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Test del prodotto

DxO PhotoLab 9 alla prova: il convertitore RAW senza abbonamento

David Lee
22/5/2026
Traduzione: Rebecca Vassella
Immagini: David Lee

Se in DxO fosse tutto all'altezza della riduzione del rumore, la scelta di acquisto sarebbe semplice. Purtroppo, devi valutare cosa è più importante per te.

Insieme a Capture One, DxO PhotoLab è uno dei concorrenti più rinomati di Adobe Lightroom, ma è anche tra i più costosi. Infatti, DxO chiede 260 franchi o 240 euro per il suo convertitore RAW. Chi ha la versione 7 o 8 può effettuare l'upgrade all'attuale PhotoLab 9 a metà prezzo. A differenza di Capture One, qui non esiste una versione con abbonamento.

Puoi provare PhotoLab gratuitamente per 30 giorni, che consiglio di fare prima dell'acquisto. Così puoi testare le funzioni più importanti per te.

Funzionamento e interfaccia

Come molti convertitori RAW, il software è suddiviso in una sezione di gestione e una di elaborazione. Da entrambe puoi esportare le immagini. In entrambe è disponibile una visualizzazione comparativa con numerose opzioni: affiancata, divisa in due parti, sia in orizzontale che in verticale. Nella sezione di gestione puoi impostare una foto come immagine di riferimento e confrontarla con altre foto.

Puoi impostare un'immagine di riferimento a scopo di confronto.
Puoi impostare un'immagine di riferimento a scopo di confronto.

Allo stesso modo, puoi visualizzare contemporaneamente le miniature e un'immagine ingrandita, senza dover passare da una visualizzazione all'altra. Nella sezione di gestione puoi visualizzare più o meno miniature semplicemente trascinando verso l'alto l'area corrispondente. Fino ad arrivare a non avere nemmeno una miniatura o una singola immagine. Il browser delle immagini può anche essere visualizzato in una finestra separata.

Nel complesso, l'interfaccia mi piace molto ed è anche facile da capire. Una bella chicca è la visualizzazione dei dati EXIF più importanti sotto forma di simboli, proprio come sul display di una fotocamera.

Mi piace la visualizzazione dei dati EXIF.
Mi piace la visualizzazione dei dati EXIF.

DxO non offre la stessa libertà di personalizzazione di Capture One. Puoi modificare il colore di sfondo solo per l'area della singola immagine; il resto rimane sempre grigio scuro. La struttura di base dell'interfaccia non può essere modificata e anche le scorciatoie da tastiera rimangono invariate.

Gestione delle immagini senza cataloghi, ma con un problema

La gestione delle immagini in DxO PhotoLab è nel complesso buona. Offre tutte le funzioni standard, come le valutazioni a stelle, accettare e rifiutare, le parole chiave o le copie virtuali.

PhotoLab, tuttavia, non prevede l'uso dei cataloghi. Le immagini vengono gestite nella struttura fisica delle cartelle. In un progetto puoi raggruppare foto provenienti da qualsiasi cartella: si tratta, quindi, di una sorta di cartella virtuale. Non esiste nulla di simile alle raccolte intelligenti di Lightroom – cartelle virtuali che si riempiono automaticamente in base a determinati criteri.

Se non utilizzi i cataloghi, non è strettamente necessaria una funzione di importazione, ma sarebbe bello averne una. Quindi devo copiare manualmente le foto dalla scheda di memoria utilizzando Windows Explorer o il Finder. Scegliere quelle giuste però, è molto più difficile. C'è chi crea una cartella sulla scheda per ogni progetto. Per me è troppo stupido. Non voglio gestire i miei file con la fotocamera: secondo me, questo è compito di un convertitore RAW.

PhotoLab non visualizza le immagini presenti nelle sottodirectory. Per me questo è il principale punto debole della gestione, poiché limita notevolmente l'utilità dei filtri. Le mie foto non sono tutte in una sola cartella, ma sono organizzate gerarchicamente. Ad esempio, non posso filtrare tutte le immagini con cinque stelle dal mio archivio.

Non fare il finto tonto.
Non fare il finto tonto.

Per fortuna, la ricerca non si limita alla cartella attualmente selezionata, ma si estende sempre all'intero archivio. Anche in questo caso, però, sarebbe meglio utilizzare la cartella selezionata con tutte le sottocartelle in modo da poter definire io stesso l'area di ricerca.

Per visualizzare rapidamente le immagini, PhotoLab crea una cache di cui puoi impostare tu stesso le dimensioni. Da me la gestione funziona alla grande. Il software salva le modifiche in un database centrale e, se voglio, anche in un file di accompagnamento.

Dalla sezione di gestione puoi applicare i preset, nonché copiare e incollare le impostazioni. Non uso quasi mai i preset, ma mi sembrano utili perché non sono né eccessivi né troppo appariscenti. Nella sezione di modifica puoi anche creare i tuoi preset personalizzati. Non esiste un sistema di ottimizzazione delle immagini completamente automatico che possa essere applicato direttamente dalla libreria.

Elaborazione: completa e ben strutturata

Per quanto riguarda l'elaborazione, come per tutti i convertitori RAW, non ho testato sistematicamente tutte le opzioni. Mi sono fatto un'idea generale delle funzioni e ne ho esaminate alcune più nel dettaglio.

Ci sono tutte le funzioni essenziali: non mi manca proprio nulla. Che io sappia, DxO è stato il primo produttore a offrire correzioni dell'obiettivo automatiche tramite profili, più di vent'anni fa. Oggi è più o meno la norma, ma ci sono ancora convertitori RAW che non sono in grado di farlo, come ad esempio Photomator. DxO offre profili per un numero molto ampio di obiettivi. Se non è disponibile alcun profilo, puoi anche effettuare una correzione manuale dell'obiettivo.

Per la correzione del tono sono disponibili tre controlli. Smart Lighting illumina automaticamente le zone d'ombra e attenua le luci. Il calcolo viene effettuato sulla base dell'immagine intera o di un'area selezionabile a piacere. La correzione non avviene tramite un clic, bensì un cursore.

Inoltre, grazie a quattro cursori dedicati alle diverse gamme di luminosità, puoi anche effettuare una correzione manuale dei toni. Anche piccole modifiche hanno effetti notevoli, quindi devi maneggiare i cursori con molta cautela. Ci vuole un po' per abituarsi, perché è molto facile esagerare.

La correzione del tono è efficace, ma è piuttosto approssimativa.
La correzione del tono è efficace, ma è piuttosto approssimativa.

Il terzo modo per correggere i livelli di grigio è la curva di gradazione, in cui puoi impostare anche un valore gamma. I tre metodi funzionano indipendentemente l'uno dall'altro e possono essere combinati tra loro.

Oltre al regolatore del contrasto, c'è anche il «micro-contrasto», che è simile alla funzione «Chiarezza» di Lightroom. La correzione del colore funziona in modo molto simile a Lightroom.

DxO Clear View Plus corrisponde all'incirca alla funzione «Rimozione foschia» di Lightroom. Questa funzione mette in risalto le parti del paesaggio offuscate dalla foschia. A differenza di Lightroom, però, esalta anche gli elementi in primo piano, risultando poco naturale. Nell'esempio riportato di seguito, vorrei mettere in risalto le montagne in lontananza, senza però far risaltare l'erba in primo piano.

Il riconoscimento dei motivi per le correzioni locali è deludente

Per casi come questi esistono le correzioni locali. Seleziono il cielo e le colline sbiadite e applico il cursore della chiarezza solo a queste parti. Ma è proprio qui che emerge uno dei principali punti deboli rispetto a Lightroom: selezionare correttamente le parti è decisamente più laborioso e difficile.

Il cielo è l'unico elemento del paesaggio che PhotoLab è in grado di riconoscere automaticamente. Nell'esempio molto semplice riportato sopra, funziona. Nell'immagine di prova complessa che utilizzo per tutti i convertitori RAW, non funziona affatto. Anche in numerosi altri tentativi la selezione si rivela errata.

Selezione incompleta ed errata: DxO PhotoLab identifica solo le parti colorate in rosso come cielo.
Selezione incompleta ed errata: DxO PhotoLab identifica solo le parti colorate in rosso come cielo.

Per le correzioni locali sono disponibili diversi strumenti, come i filtri sfumatura o le maschere di luminanza. È disponibile anche un pennello automatico che segue i contorni. In un certo senso riesci comunque a ottenere qualcosa, ma ci vuole molto più tempo che con il riconoscimento automatico del paesaggio e il risultato è spesso meno preciso.

In molti casi, PhotoLab è in grado di separare perfettamente il soggetto dallo sfondo. Anche nell'immagine di prova il software ha riconosciuto correttamente la persona. Non ha però riconosciuto i capelli e, a differenza di Lightroom e Capture One, per le altre parti del viso non esiste alcuna funzione.

Il software rileva i contorni della persona e crea automaticamente una maschera.
Il software rileva i contorni della persona e crea automaticamente una maschera.
Lightroom e Capture One (immagine) offrono però funzionalità aggiuntive: sono in grado di riconoscere anche le parti del viso.
Lightroom e Capture One (immagine) offrono però funzionalità aggiuntive: sono in grado di riconoscere anche le parti del viso.

Eccellente riduzione del rumore

Ma c'è un ambito in cui DxO PhotoLab eccelle grazie all'intelligenza artificiale: la riduzione del rumore. La funzione DeepPrime – da DxO tutte le funzioni hanno nomi fancy di marketing – è una delle migliori che abbia mai visto. Se non addirittura la migliore in assoluto.

Persino l'immagine di prova, fortemente rumorosa a ISO 12 800, viene elaborata da PhotoLab in modo perfetto, senza che compaiano strani artefatti. Certo, prima o poi anche PhotoLab raggiunge i propri limiti: quando le immagini presentano un rumore ancora più marcato, questo viene talvolta interpretato come una texture e quindi non viene rimosso. Nel complesso, però, il risultato è talmente buono che per la fotografia sportiva e faunistica puoi tranquillamente fare a meno di un software specializzato come Topaz Photo AI.

Un altro punto di forza: allineamento automatico

Una funzione che mi serve spesso: allineare l'orizzonte in modo che, ad esempio, il livello del mare risulti dritto. In Lightroom lo faccio spesso manualmente, perché in modalità automatica il programma ha delle idee davvero bizzarre. È quindi ancora più piacevole constatare che con DxO PhotoLab il più delle volte funziona.

A quanto pare, la cosa davvero difficile è la correzione della prospettiva, ad esempio raddrizzare le linee convergenti. In questo caso, anche i migliori sistemi automatici falliscono regolarmente. Se lo fai manualmente, può richiedere parecchio tempo. DxO si aggiudica un altro punto a suo favore: le linee vengono raddrizzate correttamente con una frequenza davvero soddisfacente. Questo vale anche per una situazione complessa come quella dell'immagine di prova, con linee oblique che si snodano in tutte le direzioni possibili.

In breve

Pacchetto complessivo valido, ma un po' costoso

DxO PhotoLab è un convertitore RAW molto valido, con molti punti di forza, ma anche alcuni punti deboli che non mi sarei aspettato, visto il prezzo elevato.

Grazie al concetto operativo semplice e intuitivo, è facile iniziare a utilizzarlo. Per quanto riguarda la gestione delle immagini, mi mancano una funzione di importazione e la possibilità di visualizzare e filtrare le foto utilizzando sottodirectory. Nella fase di elaborazione, mi convince soprattutto l'eccellente funzione di riduzione del rumore, ma anche l'allineamento automatico funziona in modo ottimale. DxO è meno efficace nella selezione assistita dall'intelligenza artificiale di elementi paesaggistici o parti del viso. Le correzioni locali richiedono quindi più tempo e sono meno precise.

Grazie alla funzione di riduzione del rumore, DxO mi sembra un'alternativa o un'integrazione interessante soprattutto per la fotografia sportiva e faunistica. Per la fotografia da studio, ritengo che Capture One sia leggermente in vantaggio, mentre per la correzione rapida e precisa delle foto di paesaggio non c'è niente di meglio di Lightroom, nonostante l'obbligo di abbonamento.

Pro

  • Concetto operativo intuitivo
  • Funzioni di elaborazione complete
  • Ottima riduzione del rumore basata sull'IA
  • Correzione prospettica con buon funzionamento automatico
  • Disponibile come acquisto unico

Contro

  • Nessuna funzione di importazione
  • Riconoscimento tramite IA di elementi del paesaggio deludente
  • Gestione delle immagini non esegue la scansione di sottocartelle
  • Costoso

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Il mio interesse per il mondo IT e lo scrivere mi hanno portato molto presto a lavorare nel giornalismo tecnologico (2000). Mi interessa come possiamo usare la tecnologia senza essere usati a nostra volta. Fuori dall'ufficio sono un musicista che combina un talento mediocre con un entusiamso eccessivo. 


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