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Anika Schulz
Retroscena

Dr. Martens: 4 paia di stivali, 4 storie da raccontare

Anika Schulz
20/1/2026
Traduzione: Alessandra Ruggieri De Micheli

Altro che vecchie da buttar via... Anche se usate, le Doc sono un pezzo di storia e raccontano un'intera vita.

Le Doc non sono un semplice paio di scarpe. No, sono vere e proprie compagne di vita: mi sono state accanto nei momenti più tristi e più felici. Ovviamente, all'inizio è sempre un po' difficile. Bisogna farle ammorbidire e può essere doloroso. Ma poi sono tue! A un certo punto calzano a pennello e sono pronte a vivere mille emozioni insieme a te. Come le storie descritte qui di seguito, perché anche nella redazione di Galaxus c'è chi ha la passione per le Doc.

Florian: in giro per Budapest in calze

Le mie Doc Chelsea Boot hanno dieci anni di vita e sembrano quasi le scarpe da calcio di Ronaldo alla fine della stagione: logore, sporche, bucate. Le ho comprate a Budapest – era un'emergenza: la mia scarpa destra si era impigliata nei denti di una scala mobile. Era rimasta incastrata al punto da dover premere il tasto di arresto e quando l'ho tirata fuori la suola si è staccata. Un dramma. Mi sono ritrovato nella metropolitana di Budapest senza scarpe.

Andranno in pensione a marzo: le mie Doc hanno (quasi) undici anni.
Andranno in pensione a marzo: le mie Doc hanno (quasi) undici anni.
Fonte: Florian Bodoky

È iniziato tutto così, girovagando per Budapest con dei calzini ai piedi, finché non ho comprato delle scarpe nuove nel primo negozio che ho trovato: quello di Dr. Martens in piazza Kristóf. Poi sono entrato nell'Hotel Corinthia, un albergo a cinque stelle, per un evento di lancio, in piena tenuta da festival – ero appena stato a un Open Air. Per via della scarpa impigliata, non avevo più fatto a tempo a passare da mio zio per cambiarmi. La mia prima comparsa ufficiale con le Doc: Business as Punk.

Dopo un inizio di lusso, hanno affrontato per anni neve, fango, pozzanghere di birra e stadi di calcio. Il calzolaio Fulginiti di Winterthur le ha già rattoppate due volte. Ora stanno vivendo il loro ultimo inverno. Quando se ne andranno, si chiuderà un capitolo. Una storia con molte turbolenze, notti scatenate, ma sempre con i piedi per terra.

Michelle: molte prime volte a Londra

Londra è stata la mia prima vacanza che ho prenotato personalmente quando avevo 18 anni. E dove trovare una tale selezione di Dr. Martens se non nella capitale della Gran Bretagna? Mi sono innamorata di un paio di Doc bordeaux con i fiori stampati all'interno. Il modello: Dr. Martens 1914 Triumph Aimilita. Possono essere ripiegate verso il basso per rendere visibile l'interno con i fiori. Due stili in uno, insomma. Meravigliose.

Queste Doc sono state amore a prima vista.
Queste Doc sono state amore a prima vista.
Fonte: Etsy

Peccato solo che le ho indossate per la prima volta proprio quel giorno a Londra, quando ci siamo completamente perse nei pressi di Piccadilly Circus. Senza Google Maps, ma con spesse vesciche ai piedi, siamo riuscite a tornare al nostro appartamento qualche ora dopo. Almeno in quel modo le avevo rodate e da allora le ho indossate diligentemente in tutti i festival e in caso di pioggia. Ma poiché sono estremamente pigra, dopo qualche anno ho deciso di sostituirle con delle scarpe dotate di cerniera.

Quando ho trovato il modello su Etsy per questo post, mi sono un po' pentita di non averle più. Con queste Doc ai piedi, mi sono goduta dei gran bei concerti, ho ballato nelle pozzanghere e sono sopravvissuta alla mia prima vacanza. Grazie, mie care!

Stephan: amore dolente al primo sguardo

È stata tutta colpa di Kiki. La mia migliore amica Charlotte mi ha trascinato in un negozio di scarpe nel centro di St. Pauli ad Amburgo. Ed eccole lì: un paio di Doc nere con i lacci. Il mio essere quindicenne in tenuta militare non poteva desiderare di meglio. (Ebbene sì, era quello il mio stile all'epoca, negli anni '80. Non avevamo nulla.)

Ma il prezzo era tutt'altro che incoraggiante, considerata la mia paghetta mensile. Sette mesi dopo, finalmente le avevo ai piedi, le mie classiche Doc. Nere e dolenti. Avevo vesciche a non finire, ma le sopportavo con orgoglio.

Le successore delle mie prime Doc. Le amo allo stesso modo, ma le tratto meglio.
Le successore delle mie prime Doc. Le amo allo stesso modo, ma le tratto meglio.
Fonte: Stephan Lamprecht

Negli anni a seguire non ho mai smesso di indossarle. Hanno visto cose che preferiresti non sapere. Ballare tutta la notte nella discoteca «Front», un appuntamento segreto sotto l'orologio universale di Alexanderplatz nell'allora Berlino Est, i prati pieni di fango dei festival.

Me le ha portate via un incendio inizialmente scoppiato nell'appartamento dei vicini di casa e poi estesosi nel mio.

Un nuovo paio è nella scarpiera di casa da circa cinque anni. Ma queste sono «solo» scarpe per me, non un'estensione della mia personalità. E siccome la mia collega stenta a credere che abbiano già cinque anni, le svelo il segreto: devi strofinarle almeno (!) una volta all'anno, meglio più spesso, con del grasso per cuoio incolore, lasciare agire e lucidare. In questo modo il cuoio rimane bello ed elastico.

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Anika: ritorno alle origini

Quando ho acquistato il mio paio di Doc Pascal 1460 Mono, mi sono sentita a casa. Era dagli esami di maturità che non indossavo più le Doc. Perché erano troppo poco eleganti, troppo tozze, troppo poco portabili sul posto di lavoro. O almeno così pensavo, ai tempi. Che stupida. Per fortuna, invecchiando, ho iniziato a infischiarmi delle regole della moda. Sempre più spesso le mie dita si sono messe a digitare «Dr. Martens nere» nel campo di ricerca del mio negozio online preferito. Che dire, le Doc mi hanno accompagnata per moltissimi anni.

Hanno affrontato un trasloco rocambolesco da Monaco ad Amburgo, un divorzio (costoso), una vacanza a Maiorca, diversi viaggi nel tempestoso Mare del Nord, molti inverni freddi e umidi e infinite passeggiate. Le Doc mi hanno anche riportata alle mie radici. Sono sempre stata una ragazza grunge anni '90. Anche se ora faccio meno spesso headbanging in squallidi pub sotterranei, ho pur sempre quel senso di indipendenza. E le Dr. Martens sono l'epitome della ribellione.

A proposito, ne ho appena comprato un paio nuovo – no, non quelle in gomma. Ovviamente, non butterò mai via le mie «vecchie» 1460.

A sinistra le vecchie e a destra le nuove Doc. Adoro la zip.
A sinistra le vecchie e a destra le nuove Doc. Adoro la zip.
Fonte: Anika Schulz

E tu, che storie hai vissuto con le tue Dr. Martens? Raccontacelo nei commenti.

Immagine di copertina: Anika Schulz

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Da bambina ho socializzato con Mario Kart su SNES prima di diplomarmi e catapultarmi nel mondo del giornalismo. In qualità di team leader da Galaxus, sono responsabile delle novità. Trekkie e ingegnere.


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Curiosità dal mondo dei prodotti, uno sguardo dietro le quinte dei produttori e ritratti di persone interessanti.

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