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Retroscena

L'evoluzione dei sistemi operativi NAS: dal file server al cloud domestico

Richard Müller
29/5/2026
Traduzione: Leandra Amato
Immagini: Richard Müller

Un tempo un NAS era semplicemente un file server. Oggi l'attenzione è rivolta all'autogestione e all'indipendenza dai grandi fornitori di servizi cloud. Questo articolo introduttivo spiega come si è arrivati a questa situazione. Nei prossimi articoli della serie presenterò i sistemi che stanno plasmando questa trasformazione.

Il Network Attached Storage (NAS) ha subito profondi cambiamenti negli ultimi anni. Oltre ai sistemi consolidati come Synology DSM o QNAP QTS, stanno emergendo nuove piattaforme che adottano un approccio diverso. L'attenzione si sta spostando dalle cartelle e dalle condivisioni verso i servizi, le app e l'accesso al web.

Questo post introduce una serie informale di articoli sui nuovi sistemi operativi NAS. Non mi interessa solo ciò che questi sistemi promettono, ma anche a chi siano effettivamente utili nella vita di tutti i giorni. Per capire questa evoluzione, però, vale la pena dare uno sguardo al passato.

Il NAS come semplice file server (2000–2008)

All'inizio degli anni 2000, un NAS aveva principalmente un unico scopo: rendere disponibili i dati in modo centralizzato sulla rete. L'attenzione era rivolta allo spazio di archiviazione, all'accesso multiutente e alla sicurezza dei dati. Protocolli come SMB e NFS consentivano di utilizzare i file in rete come se fossero memorizzati localmente sul computer. È proprio per questo che è stato concepito il Network Attached Storage.

I primi sistemi NAS, come il Synology DS207+, erano destinati principalmente alla condivisione di file, al backup e all'archiviazione centralizzata nella rete domestica.
I primi sistemi NAS, come il Synology DS207+, erano destinati principalmente alla condivisione di file, al backup e all'archiviazione centralizzata nella rete domestica.

Produttori come NetApp e IBM descrivono il NAS già alla fine degli anni '90 come un sistema specializzato per la distribuzione di file, chiaramente distinto dai server classici. I dispositivi di quel periodo erano funzionali e pensati appositamente per il loro scopo. Produttori come Buffalo con TeraStation, Netgear con ReadyNAS, Thecus, LaCie o Iomega puntano su hardware proprio e interfacce web semplici. Un NAS forniva i file in modo affidabile e non era concepito come una piattaforma versatile. La facilità d'uso non ha avuto quasi alcuna importanza.

La svolta: un NAS sempre più facile da usare (2009–2014)

A partire dal 2009 circa, la situazione cambia. Con Synology e successivamente QNAP, i NAS si sono evoluti da semplici dispositivi di archiviazione a sistemi in cui hardware, software e interfaccia si integrano perfettamente. La facilità d'uso è diventata un elemento centrale, aprendo il mercato a un pubblico più ampio.

Già nel 2010, la versione 3.1 di DSM ha introdotto sul NAS funzionalità quali il media server e la gestione dei download.
Già nel 2010, la versione 3.1 di DSM ha introdotto sul NAS funzionalità quali il media server e la gestione dei download.

Il sistema operativo ha avuto un ruolo determinante. Con DiskStation Manager, Synology ha puntato fin dall'inizio su un'interfaccia grafica che consentisse la gestione centralizzata delle applicazioni. Gli aggiornamenti seguivano chiari cicli di rilascio. L'archiviazione è rimasta al centro dell'attenzione, ma l'accesso è diventato più semplice: ora era possibile gestire un NAS anche senza una conoscenza approfondita dei server.

Il NAS come piattaforma multifunzionale (2010–2020)

Mentre Synology e QNAP rendevano i NAS più facili da usare, il contesto è cambiato. Lo streaming è diventato parte della vita quotidiana, gli smartphone hanno sostituito il PC come dispositivo principale e i servizi cloud come Dropbox hanno stabilito nuovi standard in termini di praticità. Il NAS è sotto pressione.

Sono comparsi servizi come Dropbox, Google Drive o Microsoft SkyDrive, ovvero Microsoft OneDrive. «Sincronizzazione» è diventata la parola magica e improvvisamente i file erano disponibili su più dispositivi. Il comfort è diventato il metro di misura.

I produttori di NAS hanno risposto ampliando la gamma di funzionalità: sono state integrate funzioni quali server multimediale, gestione delle foto, sincronizzazione e collaborazione. Successivamente sono state introdotte soluzioni di virtualizzazione per eseguire le applicazioni direttamente sul NAS. QNAP ha descritto questa evoluzione come il passaggio dal classico NAS al server all-in-one.

Con l'aumentare delle funzionalità, però, è aumentata anche la complessità. Le applicazioni e le funzioni erano integrate in modo permanente nel sistema operativo, rendendo gli aggiornamenti più complessi. Il NAS dovrebbe essere al tempo stesso un sistema di archiviazione dati affidabile e una piattaforma di servizi flessibile, una sfida che finora era appannaggio dei server tradizionali.

Docker e l'ascesa del self-hosting (dal 2015)

A partire dal 2015, Docker ha segnato una svolta. Le applicazioni containerizzate sono diventate la norma, garantendo isolamento, riproducibilità e facilità di implementazione. Anche Red Hat ha identificato fin da subito i container come una tecnologia strategica.

Unraid è un esempio lampante di come Docker trasformi un sistema NAS in una piattaforma per servizi locali.
Unraid è un esempio lampante di come Docker trasformi un sistema NAS in una piattaforma per servizi locali.

Questo ha rivoluzionato il concetto di self-hosting: i servizi potevano essere gestiti localmente senza dover configurare ogni singolo sistema. Allo stesso tempo è cresciuto il desiderio di indipendenza dai grandi colossi tecnologici. La protezione dei dati, i costi e il controllo sui propri dati hanno acquisito maggiore importanza.

I principali produttori di NAS hanno integrato Docker; come ad esempio Synology con l'attuale Container Manager. Tuttavia, i container sono rimasti uno strumento per utenti esperti, disponibile senza influire sulla struttura di base o sulla logica di funzionamento del sistema.

Nuovi sistemi incentrati sull'autogestione (dal 2020)

A partire dal 2020 questo approccio cambia: la containerizzazione diventa il fulcro dell'architettura di sistema. Piattaforme come Umbrel, Cosmos Cloud, ZimaOS o Olares non ragionano più in termini di file system, ma di servizi. L'accesso avviene tramite cataloghi di app; le applicazioni funzionano su piattaforma Docker. La memoria è un requisito fondamentale, ma non è più l'elemento centrale. Umbrel si definisce un sistema operativo semplice per server domestici, dotato di un app store e incentrato sul controllo locale.

Sistemi come Cosmos Cloud sono orientati principalmente alle app e ai servizi piuttosto che alla gestione classica dello spazio di archiviazione.
Sistemi come Cosmos Cloud sono orientati principalmente alle app e ai servizi piuttosto che alla gestione classica dello spazio di archiviazione.

Questi sistemi non sono i successori diretti di Synology o QNAP. Rispondono a un'altra domanda: come posso gestire la mia infrastruttura digitale a livello locale e sotto il mio controllo, senza rinunciare alla comodità del cloud? Il self-hosting ribalta il modello: i dati rimangono in locale, il controllo spetta all'utente. L'obiettivo è rendere i servizi self-hosted facili da usare tanto quanto le app per smartphone.

HexOS come soluzione transitoria (dal 2023)

In questo contesto rientra anche HexOS: disponibile al pubblico dal 2023, si basa su TrueNAS SCALE, un sistema open source consolidato destinato a utenti esperti. L'attenzione è rivolta a dischi, pool e volumi, proprio quelle aree che in TrueNAS sono considerate potenti, ma anche complesse.

I sistemi NAS come il Synology DS207+ hanno posto chiaramente al centro l'archiviazione e la gestione delle unità.
I sistemi NAS come il Synology DS207+ hanno posto chiaramente al centro l'archiviazione e la gestione delle unità.

HexOS sostituisce la dashboard di TrueNAS con un'interfaccia propria – il cosiddetto Command Deck – semplificando così l'utilizzo senza rinunciare ai punti di forza di TrueNAS e ZFS. HexOS colma così il divario tra un NAS fai da te e una soluzione preconfezionata come Synology. Chi conosce TrueNAS non ha bisogno di HexOS. Ma chi è alla ricerca di un NAS potente senza avere una conoscenza approfondita di ZFS, trova qui un ottimo punto di partenza. Non si tratta di un cambiamento di paradigma, ma di una transizione che colma una vera e propria lacuna.

Prospettive per la serie

Il passaggio dal file server al cloud domestico è il risultato di oltre vent'anni di cambiamenti tecnici e culturali. I sistemi operativi NAS tradizionali continuano a essere importanti, ma una nuova categoria punta sull'autogestione, l'indipendenza e la facilità d'uso.

Nei prossimi articoli presenterò questi sistemi, li metterò a confronto e mostrerò quale sistema risponde in modo adeguato alle diverse esigenze degli utenti. Non quale sia il migliore, ma quale sia quello giusto per te.

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Giornalista con più di 20 anni di esperienza, soprattutto nel settore del giornalismo online. Il mio strumento di lavoro principale? Un portatile – preferibilmente con connessione a Internet. Questi apparecchi mi affascinano a tal punto che, di tanto in tanto, mi piace smontare PC e portatili, ripararli e riassemblarli. Perché? Perché mi diverte! 


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Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

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