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Test del prodotto

Chi ha bisogno di Lego? Il PC di mattoncini Pantasy sprigiona tutto il fascino degli anni '90

Philipp Rüegg
11/9/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli
Immagini: Philipp Rüegg

Era da tempo che volevo scoprire quanto fossero valide le alternative a Lego. Con il «Retro 90s PC» di Pantasy ho trovato il progetto perfetto.

Le continue cause legali di Lego, i suoi prezzi elevati e una qualità non sempre impeccabile sono ormai da tempo una spina nel fianco per me. Eppure sono sempre rimasto fedele ai mattoncini danesi. Soprattutto quando si tratta di collaborazioni con altri marchi, Lego rimane imbattibile. Se proponesse un PC 486 originale di Compaq, IBM o Siemens Nixdorf, probabilmente cederei di nuovo alla tentazione. Invece mi sono imbattuto in una promettente riproduzione di Pantasy.

Pantasy fa parte del crescente numero di alternative a Lego. L'azienda cinese propone set originali e ricchi di dettagli, dai Peanuts a Kung Fu Panda fino a Garfield. Particolare attenzione è dedicata alla Retro Collection, di cui fa parte anche il «Retro 90s PC». Un sogno per uno come me, cresciuto proprio in quegli anni. Vediamo se questa reinterpretazione cinese del nostro primo PC di famiglia riuscirà a regalarmi la stessa gioia dell'originale 35 anni fa.

Una miriade di sacchetti e un bel manuale corposo.
Una miriade di sacchetti e un bel manuale corposo.

Come una volta, ma senza mani insanguinate

Purtroppo, non c'è un tutorial video interattivo come quelli disponibili per molti set Lego. In compenso, nella confezione trovo un corposo manuale che, in 147 pagine, mi spiega passo dopo passo cosa fare. I sacchetti con i pezzi sono numerati da 1 a 9. La maggior parte si apre facilmente a mano, mentre per alcuni ho bisogno delle forbici.

Per prima cosa assemblo il case del PC. I pezzi necessari per ogni passaggio sono indicati in un riquadro blu. Sotto, un contorno rosso mi mostra dove inserirli. Dato che i PC, soprattutto negli anni '90, erano anonimi scatoloni grigio-biancastri, l'inizio è un po' monotono, almeno dal punto di vista cromatico. La maggior parte dei pezzi è nera, grigia o bianca. Ma quelli erano tempi in cui l'illuminazione RGB si trovava solo in discoteca.

La scelta dei colori è inevitabilmente un po' monotona.
La scelta dei colori è inevitabilmente un po' monotona.

Una cosa che questo set di mattoncini fortunatamente non riproduce sono mani e dita insanguinate. Nessuna persona sana di mente osava avventurarsi tra quei case metallici affilati come rasoi senza avere a portata di mano un kit di pronto soccorso.

Ordine diverso da Lego, stesso problema con i colori

Nonostante le istruzioni siano chiare, commetto il primo errore con il pannello che ospita i pulsanti di accensione e reset. Non ho seguito l'ordine giusto. Il motivo? È diverso da quello a cui sono abituato con Lego. Quando su una pagina ci sono più passaggi disposti uno sopra e accanto all'altro, per abitudine parto in alto a sinistra e poi proseguo in basso a sinistra. Lego fa così. Con Pantasy, invece, l'ordine è: in alto a sinistra, in alto a destra, in basso a sinistra e infine in basso a destra. Un dettaglio, certo, ma ci casco ancora un paio di volte prima che il mio cervello si abitui.

Lego (a sinistra) segue un ordine diverso da Pantasy (a destra).
Lego (a sinistra) segue un ordine diverso da Pantasy (a destra).

Proprio come con Lego, anche qui ci sono tonalità di grigio che faccio fatica a distinguere. Dato che nelle istruzioni i colori non sembrano mai uguali a quelli reali, spesso devo andare a intuito. Questo è grigio chiaro o grigio scuro? Di solito procedo per esclusione.

Dopo il case, passo ai componenti. Mentre assemblo la scheda madre, mi tornano in mente i tempi del mio apprendistato come operatore in automazione. All'ABB saldavo diligentemente transistor, condensatori e resistenze. Non che mi sia rimasto qualcosa di particolarmente utile di quel periodo. Per fortuna, qui basta un clic per montare i componenti, anche se non mi sarebbe dispiaciuto riprendere in mano un saldatore. Al solo pensiero, mi sembra quasi di sentire di nuovo l'odore dello stagno fuso.

Una volta chiuso il case, la scheda non si vede più, ma almeno durante il montaggio entra in gioco qualche colore in più.
Una volta chiuso il case, la scheda non si vede più, ma almeno durante il montaggio entra in gioco qualche colore in più.

Una volta chiuso il case, della scheda madre non vedo più nulla. Ma so che è lì dentro, ed è questo che conta. In ogni caso, con un semplice gesto posso rimuovere una parete laterale o il coperchio per ammirare il mio lavoro.

Un adesivo proprio nel posto peggiore

Proprio come il mio maestro di tirocinio criticava le mie saldature non proprio perfette, anch'io potrei mettermi a fare il pignolo con Pantasy. Su alcuni pezzi sono visibili sottili linee dovute al processo di produzione. Ma non danno fastidio.

In alcuni punti sono visibili tracce del processo di produzione
In alcuni punti sono visibili tracce del processo di produzione

In compenso, la maggior parte degli elementi grafici è stampata direttamente sui mattoncini. Lego ricorre spesso agli adesivi, una scelta che viene frequentemente criticata. Purtroppo Pantasy decide di usarne uno proprio nel punto in cui dà più fastidio. Lo slot del lettore floppy è estremamente stretto. Dato che devo riposizionare una volta l'adesivo sul floppy disk, un angolo rimane leggermente sollevato. Basta questo perché, inserendo il floppy, l'adesivo faccia attrito. Dopo qualche utilizzo ha già un aspetto malconcio.

Il mio floppy disk ha già un'aria malconcia dopo essere stato inserito appena due volte.
Il mio floppy disk ha già un'aria malconcia dopo essere stato inserito appena due volte.

Il lettore CD è fatto meglio. Il CD è un semplice dischetto di plastica liscio. Premendo un pulsante posso far uscire il carrello del lettore quando voglio dare un'occhiata al CD.

Anche per lo schermo Pantasy utilizza un adesivo con lo sfondo di Windows. Qui, però, l'elemento è sorprendentemente spesso. Al centro c'è una finestra con il mitico «Minesweeper». Al suo interno si trova un elemento rotante composto da mattoncini: da un lato vedo un campo di gioco vuoto, dall'altro i numeri scoperti. Anche questo elemento richiede un secondo adesivo. Devo posizionarlo con precisione, altrimenti la parte rotante si incastra con lo sfondo.

Lo schermo integra un «Minesweeper» interattivo.
Lo schermo integra un «Minesweeper» interattivo.

Come se non bastasse, monto il pezzo nel modo sbagliato e inizialmente rimane storto. Devo quindi riaprire lo schermo, cosa che mi fa sentire ancora di più come se stessi davvero smanettando con un PC.

Poi aggancio il monitor al case del PC. Proprio come un vero monitor, posso ruotarlo. Trovo un po' un peccato dover rimuovere la parte superiore del monitor ogni volta che voglio inserire uno dei due sfondi alternativi. Avrei preferito una sottile fessura in cui farli scorrere.

Oltre allo sfondo adesivo, ce ne sono altri due opzionali che posso inserire.
Oltre allo sfondo adesivo, ce ne sono altri due opzionali che posso inserire.

Per finire tocca alle periferiche. La tastiera è disponibile solo nel layout al 100%. Kevin, snob delle tastiere, storcerebbe il naso disgustato. A me dà più fastidio il fatto che non poggi perfettamente in piano. Anche il mouse è molto carino e, proprio come si addice all'epoca, ha un cavo decisamente troppo corto che collego sul retro del PC. Trovo un po' deludente che gli manchi la pallina da ripulire regolarmente dalla polvere. Era una delle cose più soddisfacenti dell'epoca. D'altra parte, forse dovrei cominciare a spolverare quello che ho già in ufficio prima di desiderare nuovi oggetti acchiappapolvere.

Ciao topolino!
Ciao topolino!

In breve

Un viaggio nostalgico ben riuscito

Non deve essere sempre Lego. Lo sapevo già prima, ma ora posso confermarlo di persona: con il Retro 90s PC, Pantasy propone un piccolo concentrato di nostalgia dal design davvero riuscito. Le istruzioni sono chiare, i mattoncini ben realizzati e molti elementi grafici sono stampati direttamente sui pezzi. Peccato che abbiano deciso di risparmiare proprio nel punto meno indicato, utilizzando per il floppy disk un adesivo che si rovina rapidamente.

Per il resto, non mancano piccole chicche interattive come «Minesweeper», il lettore CD o gli sfondi intercambiabili. Se, come me, ricordi ancora quei vecchi scatoloni grigio-biancastri della tua infanzia, Pantasy ti regala un bel tuffo nel passato. E la cosa migliore è che, se con il tempo il PC dovesse ingiallire come il mio R2-D2 di Lego, non sarebbe neanche un problema. Anzi, sembrerebbe ancora più autentico.

Pro

  • Splendida riproduzione di un PC anni '90
  • Diverse chicche interattive
  • Molti elementi stampati direttamente sui pezzi

Contro

  • L'adesivo del floppy disk si stacca
  • Piccoli difetti estetici, come la tastiera che non poggia perfettamente in piano

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Da bambino non mi era permesso avere console. Solo con il PC di famiglia, un 486, mi si è aperto il magico mondo dei videogiochi. Oggi di conseguenza compenso in modo esagerato. Solo la mancanza di tempo e denaro mi impedisce di provare ogni gioco esistente e di riempire la mia libreria con rare console retrò. 


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