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Keystone / Joel Saget
Retroscena

Le aziende di IA si affacciano in borsa – e tu puoi acquistarne le azioni

Samuel Buchmann
4/6/2026
Traduzione: Rebecca Vassella

Tre nuovi giganti della tecnologia raccolgono capitali in borsa. Poiché i fornitori di indici come il Nasdaq e l'MSCI stanno modificando le loro regole, le azioni di IA considerate rischiose finiscono in quasi tutti i portafogli. Quanto è grave la situazione?

SpaceX, Anthropic e OpenAI stanno preparando la loro quotazione in borsa. Tutte e tre necessitano di ingenti somme di denaro per i centri di calcolo, i chip e il personale. Chi per primo riesce ad attingere al mercato pubblico si assicura un vantaggio nell'accesso al capitale – e quindi una potenza di calcolo superiore rispetto alla concorrenza.

Queste IPO («Initial Public Offering», offerte pubbliche iniziali), saranno tre delle più grandi di sempre. Ciò che colpisce è che, nonostante le loro dimensioni, queste società non sarebbero ancora incluse in indici azionari come il Nasdaq 100, l'MSCI World e il FTSE All World. Eppure i gestori modificano velocemente le loro regole, in modo che le società di IA finiscano nel portafoglio di innumerevoli investitori nel giro di pochi giorni. Si tratta di una questione eticamente discutibile, ma non c'è motivo di farsi prendere dal panico.

SpaceX: grandi sogni, grandi perdite

L'azienda di Elon Musk specializzata in tecnologia spaziale e intelligenza artificiale sarà quotata in borsa a partire dal 12 giugno. Ancora oggi registra grandi perdite. Complessivamente, lo scorso anno la perdita è stata pari a 4,9 miliardi di dollari, a fronte di un fatturato di 18,7 miliardi. L'unica azienda in attivo è la società affiliata Starlink, con un utile netto in rapida crescita che attualmente ammonta a 4,4 miliardi di dollari. Nel febbraio 2026 Musk ha inoltre fuso SpaceX con la sua società di intelligenza artificiale xAI, che nel 2025 ha bruciato 6,4 miliardi di dollari. Non si intravede la fine delle perdite, poiché gli investimenti previsti in nuove infrastrutture sono enormi.

A SpaceX servono nuovi capitali, sia per il chatbot Grok sia per il settore spaziale.
A SpaceX servono nuovi capitali, sia per il chatbot Grok sia per il settore spaziale.
Fonte: SpaceX

In altre parole: chi acquista un'azione SpaceX riceve un «razzo finanziario» sotto forma di Starlink – al quale Elon Musk ha però agganciato i due serbatoi di carburante instabili che sono SpaceX e xAI. Affinché l'intera scommessa vada a buon fine, le visioni di Musk relative allo spazio o all'intelligenza artificiale devono realizzarsi. La soluzione migliore è quella dei centri di calcolo in orbita terrestre.

SpaceX intende mettere in vendita al pubblico circa il 4% della società sotto forma di nuove azioni, con l'obiettivo di raccogliere 75 miliardi di dollari. Musk punta a una capitalizzazione di mercato complessiva di 1,77 trilioni di dollari, il che corrisponderebbe a un rapporto prezzo-fatturato (P/S ratio) di quasi 95. A titolo di confronto: il rapporto P/S dell'altamente redditizia Nvidia si attesta intorno a 22, che è già un valore piuttosto elevato.

La quota «free float» – ovvero la percentuale di azioni liberamente negoziabili – risulta quindi inizialmente estremamente bassa. Il restante 96% della società rimane nelle mani di investitori privati – in primo luogo Elon Musk, che detiene oltre il 40%. Se il suo piano andrà in porto, con l'IPO di SpaceX diventerà, sulla carta, il primo trilionario al mondo. Musk si è promesso di mantenere le sue azioni per almeno un anno dopo la quotazione in borsa. Gli altri investitori dovrebbero avere un periodo di blocco compreso tra 90 e 180 giorni.

Anthropic: crescita grazie alla clientela aziendale

L'azienda che ha creato il chatbot Claude dovrebbe essere la prima grande società specializzata esclusivamente nell'IA a quotarsi in borsa. Anthropic ha presentato alla SEC, l'autorità di vigilanza del governo federale statunitense, il necessario modulo S-1. L'azione potrebbe essere quotata in borsa già nell'autunno del 2026. Nel suo ultimo round di finanziamento del maggio 2026, la società ha raccolto 65 miliardi di dollari. La valutazione complessiva è così salita a circa 965 miliardi di dollari, superando per la prima volta il valore di OpenAI.

Si stima che il fatturato attuale si aggiri intorno ai 47 miliardi di dollari all'anno. Molte volte superiore rispetto all'anno precedente, ma ancora una frazione dei valori più recenti dei giganti del software affermati (vedi grafico sottostante). I principali motori della crescita sono soprattutto la clientela aziendale e l'assistente di programmazione Claude Code. Nonostante il clamore suscitato, il modello di business è rischioso. Non sono ancora stati resi noti dati più precisi, ma, tutto sommato, Anthropic potrebbe registrare perdite alte. Soprattutto a causa dei server costosi e del personale altamente retribuito.

I fratelli fondatori Dario e Daniela Amodei hanno superato la concorrenza con Anthropic.
I fratelli fondatori Dario e Daniela Amodei hanno superato la concorrenza con Anthropic.
Fonte: Anthropic

Si aggiungono incertezze politiche e normative: il governo americano ha escluso l'azienda da determinati appalti pubblici, poiché essa si oppone all'uso militare su larga scala dei propri modelli. Ciò potrebbe comportare una perdita di fatturato pari a miliardi e scoraggiare una parte del mercato. Altri analisti, invece, considerano questo atteggiamento un punto a favore, poiché migliora l'immagine.

Non è ancora chiaro quale sia l'ammontare del capitale che Anthropic intende raccogliere in borsa. Le stime parlano di circa 60 miliardi di dollari. Con una valutazione di poco inferiore al trilione, ciò comporterebbe inizialmente un flottante pari al sei percento. Si tratterebbe di una percentuale leggermente superiore a quella di SpaceX, ma comunque nettamente inferiore rispetto alle precedenti IPO nel settore tecnologico, che nella maggior parte dei casi hanno quotato in borsa tra il 15 e il 25 percento della società.

OpenAI: i chatbot sono redditizi per le masse?

Il «pioniere» della tendenza dei chatbot è stato valutato 852 miliardi di dollari nell'ultimo round di finanziamento, tenutosi nel marzo 2026. Probabilmente anche OpenAI presenterà presto i propri piani di IPO alla SEC. Infatti, anche la società guidata da Sam Altman sembra aver ormai esaurito le risorse del mercato dei capitali privati, ma necessita di fondi per acquistare nuovi server. Dopo che un tribunale ha respinto la causa intentata da Elon Musk in merito alla trasformazione in una società a scopo di lucro, la strada verso la quotazione in borsa è ormai spianata.

Proprio come Anthropic, OpenAI non ha ancora reso noti dati finanziari precisi. In questo caso le perdite potrebbero essere ancora più grandi. Infatti, con ChatGPT Altman punta più al grande pubblico che a una clientela aziendale benestante. Nel 2025 il fatturato annuo ammontava a circa 20 miliardi di dollari, ovvero meno della metà di quello di Anthropic. Come per tutte le aziende di IA, resta inoltre da vedere quanto sarà redditizio il business dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) nel lungo periodo. La concorrenza è infatti agguerrita, anche sotto forma di modelli open-weight provenienti dalla Cina a prezzi convenienti.

Secondo «Reuters», OpenAI prevede di quotarsi in borsa con una valutazione complessiva di un trilione di dollari. Secondo le stime, l'azienda punta a raccogliere circa 60 miliardi sul mercato libero. Ciò corrisponderebbe alla stessa quota free float del 6%, prevista anche per Anthropic.

Investiamo tutti insieme

Con una valutazione che raggiunge i mille miliardi, SpaceX, Anthropic e OpenAI figurano tra le società più grandi al mondo dal punto di vista finanziario. Di conseguenza, sono candidate a far parte di indici azionari ponderati per la capitalizzazione come il Nasdaq 100, S&P 500 o l'MSCI World. Finora, tuttavia, vigevano determinate regole e scadenze che un'azienda doveva rispettare prima di poter essere ammessa. Per il Nasdaq 100, tra le altre:

  • L'azienda deve essere quotata in borsa da almeno tre mesi.
  • La quota di azioni free float deve essere pari almeno al dieci percento.

Nessuna delle tre società di IA soddisfa questi criteri. Ciononostante, si prevede che entro 15 giorni entreranno a far parte del Nasdaq 100. Nell'indice MSCI World dopo dieci giorni e nell'indice FTSE All World dopo cinque giorni.

Perché? Perché i fornitori di indici modificano le loro regole con breve preavviso. Ufficialmente, il loro obiettivo è quello di ottenere una «migliore rappresentazione del mercato». Le vecchie regole non sarebbero più adeguate alla realtà odierna, in cui anche le grandi società continuano a rimanere private. Solo S&P Dow Jones mantiene le proprie regole, secondo cui le nuove aziende possono essere ammesse nell'S&P 500 non prima di dodici mesi e solo se sono redditizie.

Le ragioni non ufficiali sono l'avidità e la FOMO. Il primo a cedere è stato il Nasdaq 100. Il Nasdaq non è solo un fornitore di indici, ma anche una borsa valori. Le IPO con volumi così elevati rappresentano un business da miliardi di dollari per il mercato. Secondo quanto riportato, Elon Musk avrebbe minacciato di non quotare SpaceX sul Nasdaq, ma piuttosto alla Borsa di New York (NYSE), qualora l'azione non fosse stata inserita con urgenza nell'indice Nasdaq 100. MSCI e FTSE hanno seguito l'esempio. Per paura che, in caso contrario, i loro indici risultino obsoleti e perdano quote di mercato.

Ogni cittadino svizzero investirà indirettamente in tre aziende operanti nel settore dell'IA ad alto rischio.

La conseguenza: molti ETF che replicano un indice di riferimento dovranno acquistare azioni di SpaceX, Anthropic e OpenAI. Questi fondi indicizzati sono presenti nei portafogli della maggior parte degli investitori privati, delle casse pensioni o dei terzi pilastri con una componente azionaria. In breve, quasi tutta la popolazione svizzera investirà indirettamente nelle tre aziende di IA ad alto rischio.

Chi trae davvero vantaggio dalle IPO

Dato che gli investitori in ETF sono praticamente costretti ad acquistare, questo fa salire i corsi azionari. Probabilmente non solo quando gli indici includeranno definitivamente le società, ma già prima, poiché questa domanda futura viene immediatamente incorporata nei prezzi. SpaceX, Anthropic e OpenAI dovrebbero quindi essere quotate a prezzi elevati fin dal primo giorno. Ed è proprio a questi prezzi che finiscono poi nel portafoglio della tua cassa pensioni.

L'IPO di SpaceX dovrebbe rendere Elon Musk il primo trilionario al mondo.
L'IPO di SpaceX dovrebbe rendere Elon Musk il primo trilionario al mondo.
Fonte: Shutterstock

I fondatori, i dipendenti e gli investitori privati che possiedono azioni già prima della quotazione in borsa le hanno acquistate, nella maggior parte dei casi, a prezzi notevolmente inferiori. Una volta scaduto il periodo di blocco, potranno vendere le loro azioni in borsa ai prezzi di mercato correnti e realizzare considerevoli profitti. Il denaro necessario proverrà dal grande pubblico, che acquisterà le azioni aggiuntive. Più gli insider vendono le loro azioni, maggiore diventa il flottante. Se la domanda non aumenta in modo proporzionale, i corsi azionari scendono.

Le offerte pubbliche iniziali (IPO) rappresentano un trasferimento di ricchezza dalla classe media all'élite tecnologica della Silicon Valley.

Nello scenario ottimistico, le aziende del settore dell'IA diventeranno a lungo termine così redditizie che i corsi azionari saliranno nonostante le vendite da parte di insider. Altrimenti ci ritroviamo tutti con azioni di SpaceX, Anthropic e OpenAI acquistate a caro prezzo, che improvvisamente valgono meno. O per dirla nel gergo di Reddit: gli insider incassano, i piccoli investitori restano col cerino in mano. Un trasferimento di ricchezza dalla classe media all'élite tecnologica della Silicon Valley. Non si tratta di allarmismo, ma del caso statisticamente più probabile: in media le IPO sono investimenti poco redditizi. Perché per ogni Google ci sono tre WeWorks.

Quanto è grave il problema?

Prima di vendere in preda al panico i tuoi ETF o di chiamare con ansia la tua cassa pensioni: in termini assoluti, il rischio finanziario immediato per il piccolo investitore medio è basso. Infatti, la maggior parte degli indici azionari non pondera le società in base alla loro capitalizzazione di mercato complessiva, bensì in base al free float (ricordi: la parte del capitale azionario effettivamente disponibile sulle borse pubbliche).

Questa distinzione è fondamentale. Nvidia, ad esempio, rappresenta ben il 5,5% dell'indice MSCI World. Se investi 100 000 franchi in un ETF corrispondente, acquisti azioni Nvidia per un valore di 5500 franchi. Infatti, il produttore di chip non solo ha un valore estremamente elevato (5,4 trilioni di dollari), ma è anche quasi interamente quotato in borsa (96%, ovvero 5,2 trilioni di dollari di azioni liberamente negoziabili).

Il capitale di free float iniziale stimato di SpaceX, Anthropic e OpenAI ammonta complessivamente a soli 195 miliardi di dollari: una frazione di quello di Nvidia e anche inferiore a quello di Roche, l'azienda svizzera con il maggior valore di mercato. Di conseguenza, la ponderazione nella maggior parte degli indici azionari risulterebbe molto bassa:

  • S&P 500: 0% (non incluso nell'indice)
  • MSCI World: 0,2%
  • FTSE All World: 0,2%

Un caso particolare è rappresentato dal Nasdaq 100. Per sua natura, l'indice comprende un numero inferiore di aziende e riflette quindi una capitalizzazione di mercato inferiore. In questo modo, i singoli valori hanno un peso maggiore. Inoltre, il gestore non solo sta modificando i propri criteri di ammissione, ma sta anche triplicando il peso attribuito alle «mega-IPO» con una quota free float ridotta (ovvero: SpaceX, Anthropic e OpenAI). In definitiva, le tre società specializzate nell'intelligenza artificiale potrebbero quindi rappresentare, fin dall'inizio, fino al 6,4% dell'indice. Chi investe in un ETF di questo tipo dovrebbe esserne consapevole.

Per la maggior parte delle persone, la risposta pragmatica alla domanda su cosa si dovrebbe fare è: niente.

Se invece tu o la tua cassa pensioni investite 100 000 franchi in ETF globali ampiamente diversificati, solo circa 200 franchi di tale importo andranno probabilmente ai nuovi giganti dell'IA. Tale quota potrebbe aumentare nel tempo, qualora le società crescessero o aumentassero la loro quota di azioni liberamente negoziabili. Ma questo è proprio nella natura di questi fondi indicizzati. La risposta pragmatica alla domanda su cosa si dovrebbe fare, quindi, per la maggior parte delle persone è: niente.

Disclaimer: l'autore detiene a titolo personale il Vanguard Total World Stock ETF, che replica l'indice FTSE Global All Cap. Quest'ultimo è tra i primi a essere interessato dalle tre IPO.

Immagine di copertina: Keystone / Joel Saget

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Le mie impronte digitali cambiano talmente spesso che il mio MacBook non le riconosce più. Il motivo? Se non sono seduto davanti a uno schermo o in piedi dietro a una telecamera, probabilmente mi trovo appeso a una parete di roccia mantenendomi con i polpastrelli. 


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