
Papà impara tutto sui Pokémon, parte 1
Mio figlio colleziona carte Pokémon. Io non ne capisco proprio nulla. Anche tu, quando si parla di Pokémon, non sai che pesci pigliare? Allora vieni con me dagli esperti – cominciamo da booster, set e da una domanda fondamentale: cosa vuole collezionare davvero tuo figlio?
Non so praticamente nulla sui Pokémon. Riconosco Pikachu e poco altro. Ai miei tempi, quando hanno preso piede, ero già un po' troppo grandicello e non mi sono lasciato prendere da questo mondo. Ma ora è arrivato il momento: mio figlio si è messo a collezionare le carte e all'improvviso sembra parlare una lingua sconosciuta. Charizard, ex, VMAX, Holo... Ma che vorranno mai dire questi termini? Voglio scoprirlo e ti spiegherò tutto in una serie di articoli. Perché al momento per me i Pokémon non sono altro che delle semplici carte semi-luccicanti.
All'inizio quest'hobby mi sembrava ridicolo, ma poi mi sono accorto che mio figlio ne è davvero appassionato e mi è venuta voglia di capirne di più. Così un giorno, mettiamo insieme le carte migliori e facciamo visita al TwoMoons di Stettbach, un bar dedicato ai giochi di carte collezionabili e ai giochi da tavolo. È lì che incontriamo Jonas Rudin, cofondatore del negozio ed ex collega di Galaxus, nonché Patrick Landis, giocatore di tornei e gestore della community di Pokémon per TwoMoons.

Mio figlio mostra le sue carte e i tre entrano subito nel vivo della discussione. «Ci sono dei piccoli tesori», afferma Patrick. Iniziano a parlare di «Fiamme Spettrali» e dopo pochi minuti perdo già il filo. Per me bisogna davvero partire dall'ABC, li imploro.
So solo che con le carte Pokémon si può anche giocare, ma che per la maggior parte dei bambini il vero interesse è collezionarle e scambiarle. Quindi, vi prego, partiamo dalle basi: qual è la prima cosa che devo sapere se mio figlio comincia a collezionarle?
Booster, set e la corsa alle carte
«Innanzitutto dovresti capire come puoi procurarti delle carte», afferma Jonas, mostrandomi alcune bustine colorate. Corso base, lezione numero uno: un set è una serie di carte che appartengono alla stessa collezione. I booster sono invece bustine contenenti una selezione casuale di carte appartenenti a uno di questi set. «Il numero di carte varia. La maggior parte dei set giapponesi contiene solo cinque carte per booster; quelli italiani, tedeschi e inglesi ne contengono dieci». Fin qui ci sono. Ho capito che i booster sono le bustine che conosco. E mi segno un'altra cosa: ne esistono diverse versioni linguistiche e, a quanto pare, sono tutte interessantissime.

«I set principali escono circa ogni tre mesi ma, tra un'uscita e l'altra, vengono proposti diversi prodotti aggiuntivi e set speciali», continua Jonas. «I set vengono commercializzati in diversi formati. Un display contiene 36 booster, i bundle ne contengono sei e poi ci sono le tin, con due o quattro booster. Insomma, ce ne sono un sacco». I set speciali, invece, sono pensati soprattutto per i collezionisti.
Perché a volte i booster sono introvabili
Tin e bundle costano troppo per poterne comprare in quantità con una misera paghetta. «Ma tu dove li compri i booster?», chiedo a mio figlio. «Alla Migros o alla Coop puoi chiedere alla cassa se ne hanno e a volte te li vendono singolarmente». Spesso, però, non ce ne sono. «Sono due mesi che non ne hanno più», scopro.
E non è necessariamente questione di sfortuna: bisogna davvero essere veloci. «Ci sono persone che cercano di comprarne il più possibile per poi rivenderli a un prezzo più alto», spiega Jonas. «In gergo si chiama scalping. Queste persone cercano di farne un business e per chi coltiva questo hobby è un problema». Chi colleziona per passione si ritrova così a competere con chi punta al guadagno e fa razzia di prodotti, online e nei negozi.

Le carte Pokémon, infatti, non interessano più soltanto a chi gioca o colleziona: per molti sono diventate un vero e proprio investimento. Articoli come La carta più costosa al mondo, venduta per oltre 12 milioni di franchi, o una collezione svizzera dal valore astronomico fanno notizia.
Ogni booster è una piccola lotteria
Quello che non sapevo è che la corsa alle carte inizia già alla Migros dietro l'angolo e coinvolge anche i più giovani. Pensavo che fossero soprattutto adulti con parecchi soldi a disposizione a contendersi i pezzi da collezione più storici. Invece no: anche procurarsi le carte attuali può essere difficile e costoso. «The Pokémon Company stampa abbastanza carte per tutti coloro che vogliono giocare», afferma Jonas. «Ma spesso chi le colleziona non riesce ad averne quante ne vorrebbe». La stessa The Pokémon Company afferma di voler mettere in circolazione il maggior numero di prodotti e, vista l'elevatissima domanda, annuncia ristampe nel più breve tempo possibile.
Le carte più ambite appena trovate in un booster possono valere diverse centinaia di franchi. Si tratta naturalmente di eccezioni, ma ogni booster è una piccola lotteria. Vale quindi la pena dare un'occhiata a cosa trova tuo figlio nel suo primo booster, soprattutto prima che magari se lo porti a scuola. Se non si conoscono bene le carte, durante la ricreazione è facile accettare uno scambio decisamente svantaggioso. Avere qualche nozione di base aiuta a valutare meglio la situazione e a collezionarle in modo più mirato. I bambini imparano in fretta che spesso conviene scambiare le carte oppure acquistare quelle giuste per raggiungere il proprio obiettivo. E da genitori dovremmo conoscere l'obiettivo.
Non tutti i Pokémon rendono felici
«Per prima cosa, i genitori dovrebbero cercare di capire che cosa interessa davvero ai propri figli», afferma Jonas. Collezionare o giocare? Secondo la mia esperienza, la maggior parte dei bambini preferisce collezionare. Ma cosa, esattamente? «Alcuni adorano un Pokémon in particolare e magari vogliono riempire un intero raccoglitore con tutte le versioni di Umbreon. Altri collezionano un Pokédex, cioè vogliono avere una carta per ogni Pokémon. Oppure cercano di completare un intero set. Ci si può davvero sbizzarrire».
Con oltre mille Pokémon, tantissime varianti e un'infinità di set, penso che acquistare una carta o un prodotto a caso come regalo sia un ottimo modo per sbagliare tutto. «Conviene sicuramente fare qualche domanda ai propri figli per scoprire qual è il loro Pokémon preferito e quali carte stanno cercando in quel momento», spiega Patrick, l'esperto di Pokémon del TwoMoons. «Anche se all'inizio questi termini non ti dicono nulla, vale la pena annotarli. Poi puoi rivolgerti a un game store come il nostro». La parola magica è «TCG Store»: cercandola su Google Maps, in qualsiasi località di una certa dimensione troverai facilmente un negozio specializzato dove puoi ricevere consigli, scambiare carte e, naturalmente, acquistarle.

Nel frattempo, sono almeno riuscito a capire che «Fiamme Spettrali» è il nome di un set, nonché l'obiettivo di collezione di mio figlio e del suo amico. «Il set non è molto grande e vogliamo completarlo perché abbiamo già la carta che vale di più», mi spiega. Almeno adesso ha qualche idea in più su cosa potrebbe desiderare come regalo.
Ora so anche che dire «vorrei delle carte Pokémon» è più o meno preciso quanto dire «vorrei un libro». D'ora in poi, prima di fare un regalo, chiederò qual è l'obiettivo della collezione. Continuo a non capirci granché di tutte queste carte luccicanti e delle strane abbreviazioni.
Ma questo cambierà nella seconda parte di questa serie di articoli. Imparerò a riconoscere le rarità, a proteggere le carte e a valutarne realisticamente il valore. Non è tutto oro quel che luccica – ma una carta potrebbe comunque valere oro.
Semplice scrittore, doppiamente papà, che ama essere in movimento e destreggiarsi nella vita familiare quotidiana, come un giocoliere che lancia le palline e di tanto ne fa cadere una. Può trattarsi di una palla, di un'osservazione, o di entrambe.
Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.
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