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Dietro le quinte

Come si veste l'Europa durante l'ondata di caldo

Tobias Heller
3/8/2026
Traduzione: Rebecca Vassella

Attualmente, in Germania si vedono spesso pantaloncini e magliette, mentre in Svizzera e in Italia gli uomini continuano a indossare i pantaloni lunghi e le scarpe chiuse, anche quando le temperature raggiungono livelli record. Le donne intervistate, invece, sono tutte d'accordo: la combinazione perfetta è maglietta e pantaloni lunghi. Un nuovo sondaggio commissionato da Galaxus e condotto in cinque Paesi svela quali sono gli outfit da lavoro preferiti e quali, invece, non sono permessi.

Da settimane l'Europa è afflitta dal caldo. Lo scorso giugno è stato il mese più caldo di sempre. Le temperature record hanno cambiato il modo di vestirsi al lavoro oppure, nonostante il caldo, molte aziende continuano a imporre un dress code? Esiste un divario di genere? Ci sono differenze tra i vari Paesi?

Su incarico del rivenditore online Galaxus, l'istituto di ricerche di mercato YouGov ha intervistato 2616 persone provenienti da Svizzera, Germania, Austria, Italia e Francia.

Il dress code appartiene al passato

Quasi la metà dei dipendenti in Europa può indossare, in linea di principio, ciò che desidera sul posto di lavoro. Non sono soggetti ad alcun dress code. Laddove esistono delle disposizioni, le regole più diffuse prevedono l'uso di scarpe chiuse (20%) e pantaloni lunghi (18%).

Circa il 15% deve indossare uniformi, indumenti protettivi o abbigliamento con il logo aziendale. Nel 2026, quasi nessuno indossa più un completo (4%).

In Germania si mostra il polpaccio, in Svizzera e in Italia no

Nonostante le norme meno rigide, molti dipendenti in Svizzera, anche nelle giornate più calde, mostrano meno pelle di quanto consentito. Rispetto al resto d'Europa, gli uomini indossano più spesso pantaloni lunghi (60%) e scarpe chiuse (56%) per andare al lavoro. Anche in Italia, gli uomini indossano capi altrettanto coprenti nelle giornate calde. I pantaloncini, in particolare, non vengono indossati sul posto di lavoro (16%).

In Germania, invece, gli uomini vestono in modo più informale: registrano la percentuale più alta sia per quanto riguarda le magliette (69%) che i pantaloncini (38%). In Francia, invece, gli uomini preferiscono tenere i piedi all'aria. Infatti, solo il 37% di loro indossa scarpe chiuse.

Le donne in Germania, invece, si coprono i piedi anche nelle giornate più calde. Solo il 29% indossa sandali sul posto di lavoro: il valore più basso. Più della metà di loro preferisce le scarpe chiuse: il valore più alto. Per il resto, le donne in Europa si dimostrano molto omogenee nella scelta dell'abbigliamento nelle giornate calde.

La Svizzera più severa sul dress code

Tra i Paesi in cui ci sono dei no-go su come vestirsi al lavoro, la Svizzera si conferma ancora una volta la più conservatrice. In quasi tutte le categorie, registra il tasso più alto di divieti nei confronti di determinati capi di abbigliamento. È vero che quasi tutti i Paesi concordano sul fatto che i bikini e i costumi da bagno non debbano essere indossati sul posto di lavoro, a prescindere dal contatto con la clientela. Tuttavia, la Svizzera si colloca nettamente in testa con una percentuale di opposizione del 66%. Inoltre, il 73% ritiene inappropriato l'ombelico scoperto in caso di contatto diretto con la clientela, mentre il 57% lo considera inappropriato anche in assenza di tale contatto. La situazione è ben diversa in Italia, dove rispettivamente circa un terzo e un quarto della popolazione si dichiara contrario all'abbigliamento che lascia scoperta la pancia.

In Francia, invece, le canotte e le magliette senza maniche sono assolutamente «en vogue». Questi capi di abbigliamento sono ampiamente diffusi anche nelle situazioni di contatto con la clientela. Solo il 20% circa delle persone intervistate in Francia si dichiara contrario, a differenza di quanto accade negli altri Paesi, dove la percentuale si attesta intorno al 50%. La percentuale è altrettanto bassa (25%) anche tra gli intervistati in Germania, purché non vi sia un contatto diretto con la clientela. La quota di persone contrarie aumenta però in modo significativo in caso di contatto diretto con la clientela (44%).

Per concludere, in Svizzera indossare pantaloni della tuta a contatto con la clientela è inaccettabile (61%). Nessun altro Paese si avvicina nemmeno lontanamente a un valore così negativo.

Pochi elogi e rimproveri

L'abbigliamento sul posto di lavoro non dà quasi mai adito a discussioni. Circa il 70% delle persone intervistate in Germania, Svizzera, Austria e Francia non ha mai fatto commenti ai colleghi e alle colleghe riguardo al loro abbigliamento. Se vengono fatti commenti sulla camicia o sulle scarpe, questi sono per lo più positivi. In quasi tutti i Paesi, una minoranza (intorno al 5%) fornisce esclusivamente feedback negativi. Sono soprattutto le donne in Francia e gli uomini in Austria a fare complimenti.

Lo studio non rivela se in Italia prevalga una cultura del feedback più aperta o un rispetto meno rigido delle convenzioni stilistiche consolidate. Ma è un dato di fatto che nella patria di Gucci e Versace, i commenti sull'abbigliamento da lavoro sono i più frequenti – sia positivi che negativi.

Il sondaggio dimostra che c'è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda i complimenti. La prossima volta che ti piace un capo di abbigliamento o un outfit di un collega o una collega, perché non farglielo sapere? Un complimento non ha mai fatto male a nessuno, anzi.

Come ti vesti al lavoro nelle giornate calde? Nella tua azienda esiste un dress code? Le trovi troppo rigido, giusto o troppo permissivo? Raccontaci la tua esperienza nei commenti.

Immagine di copertina: Shutterstock

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