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Retroscena

5 giorni di digiuno per un viaggio culinario di piacere – fatto

Anna Sandner
14/1/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic
Immagini: Anna Sandner

Cinque giorni di digiuno continuando comunque a mangiare, sembra troppo bello per essere vero. Dovevo provarlo e mi sono quindi lanciata in una dieta mima digiuno di cinque giorni. Tra fame, ricette sorprendentemente gustose, nuove routine e una prospettiva diversa nei confronti del cibo.

L'ho rimandato per tanto tempo, ma domani inizio il mio esperimento di mima digiuno di cinque giorni. Esatto, hai letto bene: non digiuno vero, ma solo per finta. Cosa significa? Voglio sentire gli effetti positivi del digiuno senza patire la fame. Secondo la guida della dieta mima digiuno «Scheinfasten», disponibile in tedesco, che include anche un bel ricettario, questo è possibile.

Scheinfasten – Das Rezeptbuch (Tedesco, Bernd Kleine-Gunk, Bernhard Hobelsberger, 2023)
Manuale

Scheinfasten – Das Rezeptbuch

Tedesco, Bernd Kleine-Gunk, Bernhard Hobelsberger, 2023

Nella prefazione gli autori spiegano come funziona il concetto di Fasting Mimicking Diet. Secondo loro, una composizione accuratamente studiata dei nutrienti fa credere alle cellule del corpo di trovarsi in uno stato di astinenza, inducendo così l'organismo ad attivare il metabolismo del digiuno.

Preparazione elaborata e ricca di delizie culinarie

Per iniziare bene, mi serve una preparazione sorprendentemente elaborata. Prima di tutto, mi sono documentata sull'argomento. Il libro sulla dieta mima digiuno offre una buona base: spiega la logica dei cinque giorni e propone ogni giorno tre ricette vegane per colazione, pranzo e cena.

Una volta definito il menù, passo alla spesa. Per la colazione del primo giorno preparo il pane ai semi e noci seguendo la ricetta del manuale. Mi sento pronta, ma presto realizzo che non è così semplice come sembra.

Congelo un po' del delizioso pane per dopo la dieta dei cinque giorni.
Congelo un po' del delizioso pane per dopo la dieta dei cinque giorni.

Giorno 1: tra una maratona di cucina e uno stomaco che brontola

Per la prima sfida mi ero preparata mentalmente in anticipo: è la mattina in cui devo rinunciare alla mia amata tazza di caffè con latte d'avena. Leggendo questo articolo, capirai perché questo mi mette leggermente sotto stress:

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Il caffè nero non mi fa impazzire, quindi opto per una tazza di tè nero per svegliarmi. Per la prima colazione, scelgo il power toast con crema di verdure secondo il ricettario. Il pane è già precotto, ma per la crema non si scappa: bisogna mettersi ai fornelli.

Il pane mi aveva già conquistata, ma la crema spalmabile rende il tutto ancora più buono.
Il pane mi aveva già conquistata, ma la crema spalmabile rende il tutto ancora più buono.

Potrei abituarmi a questa colazione: ha un buon sapore e sazia a lungo. Per il momento sono soddisfatta dell'inizio di giornata. Tuttavia, tre ore dopo il mio stomaco inizia a brontolare. Fame! Ok, adesso si comincia e al pranzo manca ancora parecchio. Secondo il manuale devo bere un bicchiere d'acqua lentamente per placare i pensieri sul cibo. Il trucchetto funziona solo in parte: per un attimo mi distrae, ma poco dopo il mio stomaco ricomincia a protestare. Affamata e con il bicchiere d'acqua in mano, torno ai fornelli: padellata di zucchine e funghi con crema di noci.

Con le sue 310 kcal a porzione, la padellata di zucchine e funghi con crema di noci è una bomba per il digiuno.
Con le sue 310 kcal a porzione, la padellata di zucchine e funghi con crema di noci è una bomba per il digiuno.

Mi rendo conto che cinque giorni di digiuno significano anche cinque giorni passati a cucinare tre volte al giorno. E ogni volta ricette nuove, il che richiede decisamente più tempo rispetto al mio solito repertorio. Per essere certa di ottenere l'effetto desiderato, mi attengo (per ora) scrupolosamente alle quantità indicate. Ma è faticoso e mi porta via ancora più tempo. La sera, davanti allo stufato di fagioli con spinaci, mi devo costringere ad essere precisa. Con lo stomaco che brontola, inizio a dubitare del mio piano.

Di nuovo in cucina: per fortuna lo stufato di fagioli è veloce da preparare.
Di nuovo in cucina: per fortuna lo stufato di fagioli è veloce da preparare.

Bilancio intermedio giorno 1: il mio stomaco brontola, anche se mi sembra di aver passato tutta la giornata dietro ai fornelli. La mia dieta mima digiuno mi stressa parecchio. Affamata, mi aggrappo alla speranza di miglioramento che il manuale promette per i giorni a seguire.

Giorno 2: la fame si placa, il piacere cresce

Quasi da non crederci, mi sveglio senza avere fame. «Che meraviglia», penso, «speriamo che duri». La preparazione dei pasti continua a stressarmi, mi serve una soluzione. Decido quindi di non seguire più le quantità al grammo e di sostituire gli ingredienti con alternative pratiche, per semplificare tutto. Le verdure, le erbe aromatiche e i frutti di bosco surgelati mi aiutano a risparmiare tempo prezioso durante la preparazione. La giornata inizia con una versione leggermente modificata di un frullato, per non dover correre quotidianamente dal fruttivendolo.

Grazie ai frutti di bosco surgelati, il mio frullato per la colazione è veloce da preparare.
Grazie ai frutti di bosco surgelati, il mio frullato per la colazione è veloce da preparare.

La sensazione di fame va e viene. Per distrarmi bevo acqua e tè, il che di solito funziona solo in parte. La sfida più grande è andare in panetteria a prendere il pane per il resto della famiglia: il profumo di panini e dolci appena sfornati è irresistibile, ma tengo duro. Il pranzo mi ripaga: insalata di cavolo a punta con dressing di anacardi. Sono entusiasta e sazia. Sento lo stomaco pieno. Sono bastate un paio di carote e un po' di cavolo? A quanto pare sì.

Non riesco a crederci, ma l'insalata di cavolo è davvero saziante.
Non riesco a crederci, ma l'insalata di cavolo è davvero saziante.

Nonostante il ridotto apporto calorico, mi sento in forma durante tutto il pomeriggio. Concludo la giornata con una crema di pomodoro e avocado, un piatto che sicuramente finirà più spesso sul mio menù.

Spesso sono i piccoli extra a fare la differenza: i semi tostati danno quel qualcosa in più.
Spesso sono i piccoli extra a fare la differenza: i semi tostati danno quel qualcosa in più.

Bilancio intermedio giorno 2: la fame si placa, il piacere cresce. Non pesare più ogni singolo grammo rende la dieta mima digiuno più rilassante e adatta alla vita quotidiana. Piano piano sto trovando il mio ritmo.

Giorno 3: quando il corpo inizia a cambiare marcia

Al terzo giorno il mio manuale mi incoraggia a un po' di autocelebrazione: darmi una pacca sulla spalla per quanto ho già raggiunto. E ha ragione, mi sento davvero orgogliosa del mio percorso. Mi rimetto in cucina: sul menù della colazione ho un'insalata di pomodoro e avocado.

Estremamente gustosa, ma purtroppo poco saziante.
Estremamente gustosa, ma purtroppo poco saziante.

Per quanto sia bella e buona, l'insalatina non mi sazia. Presto il mio stomaco comincia a protestare. Non doveva mica essere più semplice oggi, ora che il corpo si sta abituando al digiuno? La mia motivazione vacilla, fino a quando finalmente mi trovo davanti al pranzo: una colorata insalata con verdure al forno. Una vera delizia e una nuova ricetta per il menù settimanale. Mi sento piena e appagata, ignara del fatto che il peggio della fame sia già passato.

Mi piacciono le verdure al forno e mi piace l'insalata. Ma non mi sarebbe mai venuto in mente di mischiare le due cose, eppure il risultato è straordinario!
Mi piacciono le verdure al forno e mi piace l'insalata. Ma non mi sarebbe mai venuto in mente di mischiare le due cose, eppure il risultato è straordinario!

Dopo cena, una zuppa di zucca con crostini allo zenzero – sono così sazia per le circa 260 kcal, come se avessi mangiato un ricco menu di tre portate.

Zucca Hokkaido, curry e irresistibili crostini di zenzero e noci: una delizia!
Zucca Hokkaido, curry e irresistibili crostini di zenzero e noci: una delizia!

Bilancio intermedio giorno 3: dopo un ultimo attacco di fame, quella fastidiosa sensazione finalmente svanisce. Ora inizia il piacere: esplosioni di gusto, una piacevole sensazione di leggerezza e la certezza che il mio corpo si sta rigenerando.

Giorno 4: nel flow tra leggerezza e piacere

Nei due giorni successivi, il mio corpo dovrebbe ingranare la prossima marcia: il metabolismo dei grassi viene stimolato e le cellule iniziano a fare «pulizia». Si dice che questo abbia un effetto ringiovanente, motivo per cui la dieta mima digiuno è considerata un possibile approccio anti-age.

E tutto questo mentre continuo a concedermi delizie culinarie. Ciononostante, fatico un po' a crederci. Dopo una colazione con un latte alla curcuma e fiocchi d'avena, un pranzo di noodles con verdure e salsa di arachidi, la sera mi attende il clou della dieta: patatine di sedano con dip di pomodoro e papaya.

Patatine fritte durante il digiuno? Non l'avrei mai detto! Ma con il sedano, le calorie non sono un problema.
Patatine fritte durante il digiuno? Non l'avrei mai detto! Ma con il sedano, le calorie non sono un problema.

Bilancio intermedio giorno 4: sono del tutto nel flow. L'unica pecca è il tempo che trascorro in cucina.

Giorno 5: sprint finale, euforia e primi effetti

Il quinto giorno mi sveglio ancora sazia dalla cena. Ultimo giorno: la mia euforia sale. Me lo avevano già anticipato, eppure faticavo a crederci: secondo il manuale, il senso di autoefficacia dovrebbe aumentare energia e prestazioni.

La dieta mostra i suoi effetti: la mia pelle appare più fresca e il mio viso più definito. Forse è solo un effetto placebo. La bilancia segna meno, probabilmente dovuto soprattutto alla perdita di acqua. Ma non era quello il mio obiettivo. Ciò che volevo ottenere era una sensazione di benessere e il ritorno a una normalità dopo gli eccessi delle feste. I cinque giorni ne sono valsi la pena.

Un espresso per chiudere in bellezza.
Un espresso per chiudere in bellezza.

Per concludere, mi concedo i miei preferiti tra le ricette della dieta mima digiuno: energy-espresso con un tocco di cioccolato e cocco, bowl di riso di cavolfiore con spinaci e zuppa di carote e zenzero con broccolo Bimi.

Il cavolfiore è stata una sorpresa di questi cinque giorni, soprattutto nella versione bowl.
Il cavolfiore è stata una sorpresa di questi cinque giorni, soprattutto nella versione bowl.

La mia conclusione dopo cinque giorni di dieta mima digiuno

Per permettere al mio corpo di tornare con calma alla modalità normale, il primo giorno dopo la dieta lo affronto con moderazione. Il manuale chiama questa fase «Transition Day» e sconsiglia alimenti ad alto indice glicemico come patate, pasta o toast, e raccomanda un massimo di 1800 calorie. Lo trovo sorprendentemente facile. Diversamente dall'inizio dell'esperimento, non penso più a come potrei «premiarmi» dopo la cura. La mia prospettiva è cambiata: al posto del senso di rinuncia, sono felice di scoprire nuove ricette e un repertorio di ingredienti più ampio. Inoltre, sono anche riuscita a liberarmi dei continui spuntini.

Di certo questa non è stata la mia prima e ultima volta, ma piuttosto un reset che mi concederò di nuovo quando ne sentirò il bisogno. A proposito, alcune ricette hanno conquistato un posto fisso nel mio menù settimanale.

Se vuoi sperimentare ancora di più, qui trovi le mie settimane di prova:

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Redattrice scientifica e biologa, con una passione profonda per il mondo naturale. Amo gli animali e sono affascinata dalle piante, dalle loro straordinarie capacità e da tutto ciò che possono offrire. Il mio luogo ideale è all’aperto, immersa nella natura – proprio come nel mio giardino selvaggio. 


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Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

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