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Novità aziendali

Obiettivi climatici 2026: cosa abbiamo raggiunto e dove incontriamo difficoltà

Alex Hämmerli
24/9/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

Digitec Galaxus punta a raggiungere lo zero netto entro il 2050. Alcuni obiettivi climatici sono in linea con le previsioni, altri no. Cosa abbiamo raggiunto, in quali ambiti siamo in ritardo e perché la sfida più ardua non dipende solo da noi.

Nei nostri centri logistici di Wohlen, nel cantone di Argovia, o a Krefeld, nella Germania occidentale, le macchine per l'imballaggio funzionano quasi senza sosta. Ogni giorno migliaia di pacchi lasciano i nostri magazzini centrali e attraversano la Svizzera, la Germania, l'Austria, la Francia o l'Italia. Tutto questo richiede energia, cartone e chilometri. E lascia un'impronta climatica che noi vogliamo ridurre. Ogni anno, in modo misurabile e verificabile. Scopri a che punto siamo.

I nostri obiettivi

Insieme alla nostra società madre, il Gruppo Migros, abbiamo aderito alla Science Based Targets Initiative (SBTi). Ciò significa che i nostri obiettivi climatici si basano sull'Accordo di Parigi sul clima e validati scientificamente. Entro il 2030 vogliamo ridurre le emissioni di gas serra del 70,6% rispetto al 2019 e del 90% entro il 2050. Per diminuire le emissioni residue derivanti dalle nostre attività, dal 2022 finanziamo, insieme al Gruppo Migros, progetti di protezione del clima lungo la nostra catena del valore.

Le nostre attività sono sulla buona strada

Iniziamo con le buone notizie: per quanto riguarda le emissioni su cui possiamo influire direttamente, siamo in linea con i nostri obiettivi. Dal 2021 utilizziamo energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili. Tra il 2019 e il 2025, abbiamo ridotto le emissioni di gas serra derivanti dalle nostre attività (Scope 1 e 2) da 1400 a circa 350 tonnellate di CO₂ equivalente. Questo risultato è stato possibile, ad esempio, grazie all'installazione di lampadine a basso consumo e alla sostituzione del riscaldamento a gas con una pompa di calore reversibile presso il sito logistico di Wohlen. Ciò corrisponde a una riduzione del 75 percento e supera il nostro obiettivo intermedio per il 2030.

La catena del valore: la questione più difficile da affrontare

Oltre il 99 percento delle nostre emissioni di gas serra, non viene generato nella nostra azienda, ma lungo la catena del valore: durante la produzione, l'utilizzo e lo smaltimento dei prodotti che vendiamo. Dal 2019, queste cosiddette emissioni di Scope 3 sono aumentate da 1,3 milioni a 2,1 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. L'obiettivo dell'organizzazione SBTi è però una riduzione del 90 percento entro il 2050.

Attualmente, questo obiettivo non è realizzabile con il nostro modello di business. Finché continuiamo a crescere e a vendere più prodotti, aumentano anche le emissioni lungo la catena di approvvigionamento, poiché noi, in qualità di rivenditori, non abbiamo praticamente alcuna influenza sui processi dei produttori.

Per questo motivo, cerchiamo di incoraggiare i nostri fornitori ad adottare obiettivi di riduzione delle emissioni basati su criteri scientifici. Alla fine del 2025, il 14 percento delle emissioni dei nostri fornitori era coperto dagli obiettivi SBTi. Produttori rinomati come Microsoft, Miele o Mammut hanno già aderito volontariamente all'iniziativa. Ma c'è ancora molto da fare. Alla luce di ciò, discutiamo almeno una volta all'anno di questo tema con i nostri 50 principali fornitori.

Imballaggio: a un passo dall'obiettivo

Il nostro obiettivo entro il 2030 è ridurre del 30% le emissioni di CO₂ derivanti dai materiali di imballaggio per ogni prodotto spedito, rispetto ai livelli del 2019. Ovvero da 0,226 a 0,158 tonnellate di CO₂ equivalente. Attualmente siamo a 0,174. Si tratta di un passo avanti, ma non ancora sufficiente: l'obiettivo intermedio per il 2025 era fissato a 0,166.

Il motivo è tanto semplice quanto fastidioso: presso il nostro centro logistico di Wohlen abbiamo messo in funzione cinque nuove macchine per l'imballaggio, che consumano più nastro adesivo e colla rispetto all'imballaggio manuale. Entrambi presentano un elevato livello di emissioni di CO₂. Ma ci stiamo lavorando.

Economia circolare in ascesa

Reimmettere nel ciclo i prodotti usati è una delle principali leve per ridurre il nostro impatto ambientale. Solo nel 2025, grazie alla vendita di prodotti di seconda mano, abbiamo evitato l'emissione di circa 20 000 tonnellate di CO₂ equivalente, con una tendenza in crescita. Tra queste figurano la vendita di smartphone ricondizionati, la rivendita dei prodotti restituiti e la nostra piattaforma di articoli di seconda mano dove la compravendita avviene direttamente tra clienti.

Trasparenza per tutti i prodotti

Cosa abbiamo già realizzato: per ciascuno degli oltre 10 milioni di prodotti presenti nei nostri negozi online indichiamo l'impronta di CO₂ stimata. Dall'estrazione delle materie prime passando dalla produzione, fino alla consegna. Inoltre, ad ogni acquisto la nostra clientela può versare un contributo volontario che verrà destinato a progetti certificati di tutela del clima. Questo non fa sparire le emissioni, ma rappresenta un sostegno per i progetti che cercano di fare del bene al nostro pianeta.

Sicurezza sul lavoro e obblighi di diligenza

Oltre al clima, portiamo avanti anche altri progetti. A partire dal 2027, ad esempio, vogliamo ridurre gli infortuni sul lavoro in tutte le sedi logistiche.

Anche per quanto riguarda i diritti umani e gli obblighi di diligenza lungo le nostre catene di approvvigionamento, ci impegniamo a garantire il rispetto degli standard internazionali. Per quanto riguarda i nostri marchi propri, adempiamo agli obblighi di diligenza, ad esempio tramite audit. Per i prodotti di fornitori terzi, richiediamo che siano realizzati lungo l'intera catena del valore nel rispetto delle normative locali e dei principi stabiliti dal Codice di condotta amfori BSCI. Il Codice si basa sulla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite (ONU), sulle convenzioni e sulle raccomandazioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e sulle linee guida dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

Altre sfide ci aspettano

Il percorso verso lo zero netto non è uno sprint, ma piuttosto una corsa a ostacoli lungo un tracciato in continua evoluzione. Alcuni ostacoli li abbiamo già superati, mentre altri ci attendono ancora. In alcuni casi, per poter continuare dobbiamo addirittura ridisegnare il percorso.

Aggiorneremo questo bilancio ogni anno. Perché chi garantisce trasparenza sui prezzi, sulle richieste di garanzia e sui tassi di reso deve garantirla anche quando si parla di tutela del clima.

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Alex Hämmerli
Senior Public Relations Manager
Alex.Haemmerli@digitecgalaxus.ch

Presso Digitec Galaxus sono responsabile per lo scambio di informazioni con giornalisti e blogger. Le buone storie sono la mia passione; per questo mi tengo sempre aggiornato.


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