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Recensione

«The Blood of Dawnwalker»: tanta libertà, poco morso

Simon Balissat
31/8/2026
Traduzione: Patrizia Napoli
Immagini: Simon Balissat

Il gioco di ruolo open world «The Blood of Dawnwalker» è partito con grandi aspettative. D'altronde, dietro al cupo RPG sui vampiri c'è un team composto da ex dipendenti di CD Projekt Red. Quattro anni di sviluppo bastano per un progetto così ambizioso?

Siamo nel XIV secolo, da qualche parte nei Carpazi. Prendo il controllo di Coen, un semplice abitante che ha perso tutta la sua famiglia per mano del signore dei vampiri Brencis. Quest'ultimo ha portato sicurezza nella valle e ha debellato la peste, in cambio però pretende continuamente sangue fresco dai suoi sudditi per nutrire sé stesso e la sua corte.

Nel prologo, Brencis cerca di trasformarmi in un vampiro, eppure riesco a sopravvivere all'alba. Sono un cosiddetto «Dawnwalker»: umano di giorno, vampiro di notte. Iniziano così trenta giorni in cui posso salvare la mia famiglia, prima che Brencis decida di dissanguarla come banchetto per la sua incoronazione.

Il tempo stringe e Coen non la prende affatto bene.
Il tempo stringe e Coen non la prende affatto bene.

Il tempo è fuori controllo

L'alternanza tra giorno e notte distingue «The Blood of Dawnwalker» dagli altri titoli open world sotto due aspetti: da un lato, dispongo di abilità diverse a seconda dell'ora. Dall'altro, il tempo continua a scorrere: i trenta giorni diminuiscono inesorabilmente fino al grande finale. Completando le missioni, il tempo avanza più velocemente. In alcuni casi non riesco più nemmeno a portare a termine una missione perché devo completarla entro un determinato limite temporale.

Questa meccanica dovrebbe evitare il tipico stress degli open world. Infatti, non posso completare ogni singola attività presente sulla mappa. Durante la mia prova, però, non mi sono mai sentito realmente sotto pressione. C'era sempre abbastanza tempo per completare le missioni principali e secondarie più importanti.

Umano di giorno, vampiro di notte

Quando di notte sono in giro da vampiro, devo nutrirmi del sangue di PNG e animali per sopravvivere e sbloccare nuove abilità vampiriche. Posso teletrasportarmi e raggiungere luoghi che altrimenti sarebbero inaccessibili. Purtroppo questa meccanica è piuttosto legnosa. Più volte sono precipitato nel vuoto o sono balzato fuori dal livello a causa di un aggancio dei bersagli impreciso.

Essere un vampiro significa succhiare il sangue.
Essere un vampiro significa succhiare il sangue.

In forma vampirica combatto con gli artigli invece che con un'arma e mi servo delle mie abilità speciali. Posso urlare contro i nemici, prosciugarli del sangue oppure piombare dall'alto per eliminarli all'istante. In compenso non ho accesso ai poteri magici disponibili da umano. Per usarli dovrei ferirmi volontariamente, ma da vampiro le ferite guariscono così in fretta che non riesco a evocare alcuna magia.

Esistono quindi missioni che posso completare solo di giorno, perché richiedono l'uso della magia, e altre che funzionano esclusivamente di notte, ad esempio perché necessitano del teletrasporto. Questo aggiunge varietà, ma a volte può risultare frustrante, ad esempio quando raggiungo una missione che posso svolgere soltanto di giorno e proprio in quel momento cala la notte. Per fortuna posso far trascorrere il tempo presso le edicole votive. Queste fungono anche da punti di viaggio rapido e consentono di spendere i punti abilità ottenuti con l'esperienza nelle categorie «Combattimento con la spada», «Magia» e «Vampirismo».

I tre boiardi

Queste abilità mi servono per affrontare i tre scagnozzi di Brencis. Attraverso missioni più piccole mi avvicino gradualmente ai cosiddetti boiardi e scopro dove si nascondono e come eliminarli. Nel frattempo, anche Brencis si agita sempre di più: più notorietà accumulo, più Brancis emana decreti, finché le strade non pullulano di guardie.

Le guardie sono dappertutto.
Le guardie sono dappertutto.
C'è davvero molto da fare!
C'è davvero molto da fare!

Le missioni che portano ai boiardi rappresentano la parte più debole di «The Blood of Dawnwalker». Seguono quasi sempre lo stesso schema: arrivare sul posto, massacrare tutti e andarsene. Solo occasionalmente posso discutere con gli abitanti del villaggio se il dominio di Brencis sia un bene o un male, e mi rendo conto che molti non condividono il mio odio per il principe. Dopotutto ha sconfitto la peste e, in cambio, pretende solo un modesto tributo di sangue...

Con il passare del tempo diventano monotoni soprattutto i combattimenti. Dal punto di vista tecnico il sistema è valido: devo anticipare gli attacchi nemici e, contemporaneamente, premere il tasto di parata e muovere la levetta nella direzione indicata per effettuare una difesa perfetta. Lo stesso vale per l'attacco: tasto d'attacco e levetta vanno utilizzati nella direzione corretta, cercando di variare le mosse il più possibile, altrimenti gli avversari imparano a prevederle. Il sistema ricorda quello di «Kingdom Come: Deliverance II», ma con un ritmo più dinamico.

Se premo i comandi correttamente, paro l'attacco.
Se premo i comandi correttamente, paro l'attacco.

La scelta delle armi si limita a spade e artigli, quindi la varietà è ridotta. Manca inoltre una meccanica stealth: non posso avvicinarmi furtivamente ai nemici ed eliminarli nell'ombra. Non ci sono neppure armi a distanza come archi o balestre. Considerando anche il numero limitato di tipologie di nemici, dopo poche ore il combattimento diventa estremamente ripetitivo.

Oltre ai combattimenti, devo esaminare scene del crimine e raccogliere indizi utilizzando una modalità investigativa già vista in «The Witcher». Non rappresenta una vera sfida, ma piuttosto una continua ricerca dell'ago nel pagliaio. Alcune missioni sono ancora incomplete proprio perché non riesco a trovare uno di questi indizi.

Un elemento già noto da altri giochi: la visuale investigativa.
Un elemento già noto da altri giochi: la visuale investigativa.

Ops, ho fatto fuori un boss per sbaglio

Fortunatamente non è necessario completare ogni singola missione per arrivare ai boiardi. Al contrario. Al terzo giorno mi sono imbattuto per caso in uno di questi vampiri supremi e l'ho fatto fuori. Il tutto senza aver attivato o risolto una minima quest correlata. È proprio questa libertà a distinguere «The Blood of Dawnwalker» dalla maggior parte degli open world. Intere linee narrative possono rimanere inesplorate e, nonostante questo, è comunque possibile arrivare ai titoli di coda. PNG importanti possono morire e alcuni boiardi possono restare in vita. Le conseguenze delle mie scelte si fanno sentire: mi ritrovo senza alleati preziosi, mentre il principe Brencis continua a poter contare sul sostegno dei suoi potenti servitori.

Molto riuscite e sorprendenti sono invece le missioni dedicate alle persone e alle creature che mi accompagnano lungo il cammino. Stringo amicizia con esseri mitologici, una cinica Dawnwalker e un'organizzazione ribelle, cercando di convincerli ad aiutarmi. Neanche queste quest sono obbligatorie per proseguire. Vale però la pena dedicare del tempo prezioso a queste storie secondarie: offrono uno sguardo approfondito sul mondo oscuro che mi circonda e mi spingono a mettere in discussione le mie convinzioni sul bene e sul male.

Il mondo è oscuro...
Il mondo è oscuro...

Amo questo tipo di percorsi aperti nei giochi di ruolo, ma qui purtroppo il concetto non funziona fino in fondo. A rigor di logica, ad esempio, le missioni legate ai singoli boiardi dovrebbero scomparire dal mondo di gioco una volta sconfitti. Purtroppo non succede. Senza fare spoiler: questo difetto si trascina per tutto il gioco. Mi viene data l'illusione della libertà, solo per far confluire tutto verso il medesimo finale. Evadere da questo Truman Show non è possibile.

Le buone premesse ci sono, ma purtroppo finisce lì. Questo potrebbe dipendere dal fatto che gli sviluppatori di «Rebel Wolf» siano al loro debutto assoluto. Che non si potesse sfornare un «Baldur's Gate 3» al primo tentativo era ovvio. Il talento comunque non manca, il che mi lascia sperare in un eventuale sequel.

Sul piano tecnico manca il morso

Anche dal punto di vista tecnico c'è ancora molto lavoro da fare. Ho testato «The Blood of Dawnwalker» sulla PS5 Pro, dove al momento della prova non era ancora disponibile una modalità prestazioni. Il publisher Bandai Namco ha promesso di introdurla entro il lancio. Ho quindi dovuto scegliere tra 40 fps in modalità bilanciata e 30 fps in modalità qualità, convivendo con occasionali cali di frame rate e scatti. Un altro titolo che sembra ottimizzato in modo poco convincente per «Unreal Engine 5». Anche l'aspetto leggermente slavato del motore grafico è onnipresente.

Può essere davvero bello, ma spesso bug ed errori rovinano il quadro.
Può essere davvero bello, ma spesso bug ed errori rovinano il quadro.

Immagino che gli sviluppatori continueranno a lavorare a lungo sulle patch anche dopo il lancio. Se non altro, durante il periodo di prova è stato rilasciato un primo aggiornamento che ha già migliorato sensibilmente le prestazioni. Inoltre, «Rebel Wolf» comunica con grande trasparenza i bug già noti, il che fa ben sperare. Dal punto di vista tecnico, ho apprezzato particolarmente la possibilità di disattivare nelle impostazioni gli effetti di post-processing che tanto odio, come «Motion Blur», «Bloom», «Chromatic Aberration» e «Depth of Field». Per favore, continuate così! Grazie!

Nel complesso, «The Blood of Dawnwalker» è un'opera prima che presenta ancora diverse lacune sul piano tecnico e che, dal punto di vista del gameplay, non riesce a tenere il passo con i grandi nomi del genere.

«The Blood of Dawnwalker» esce il 2 settembre per Xbox, PS5 e PC. Il gioco mi è stato gentilmente messo a disposizione dal publisher Bandai Namco.

In breve

Saga vampiresca dai denti smussati

«Blood of the Dawnwalker» riesce quasi a trovare il giusto equilibrio tra i classici giochi open world e nuove meccaniche. L'alternanza tra giorno e notte e la pressione del tempo sono idee interessanti, ma implementate in modo troppo poco coerente. Chi ama gli open world e i vampiri può tranquillamente dargli una possibilità, ma senza aspettarsi grandi sorprese.

Alcuni problemi tecnici nella mia versione di prova e la mancanza della modalità prestazioni fino al lancio comportano ulteriori penalizzazioni. Dall'altra parte c'è una storia affascinante, raccontata molto bene soprattutto all'inizio e alla fine, e un mondo vivo che ho esplorato con piacere. L'opera prima di «Rebel Wolf» non è un capolavoro assoluto, spero tuttavia in un seguito, perché il talento c'è sicuramente.

Pro

  • Ottima storia vampiresca, soprattutto nel finale
  • Il sistema giorno-notte offre varietà
  • Il tempo che scorre crea una certa pressione
  • Mondo credibile

Contro

  • Difetti tecnici e bug
  • Sistema di combattimento che col tempo diventa monotono
  • Pochi nemici e tutti molto simili
  • Missioni identiche ripetitive
Bandai Namco Blood of Dawnwalker Day 1 Edition (PS5, DE, FR, IT)
Videogioco

Bandai Namco Blood of Dawnwalker Day 1 Edition

PS5, DE, FR, IT

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Quando 15 anni fa ho lasciato il nido di casa, mi sono improvvisamente ritrovato a dover cucinare per me. Ma dalla pura e semplice necessità presto si è sviluppata una virtù, e oggi non riesco a immaginarmi lontano dai fornelli. Sono un vero foodie e divoro di tutto, dal cibo spazzatura alla cucina di alta classe. Letteralmente: mangio in un battibaleno.. 


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