I tuoi dati. La tua scelta.

Se accetti solo i cookie necessari, raccogliamo informazioni sul tuo dispositivo e comportamento d'uso sul nostro sito web tramite cookie e tecnologie simili. Questi permettono, ad esempio, un login sicuro e funzioni di base come il carrello.

Se accetti tutti i cookie, ci permetti di utilizzare questi dati per mostrarti offerte personalizzate, migliorare il nostro negozio e visualizzare pubblicità mirata sul nostro e su altri siti web o app. A tal fine, determinati dati possono essere trasmessi anche a terze parti e partner pubblicitari.

Stephan Lamprecht
Opinione

Macchine potenti, pezzi minuscoli: questo set Lego mi lascia senza parole

Stephan Lamprecht
13/8/2026
Traduzione: Sanela Dragulovic

Lego aggiunge regolarmente novità al nostro assortimento. Molte mi entusiasmano, altre mi fanno aggrottare la fronte. Il set «Macchine potenti» (42233), mi fa più che altro arrabbiare.

A mio avviso, è del tutto legittimo che le aziende vogliano cavalcare l'onda del proprio successo e guadagnare molto. Che facciano pure. Ormai ci siamo abituati ai prezzi sempre più alti dei Lego.

I set «Macchine potenti» superano, però, ogni limite.

Una scatola, otto possibilità e una delusione annunciata

Il numero Lego 42233 non è un set singolo. Molto meglio! Ogni confezione contiene uno degli otto modelli a sorpresa. È quello che si vede sulla confezione. A quanto pare, durante lo sviluppo del prodotto, il reparto marketing di Lego si è lasciato ispirare dal film «Forrest Gump»: «La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita».

Ovviamente le scatole non rivelano quale macchina si trova al loro interno. Così nonni, genitori e parenti possono acquistare lo stesso prodotto più volte.

Fantastico.

E i bambini saranno felicissimi di ricevere sempre lo stesso giocattolo.

Collezionarli è divertente, no? E poi, cosa saranno mai cinque euro (o franchi)?

Ma stiamo scherzando?

Dalla scatola saltano fuori la bellezza di 44 pezzi, sempre che non li abbia contati male. Di che pezzi si tratta? Per lo più i classici connettori a innesto tipici della linea Technic. Non c'è nessun elemento di dimensioni maggiori. Neanche uno.

Non sembra divertentissimo? Curato nei minimi dettagli.
Non sembra divertentissimo? Curato nei minimi dettagli.

E i set sono tutti così. Li ho provati al tuo posto. Ordinare online non era un'opzione, perché volevo assicurarmi di trovare modelli diversi. Ho potuto scegliere le confezioni direttamente dal magazzino di un gentile rivenditore della zona.

I set si distinguono grazie a un codice aggiuntivo riportato sulla confezione. Lego manderebbe in tilt la propria logistica se le confezioni fossero identiche al 100 percento. I fan più esperti lo sanno, ovviamente. I bambini no.

Con un prezzo di dieci centesimi per pezzo, Lego rimane fedele alla propria linea. Per i quaranta euro spesi posso anche chiudere un occhio: in fondo, si tratta di «Macchine potenti».

Un successo assicurato

Il pubblico di riferimento è costituito da bambini a partire dai sette anni. Per un test, sono decisamente fuori target. Ma visto che mi interessa capire quanto sia davvero divertente giocare con questo set, mi serve una persona che lo provi e mi dica fino a che punto è possibile immergersi nel mondo Technic.

Non avendo trovato una bambina o un bambino di sette anni, ho affidato il test al figlio undicenne di un'amica. Forse non è del tutto fair, visto che è già più grande. Inoltre, il mio giovane tester aveva anche esperienza con alcuni set Lego. Infatti, dopo appena quattro minuti aveva già completato la prima macchina. Che si è rivelata piccola e per niente così potente.

Lego presenta la sua macchina «potente». Wow.
Lego presenta la sua macchina «potente». Wow.

Ogni singolo pezzo svolge esattamente una funzione. E questo è tutto. Forse sono un po' troppo minimaliste, queste potenti macchine.

Cito semplicemente il mio giovane tester: «Che robaccia».

Se si è fortunati con gli acquisti, si spendono «solo» 40 euro. Ho aggiunto la minifigura per dare un'idea delle dimensioni.
Se si è fortunati con gli acquisti, si spendono «solo» 40 euro. Ho aggiunto la minifigura per dare un'idea delle dimensioni.

A quanto pare, Lego aveva già intuito che il divertimento a lungo termine potrebbe essere piuttosto limitato anche per i bambini di sette anni. Per questo motivo c'è un'altra sorpresa! Ogni modello viene fornito con una carta da collezione. E non è solo un elemento decorativo con la sua strada stampata sopra. In fondo, chi acquista il set deve pur ricevere qualcosa in cambio per i propri soldi. Tramite un codice QR presente nelle istruzioni di montaggio, Lego fa comparire sullo schermo tre pagine A4 con le regole del gioco. Ci vuole più tempo a leggere le istruzioni che a costruire le figure.

Le carte da collezione formano il tabellone per un gioco aggiuntivo.
Le carte da collezione formano il tabellone per un gioco aggiuntivo.

Per poter giocare sono necessarie almeno tre carte con le macchine corrispondenti. (Adesso immagina il suono della cassa e le risatine del reparto marketing di Lego).

Mi chiedo a questo punto quando sia stata l'ultima volta che quelli della Lego abbiano osservato dei bambini dai sette anni in su. Per i bambini più piccoli, il «gioco del cantiere», in cui si dispongono le carte, potrebbe risultare interessante per un breve momento.

Magari per due o tre partite.

Un passo falso da parte di Lego? Oppure un messaggio piuttosto chiaro: all'azienda non importa più della clientela, perché i fan, in senso letterale, comprano di tutto?

Immagine di copertina: Stephan Lamprecht

A 155 persone piace questo articolo


User Avatar
User Avatar

Da Amburgo, topo di biblioteca, appassionato di hockey su ghiaccio. Papà e nonno. Mai stanco di armeggiare con la sua smart home. Interessato al fai da te, all'outdoor, alla moda e alla cosmetica.


Opinione

Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.

Visualizza tutti

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Visualizza tutti

Potrebbero interessarti anche questi articoli

72 commenti

Avatar
later