
From Zero to Aero, o qualcosa del genere
Poche altre parole dominano oggi la scena ciclistica quanto quella che descrive il movimento dell'aria e delle altre sostanze gassose. Da tempo uno dei grandi temi del ciclismo professionistico, l'aerodinamica è ormai diventata centrale anche a livello amatoriale e, soprattutto, nello sport di massa.
Di recente ho potuto constatarlo di persona nello showroom di un grande rivenditore svizzero di articoli sportivi: il prototipo di un nuovo telaio realizzato con una stampante 3D, con reggisella, tubo sterzo e altri componenti ottimizzati dal punto di vista aerodinamico, era esposto accanto a occhiali da ciclismo dal design aerodinamico e abbigliamento particolarmente studiato per fendere l'aria.
Anche la nuova gravel bike Grail di Canyon appartiene a questa categoria e se ne sente parlare, tra l'altro, per la possibilità di montare pneumatici larghi fino a 57 millimetri.
Anch'io mi sto facendo prendere sempre di più dalla mania della velocità. A livelli modesti, lo ammetto, ma comunque. Da quando ho provato la G-Suit del produttore italiano Sportful, una tuta intera pensata soprattutto per la velocità e le gare, non c'è più stato niente da fare. Se vuoi saperne di più, trovi tutti i dettagli qui:
Così, di recente, mi sono imbattuto nei calzini aerodinamici del marchio svizzero Dirtysox.

Anche se ho la fama di amare capi d'abbigliamento dai colori sgargianti – come le scarpe da ginnastica – trovo perfetto il classico design dei calzini bianchi. E in qualche modo anche adatto a un tema serio come quello delle prestazioni. I colori vivaci, invece, trasmettono allegria e beh... una sensazione decisamente più rilassata.
Mentre il piede del calzino è realizzato in una miscela antibatterica e antiodore di poliammide ed elastan, il gambale aderente è composto principalmente da poliestere. Illuminato dalla luce del sole, il logo Dirtysox scintilla nei colori dell'arcobaleno. Non per fare riferimento a un movimento sociale, bensì alle maglie iridate che di recente sono state assegnate ai Mondiali di ciclismo su strada di Montréal.

Questi calzini mi fanno davvero andare più veloce? Sinceramente, non ne ho idea. Di sicuro mi sento più veloce e, in questo caso, mi basta. E poi hanno quel look classico e intramontabile che adoro. Al momento non chiedo altro da un paio di calzini.
Da giornalista radiofonico a tester di prodotti e storyteller. Da corridore appassionato a novellino di gravel bike e cultore del fitness con bilancieri e manubri. Chissà dove mi porterà il prossimo viaggio.
Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.
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