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Stefanie Lechthaler
Test del prodotto

Cioccolata Tokyo Style: non è tutto oro quel che è matcha

Stefanie Lechthaler
20/4/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli

A volte basta uno sguardo per capire cosa ti piace. Ma a me non è bastato nemmeno un morso della nuova cioccolata Lindt Tokyo Style. Anzi, mi ha lasciata perplessa.

Ammetto di essere una fashion victim e di aver ceduto anche alla mania del matcha latte. È delizioso e ti sveglia al mattino. Che vuoi di più? C'è solo un problema: da quando l'industria alimentare ha scoperto questo trend alle nostre latitudini, questa magica polverina di tè verde viene aggiunta a tutto ciò che può essere venduto. Quel verde sarà anche bello da vedere, ma non è detto che renda tutto più gustoso.

Non mi sorprende quindi che Lindt, dopo il cioccolato Dubai Style, si spinga ancora più a est lanciando il cioccolato Tokyo Style. È vero che lo Strawberry Matcha Latte è nato a San Francisco, ma il «Tokyo Style» suona certamente più accattivante dello «USA Style».

Dopo il cioccolato Dubai, ecco il Tokyo.
Dopo il cioccolato Dubai, ecco il Tokyo.
La percentuale di matcha basta a dare quella tipica sensazione di tè verde, o non c'è altro che un colorante?
La percentuale di matcha basta a dare quella tipica sensazione di tè verde, o non c'è altro che un colorante?

Forse questo cioccolato verde mi conquisterà e mi renderò conto di essermi sbagliata. Quindi, nonostante lo scetticismo, mi avventuro nella prova di assaggio.

Cioccolato bianco ricoperto di verde

Il colore mi piace molto e la crema all'interno ricorda visivamente quella del cioccolato Dubai Style. Lo stesso vale per la consistenza: un ripieno morbido con pezzetti croccanti, avvolto da un guscio leggermente croccante.

Esteticamente, il Tokyo Style ricorda il cioccolato Dubai.
Esteticamente, il Tokyo Style ricorda il cioccolato Dubai.

Sul palato, tuttavia, prende una direzione completamente diversa: se ti aspetti il sapore erbaceo tipico del matcha, ci resterai male. Anche dopo diversi bocconi, quasi non ne sento il sapore. Probabilmente perché la polverina di tè verde costituisce solo il due percento della barretta – una percentuale che nei prodotti confezionati sembra addirittura elevata. Solo nel retrogusto rimane una nota leggermente amara, come nel caso di un tè lasciato in infusione troppo a lungo.

In compenso, prevale il gusto di fragola abbinato al cioccolato bianco, che mi ricorda le praline Lindor alla fragola. A me piace, ma alle mie colleghe e colleghi della redazione dà fastidio l'aroma sintetico di frutta. Anche il ripieno croccante è delizioso. È composto da scaglie di mandorle e Genmai. Quest'ultimo è un riso tostato che, quando viene aggiunto al tè verde giapponese Genmaicha sprigiona un aroma tostato simile a quello dei popcorn.

Caro cioccolato Tokyo Style, la nostra storia finisce qui

Fino all'ultimo non riesco a decidere se mi piace il cioccolato Tokyo Style. Inizialmente mi piace, ma mi stufa subito. Non mi ha particolarmente convinto nemmeno quel retrogusto davvero amaro, e mi sono imposta una regola: se proprio devo mangiare qualcosa di dolce, mi concedo qualcosa che mi piace davvero. Quindi, mio caro cioccolato Tokyo Style, la nostra storia finisce qui.

In breve

Poco matcha, tanto marketing

Lindt promette pura sensazione da Tokyo, ma offre soprattutto un gusto artificiale di fragola. È solo nel retrogusto amarognolo che emerge il tè verde. È vero che il ripieno croccante di mandorle e riso integrale è delizioso, ma non basta a rendere questa barretta un vero e proprio successo.

Pro

  • Aroma di frutta gradevole, ma artificiale
  • Delizioso ripieno croccante

Contro

  • Retrogusto amaro
Immagine di copertina: Stefanie Lechthaler

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Dipingere le pareti prima di lasciare l'appartamento? Preparare il kimchi in casa? Saldare il forno da raclette rotto? Riesco a fare tutto da sola? Non so, ma tentare non nuoce!


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