprete. Una volta raccolti tre gettoni, possono scambiarli per una carta.

I gettoni rendono il gioco ancora più avvincente.
I gettoni rendono il gioco ancora più avvincente.

Generazioni, unitevi per «Hitster»!

Tornando alle vacanze e alla mia prima partita a «Hitster», gioco la prima manche con cautela. Mi avvicino lentamente, con prudenza. «E probabilmente finirà tutto a questo giro», penso tra me e me. Ma rispondo correttamente e la mia squadra vince.

Da quel momento sono «on fire».

Mi convinco di avere una conoscenza approfondita dei vari generi musicali, attribuisco le sfumature alle diverse epoche e sbandiero con sicurezza frasi del tipo: «No, senti la tastiera? La canzone deve essere degli anni '80». Vinciamo di nuovo.

Purtroppo si tratta solo di fortuna da principiante. Le partite successive le perdo. Ma il divertimento rimane. I più giovani cantano i successi di Bravo, mentre i più «anziani» si dondolano al ritmo delle ballate degli anni '70. A volte qualcuno si alza e si mette a ballare. Il gioco è così spassoso, che ogni tanto scappa la risposta anche fuori turno. E, tra una canzone e l'altra, ridiamo, giochiamo e ci divertiamo, uniti dalla musica.

In breve

Il gioco musicale che unisce le generazioni

«Hitster» è un gioco di indovinelli semplice e divertente per chi ama la musica. Il bello è che funziona anche se non conosci i nomi delle band o dei cantanti. E nemmeno i titoli delle canzoni. Questo gioco unisce le generazioni, perché ce n'è per tutti i gusti. Un account Spotify è utile, ma non indispensabile. Al contrario, senza l'app di «Hitster» non puoi giocare. Almeno non devi creare alcun account.

Pro

  • Tanti brani di generi e decenni diversi
  • Per tutti i gusti
  • Divertente
  • Coinvolgente e nostalgico
  • Funziona senza l'app di Spotify

Contro

  • È consigliato un account Spotify Premium
  • È necessaria l'app «Hitster»
Immagine di copertina: Stefanie Lechthaler

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Dipingere le pareti prima di lasciare l'appartamento? Preparare il kimchi in casa? Saldare il forno da raclette rotto? Riesco a fare tutto da sola? Non so, ma tentare non nuoce!


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