
Mozilla ha in serbo un blocco degli annunci pubblicitari per Firefox
In futuro Firefox dovrebbe dotarsi di un proprio ad blocker. Per gli utenti ciò significa meno fatica nel proteggersi dalla pubblicità e dal tracciamento.
Mozilla sta lavorando all'integrazione di un blocco pubblicità nativo in Firefox. Ajit Varma, responsabile di Firefox, ha confermato in un'intervista che tale funzione sarà integrata in modo permanente nel browser. Pur senza indicare una data di rilascio precisa, la direzione è chiara: in futuro Firefox dovrebbe offrire, già di default, una maggiore protezione contro la pubblicità invadente e il tracciamento.
Questa mossa non è una sorpresa. Da anni gli ad blocker sono tra le estensioni per browser più utilizzate. Molte persone li installano non per semplice curiosità tecnica, ma perché il web senza di essi è diventato spesso una seccatura: banner, pop-up, video in riproduzione automatica, schermate sui cookie e script di tracciamento caratterizzano la quotidianità nel browser. In futuro, Mozilla non intende più affidare questa esperienza esclusivamente alle estensioni di terze parti, ma intende integrarla direttamente nel browser stesso.
Una soluzione propria anziché una tecnologia di terzi
Il fatto che Mozilla stia lavorando a un blocco degli annunci pubblicitari è già da tempo oggetto di discussione nella comunità online. Nel codice sorgente erano emersi indizi relativi a esperimenti condotti con la tecnologia di Brave, il browser che già da anni include un blocco dei pop-up integrato. Varma ha tuttavia precisato che si è trattato solo di test condotti internamente.
Allo stato attuale, per un'eventuale implementazione definitiva Mozilla non punta su un motore di terze parti, ma sviluppa una soluzione propria. Gli esperimenti condotti finora con la tecnologia Brave sono serviti soprattutto a valutare i meccanismi di protezione contro il tracciamento.
In questo modo Mozilla sceglie consapevolmente di seguire una strada autonoma. Anziché adottare o acquistare la licenza di una soluzione già esistente, l'azienda investe in una propria implementazione. Resta tuttavia da vedere quale sarà esattamente la sua configurazione tecnica. Mozilla non ha ancora fornito dettagli su quali elenchi di filtri vengano utilizzati, in che misura il blocco interferisca con il sistema e quali opzioni siano a disposizione degli utenti.
Google ha cambiato le regole del gioco
La decisione acquista ulteriore rilevanza alla luce dell'approccio di Google nei confronti dei blocchi pubblicitari. Con Manifest V3, Google ha modificato l'architettura delle estensioni di Chrome. Ufficialmente, si tratta di garantire maggiore sicurezza, prestazioni migliori e un modello di espansione più moderno. Per molti ad blocker, tuttavia, questo cambiamento comporta delle limitazioni.
Ciò è risultato particolarmente evidente nel caso di uBlock Origin. L'estensione completa non è più disponibile su Chrome con le stesse funzionalità; al suo posto è disponibile solo una versione Lite con funzionalità limitate. Il motivo risiede nelle modifiche apportate alle interfacce, che impediscono alle estensioni di bloccare le richieste di rete nella stessa misura.
Firefox non ha seguito questa strada. Mozilla continua a puntare sulla potente API webRequest, che consente ai classici blocca-pubblicità di funzionare al meglio. Ciò è in linea con la visione di Mozilla di posizionare Firefox come alternativa rispettosa della privacy all'ecosistema di Google.
Cosa cambia per gli utenti
Per molte persone, un blocco degli annunci integrato potrebbe significare soprattutto meno fatica. Chi finora non ha installato alcuna estensione, in futuro potrebbe beneficiare direttamente di una protezione più efficace contro pubblicità, tracciamento e commercio di dati. Questo riduce notevolmente le difficoltà iniziali.
Per gli utenti esperti rimane però aperta una domanda importante: il blocco di Mozilla è in grado di reggere il confronto con estensioni specializzate come uBlock Origin o AdGuard? Queste soluzioni sono flessibili, potenti e vengono gestite da comunità attive. Solo dopo il rilascio si vedrà se Firefox rappresenterà una vera alternativa o piuttosto una semplice soluzione di base.
Un passo strategico fondamentale
Firefox è sotto pressione ormai da anni. Secondo i dati di StatCounter, la quota di mercato globale del browser su desktop nel maggio 2026 era pari al 3,81%. Chrome domina nettamente lo stesso mercato con il 74,93%, seguito da Microsoft Edge con il 9,94% e Safari con il 5,32%. Altri servizi di analisi, a seconda della base dati utilizzata, riportano valori diversi, ma confermano lo stesso risultato di fondo: Chrome domina, mentre Firefox deve lottare per mantenere la propria visibilità e rilevanza.

Fonte: Primakov / Shutterstock
In questo contesto, il blocco degli annunci pubblicitari previsto è ben più di una semplice funzione aggiuntiva per una maggiore comodità. Questo conferisce a Firefox un chiaro elemento di differenziazione in un mercato in cui è ormai quasi impossibile recuperare il ritardo in termini di semplice diffusione. Chrome difficilmente può offrire una funzione simile senza intaccare il proprio business pubblicitario. Anche Edge è basato su Chromium e, dal punto di vista tecnico, si colloca quindi nello stesso contesto. Firefox, invece, rimane uno dei pochi grandi browser a disporre di una propria base tecnica.
Questa indipendenza è il principale punto di forza di Mozilla. Consente di prendere decisioni che non devono necessariamente seguire gli interessi di Google o del progetto Chromium.
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