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Siri Schubert
Guida

5 scarpe da running che sfidano il trend maxi

Siri Schubert
19/8/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli
Immagini: Siri Schubert

Basta guardare i piedi di chi corre per capire che dominano le scarpe da running con un'ammortizzazione generosa. Ma non tutti amano tanta imbottitura sotto i piedi. Ecco quindi cinque modelli con una suola più minimalista.

«Mi piacerebbe tornare ad avere delle scarpe da running che non sembrino due barche in polistirolo ai piedi», ha scritto recentemente un lettore in un commento. Detto fatto. Qui ti presento alcune alternative, dai modelli minimalisti a quelli leggermente ammortizzati.

Less is more: perché spesso è davvero così

Come tante altre tendenze, anche quella delle scarpe super ammortizzate, dotate di schiuma morbida e reattiva, arriva dallo sport agonistico. Abbinate a una piastra in carbonio, offrono vantaggi significativi nelle gare. Anche nelle corse su distanze superiori alla maratona, le scarpe con suole molto spesse sono ormai quasi la norma. Merito anche dei modelli pionieristici del produttore Hoka.

Nonostante – o forse proprio a causa della – loro popolarità, le scarpe molto ammortizzate suscitano accese discussioni. C'è chi le ama e chi le odia. Non è invece ancora stata data una risposta definitiva alla domanda se un determinato tipo di scarpa possa prevenire meglio gli infortuni. Esistono tuttavia ipotesi secondo cui una suola alta 50 millimetri possa influire sullo stile di corsa e ridurre la stabilità dell'anca.

Per questo molte persone che praticano running possiedono diverse paia di scarpe da alternare, seguendo la cosiddetta rotazione. In questo modo, muscoli, legamenti e tendini del piede vengono sollecitati e rafforzati in maniera diversa, il che, secondo questo studio, può ridurre il rischio di infortuni.

Io stessa corro occasionalmente con scarpe barefoot o con modelli dall'ammortizzazione minima, ma sulle distanze più lunghe apprezzo una maggiore ammortizzazione. Se vuoi provarci anche tu, ti consiglio di abituarti gradualmente alle scarpe con suola minimalista per evitare infortuni da sovraccarico. Meglio iniziare con pochi minuti, altrimenti il tendine d'Achille e il tallone potrebbero risentirne.

Xero Mesa Trail 2

Questa scarpa mi accompagna ormai da diversi anni. Mi piacciono il profilo della suola e la calzata.

Le fasce di tensione collegate ai lacci, che mantengono il mesopiede in posizione, sono un dettaglio davvero ben studiato. Nonostante l'ampia toe box, il piede rimane ben saldo. Mi convincono anche la suola e la robustezza della scarpa.

Suola sottile, ma tanto grip.
Suola sottile, ma tanto grip.

Se vuoi saperne di più sulle sensazioni durante la corsa e sulla mia esperienza con questa scarpa, leggi il seguente articolo:

Merrell Vapor Glove 6 o 7

Il mio collega Kevin Hofer adora le Vapor Glove 6 LTR di Merrell. Ne apprezza il peso contenuto, la durata e la sensazione molto simile a quella della corsa a piedi nudi.

Nel frattempo, le Vapor Glove sono arrivate alla settima edizione. Questa versione potrebbe fare al caso tuo se cerchi una scarpa adatta sia alla vita di tutti i giorni sia alla corsa. A differenza delle Vapor Glove 6 LTR, la tomaia non è in pelle, bensì in tessuto traspirante.

Vibram V-Run

Da quando, circa 15 anni fa, ho visto per la prima volta delle scarpe barefoot, le Vibram FiveFingers mi accompagnano ripetutamente. Le indosso nella vita quotidiana, per correre, negli sport acquatici e durante le escursioni. Al loro interno, le dita dei piedi possono allargarsi liberamente.

Queste scarpe hanno accumulato parecchi chilometri sotto le suole.
Queste scarpe hanno accumulato parecchi chilometri sotto le suole.

Mi hanno accompagnata persino sui sentieri del Pilatus, la montagna simbolo di Lucerna. Ne apprezzo la sensazione naturale e la buona aderenza della suola. Solo sui sentieri di ghiaia fine mi danno fastidio i sassolini che si infilano tra le dita.

Ti consiglio di acquistare queste scarpe a cinque dita di una taglia in più del solito, perché calzano piccole.

Topo Athletic ST-6

Da qui in poi aumenta un po' l'ammortizzazione. Le scarpe minimaliste, infatti, non sono ideali per tutti. Soprattutto se tendi a soffrire di problemi ai tendini o hai bisogno di plantari per correre, le scarpe barefoot potrebbero risultare troppo sottili e rigide.

Il marchio Topo Athletic punta su una sensazione di corsa naturale: la toe box è ampia e, in molti modelli, tallone e avampiede si trovano alla stessa altezza, con un drop pari a zero. È così anche per le ST-6.

La scarpa ha una suola alta 14 millimetri, realizzata in una leggera schiuma a base di EVA. Pesa meno di 200 grammi ed è quindi estremamente leggera. Anche in questo caso non la userei per allenamenti lunghi. È però un'ottima soluzione per variare gli stimoli durante l'allenamento e mantenere una buona sensibilità del terreno.

Altra Escalante 5

Il marchio Altra è noto per le sue scarpe che favoriscono una sensazione di corsa naturale. I modelli hanno un'ampia toe box e un drop ridotto o pari a zero. Per me rappresentano un gradino in più rispetto alle scarpe barefoot: offrono maggiore ammortizzazione, pur restando ben lontane dai modelli estremamente imbottiti. Ho già parlato delle Lone Peak 7 in questo articolo:

Con i suoi 24 millimetri, la suola delle Escalante 5 ha quasi la stessa altezza di quella delle Lone Peak 7. Anche in questo caso troviamo un'ampia toe box e un drop pari a zero. A differenza delle Lone Peak 7, però, le Escalante sono pensate per la corsa su strada e presentano alcuni miglioramenti rispetto al modello precedente, le Escalante 4.

Se hai l'abitudine di usare scarpe con poco drop o drop pari a zero, con le Altra Escalante – come con le Lone Peak 7 – puoi affrontare anche distanze più lunghe. Personalmente, però, non andrei oltre la mezza maratona. Per distanze maggiori preferisco più ammortizzazione, ma si tratta in parte di una questione soggettiva. In ogni caso, le Escalante offrono maggiore protezione rispetto alle scarpe barefoot, pur mantenendo una sensazione di corsa naturale grazie alla loro struttura e all'ampia toe box.

Immagine di copertina: Siri Schubert

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Ricercatrice subacquea, guida outdoor e istruttrice di SUP. Anche se non sono ancora un'esperta dell'acqua, perché ho ancora molto da scoprire e imparare, laghi, fiumi e mari sono i miei campi da gioco. Mi piace anche cambiare prospettiva e guardare il mondo dall'alto, facendo del trail running e facendo volare droni. 


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