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Opinione

I 100 migliori videogiochi di tutti i tempi: dal 100° al 68° posto

Digitec Galaxus ha messo insieme una giuria di 47 esperte ed esperti e ha selezionato i 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Di seguito trovi le posizioni dalla 100 alla 68.

Videogiochi e classifiche: dimmi se esiste una coppia più iconica. D'accordo, non è proprio una roba super originale, ma anche noi abbiamo bollette da pagare. La cosa funziona alla grande soprattutto con contenuti di cui, come ci dicono in molti, non capiamo una mazza.

Volevamo quindi una classifica, ma non una qualsiasi. Con l'aiuto di una giuria di 47 esperte ed esperti svizzeri, Digitec Galaxus ha selezionato i 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Potrai scoprire come si è piazzato il tuo gioco preferito in una serie di articoli che pubblicheremo nelle prossime quattro settimane.

Per non perdere alcun aggiornamento, puoi seguire l'argomento Videogiochi sul nostro sito: ogni volta che sarà pubblicato un nuovo articolo riceverai una notifica via e-mail.

Sono oggettivamente i migliori giochi di tutti i tempi?

No, una cosa del genere non può esistere. Sono giochi molto importanti per alcune persone e la cui rilevanza culturale è ancora oggi evidente. Non è la lista definitiva, ma solo UNA lista.

Si può assolutamente e, anzi, si deve discutere dei gusti personali e ci fa piacere avere anche la tua opinione nei commenti.

100. «StarCraft» (1998)

A cura di: David Stark, zarkonnen.com / Swiss Game Hub

Dopo «Warcraft» e «Warcraft II», Blizzard ha trasferito l'azione nello spazio. La novità è che le tre fazioni giocabili funzionano in modo completamente diverso. Come già con «Warcraft» – originariamente progettato come gioco «Warhammer» – anche questo titolo si rifaceva chiaramente a «Warhammer 40k», ma i Tyranidi sono diventati Zerg e gli Eldar Protoss. Il successo fu enorme, soprattutto in Corea del Sud, dove il gioco si diffuse attraverso gli internet café e «StarCraft» divenne il primo eSport professionale in assoluto.

Real time nello spazio.
Real time nello spazio.
Fonte: Activision Blizzard

Genere: strategia in tempo reale
Piattaforme: Windows, MacOS, Nintendo 64
Curiosità futile: nel 1996 Blizzard ne aveva presentato una versione preliminare all'E3. Un concorrente aveva invece presentato «Dominion Storm», un gioco dall'aspetto molto più accattivante. In risposta Blizzard, presa dal panico, rielaborò l'intero progetto. Peccato che la demo di «Dominion Storm» fosse un fake.

99. «Transport Fever 2» (2019)

A cura di: Debora Pape, Editor di Digitec Galaxus

Ciò che era iniziato con «Train Fever» come omaggio a «Transport Tycoon», è stato ulteriormente perfezionato dallo studio svizzero Urban Games con la serie «Transport Fever». Qui puoi riempire tranquillamente la mappa di strade, binari ferroviari, edifici portuali e aeroporti, per poi vedere se i personaggi simulati trovano utile le tue creazioni. E se potrai trarne un qualche profitto. Il gioco offre centinaia, se non migliaia, di ore di intrattenimento per chi ama perfezionare le catene di approvvigionamento, chi adora i treni o costruisce modellini. Anche chi ama progettare le città potrà sbizzarrirsi un po' e cercare di convogliare il traffico stradale tra i vicoli stretti cercando di evitare ingorghi mortali. Spesso senza successo.

«Transport Fever 2» è l'unico gioco svizzero in classifica.
«Transport Fever 2» è l'unico gioco svizzero in classifica.
Fonte: Urban Games

Genere: gestionale
Piattaforme: Windows, MacOS, Linux, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S
Curiosità futile: qui hai una vera e propria prospettiva a volo d'uccello, perché se clicchi su un uccello potrai osservare il mondo attraverso i suoi occhi.

98. «SimCity 2000» (1993)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

La madre di tutte le simulazioni urbanistiche e l'evoluzione di «Sim City» aveva innovazioni come complessi sistemi di condutture per l'acqua e scarichi, terreni sopraelevati e zone con densità di edifici variabile. Cose che troviamo ancora oggi in questo tipo di giochi. Ma erano le catastrofi a procurare la soddisfazione maggiore al mio «io» dodicenne distruttivo seduto al PC di famiglia.

Arriverà di sicuro un altro attacco alieno.
Arriverà di sicuro un altro attacco alieno.
Fonte: Milestone

Genere: simulazione urbanistica
Piattaforme: MS-DOS, MacOS classico, Windows, Amiga, Sega Saturn, PSX, Nintendo 64, Gameboy Advance
Curiosità futile: con il gioco «SimCopter» potevi sorvolare le tue città in 3D a bordo di un elicottero.

97: «Quake III Arena» (1999)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

Il Sacro Graal degli sparatutto multiplayer e il primo sparatutto a puntare interamente sul multiplayer. I rapidi deathmatch si svolgevano in arene in parte molto ampie, caratterizzate da un'enorme verticalità grazie ai jumppad. Grazie al supporto mod erano disponibili molte modalità di gioco e nuove mappe. Qualcuno si ricorda ancora l'«hook and rail»?

Ma quand'è che è passato di moda «fraggare»?
Ma quand'è che è passato di moda «fraggare»?
Fonte: id Software

Genere: arena shooter
Piattaforme: AmigaOS, Windows, Linux, MacOS, MacOS X, Dreamcast, PS2, Xbox 360, iOS
Curiosità futile: «Quake III Arena» è stato il primo gioco che funzionava su PC solo con un acceleratore hardware.

96. «Hades II» (2025)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Un sequel senza Zagreus come protagonista? Forse qualcuno avrà gridato: «blasfemia!». Ma chiunque dia una possibilità a Melinoë si rende subito conto che la sorellina è tosta almeno quanto il principe degli inferi. Combattere i demoni è una tradizione di famiglia e in «Hades II» questo aspetto è messo ancora più in risalto rispetto al primo capitolo. Gli elementi roguelike sono sempre coinvolgenti, l'arsenale potenziato è divertente e la trama si ricollega perfettamente al titolo precedente. «Vai all'inferno» qui non è un'imprecazione di rabbia, ma un benevolo consiglio.

Uccidere i demoni è una tradizione di famiglia.
Uccidere i demoni è una tradizione di famiglia.
Fonte: Supergiant Games

Genere: roguelike
Piattaforme: Windows, MacOS, Linux, PS4, PS5, Switch, Switch 2, Xbox One, Xbox Series X/S
Curiosità futile: «Hades II» è il primo gioco di Supergiant Games uscito in early access, un concetto che lo studio in precedenza aveva sempre rifiutato con fermezza.

95. «Dota 2» (2013)

A cura di: Cédric Schlosser, CEO e cofondatore di MYI AG

«Dota» è uno dei pilastri fondamentali dei videogiochi competitivi. Nato nel 2003 da una mod di «Warcraft III», ha dato vita a un genere completamente nuovo: il MOBA. Con «Dota 2», Valve ha sviluppato un sequel di grande successo, creando un MOBA epico con una complessità strategica e tecnica senza pari. «Dota 2» è ancora oggi un classico intramontabile, noto per il suo gameplay complesso e spietato. Gli eSport di «Dota 2» prosperano ancora oggi a tutti i livelli e hanno dato vita a un proprio ecosistema. Il gioco offre ancora, in modo quasi romantico, pieno accesso al modding. Da queste mod sono nati giochi di successo come Legion TD o persino generi completamente nuovi come Auto Chess (noto in «LoL» come «TFT»). È un pezzo forte della cultura globale del gaming e un esempio perfetto di gioco live service.

Valve acquisì la mod di «Warcraft III», capostipite di un genere, e la trasformò nel MOBA di maggior successo al mondo.
Valve acquisì la mod di «Warcraft III», capostipite di un genere, e la trasformò nel MOBA di maggior successo al mondo.
Fonte: Valve

Genere: MOBA
Piattaforme: Windows, MacOS, Linux
Curiosità futile: il montepremi del torneo «The International 10» ammontava a oltre 40 milioni di dollari: il più alto nella storia degli eSport.

94. «Resident Evil 4 Remake» (2023)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Il remake avrebbe meritato di entrare in classifica anche solo grazie a un'Ashley decisamente meno irritante. Questa reinterpretazione del classico survival horror è anche un remake eccezionale, come ormai è tradizione per Capcom: splendido da vedere e impeccabile dal punto di vista del gameplay. Dispiace solo che Leon non sfoderi tutte quelle frasi sdolcinate come faceva nell'originale. Per fortuna che è rimasta la battuta sul bingo.

Il remake perfetto?
Il remake perfetto?
Fonte: Capcom

Genere: survival horror, avventura d'azione
Piattaforme: Windows, MacOS, Linux, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S
Curiosità futile: per il remake, gli sviluppatori hanno visitato villaggi sperduti nelle campagne spagnole per raccogliere il maggior numero possibile di immagini sull'architettura degli edifici.

93. «The Last Guardian» (2016)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Di solito i giochi il cui sviluppo dura dieci anni vengono poi pubblicati in una forma deludente o non vengono pubblicati affatto. «The Last Guardian» è l'eccezione alla regola. Il terzo gioco per PlayStation di Fumito Ueda («Ico», «Shadow of the Colossus») completa una trilogia software poetica, il cui design di gioco è tuttora unico nel suo genere. Non tutti gli elementi sono impeccabili, ma basta interagire anche solo per un minuto con Trico, la creatura che combina uccello, gatto e cane, per perdonare al gioco qualsiasi difetto.

Pspspsps.
Pspspsps.
Fonte: Sony

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS4
Curiosità futile: l'IA di Trico è stata programmata in modo tale da non obbedire sempre immediatamente, per simulare il comportamento di un animale vero. Alcuni giocatori pensavano che si trattasse di un bug.

92.«Sekiro» (2019)

A cura di: Simon Balissat, Teamleader Editorial di Digitec Galaxus

«Sekiro» è una specie di outsider tra i soulsborne. Ha un personaggio fisso, nessun elemento RPG e si svolge nel Giappone feudale invece di avere un'ambientazione fantasy nell'Europa medievale. Se si parla del livello di difficoltà, questo picchiaduro d'azione è considerato il primus inter pares tra i titoli di FromSoftware. Ti ho dato un avvertimento.

Così bello. Così mortale.
Così bello. Così mortale.
Fonte: Activision Blizzard

Genere: azione, soulslike
Piattaforme: Windows, PS4, PS5, Xbox One, Stadia
Curiosità futile: alcuni luoghi del mondo immaginario di «Sekiro» esistono davvero, ad esempio il Monte Kongo.

91. «Sid Meier's Civilization» (1991)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Chi l'ha inventato? Quando si fa questa domanda nell'ambito dei giochi di strategia, di solito la risposta è «Sid Meier's Civilization». Il classico della Micro Proses è considerato il pioniere del genere 4X. 4X sta per «explore, expand, exploit, exterminate»: esplori una mappa, espandi il tuo regno, sfrutti le risorse e annienti la concorrenza. Il fatto che questa impostazione di base sia rimasta pressoché immutata fino ad oggi dimostra chiaramente, anche a 35 anni di distanza, che «Civ» continua a essere avantissimo.

Diplomazia? Mai.
Diplomazia? Mai.
Fonte: 2K Games

Genere: strategia globale
Piattaforme: Amiga, Atari ST, MS-DOS, MacOS Classic, SNES, Windows
Curiosità futile: Gandhi, il pacifista indiano del gioco, a causa di un bug si sarebbe improvvisamente trasformato in un bellicoso appassionato di armi nucleari. Cosa che però non è vera: Sid Meier stesso, nelle sue memorie pubblicate nel 2020, ha confermato che quel bug non è mai esistito. Gandhi era interessato all'atomo tanto quanto gli altri leader IA, ma ai giocatori la cosa sembrava talmente assurda che si sono inventati una spiegazione tecnica.

90. «Anno 1800» (2019)

A cura di: Kim Muntinga, Editor di Digitec Galaxus

«Anno 1800» è il foglio Excel più bello della storia dei videogiochi. Quello che era iniziato con qualche fattoria, capanna di boscaioli e azienda ittica cresce fino a diventare una macchina industriale globale composta da catene di approvvigionamento, rotte commerciali e quartieri urbani. La strategia di sviluppo di Blue Bytes trasforma il capitalismo in una spirale di dipendenza: c'è sempre una risorsa da reperire, o la successiva ottimizzazione da fare, oppure la fabbrica successiva in vista all'orizzonte. Tuttavia, questo non sembra mai un semplice esercizio di matematica, bensì un mondo vivo, ricco di dettagli e sorprendentemente romantico.

Con «Anno 1800» Ubisoft Mainz ha dimostrato che il genere dei giochi di costruzione ha ancora molto da dire anche alla fine del decennio 2010.
Con «Anno 1800» Ubisoft Mainz ha dimostrato che il genere dei giochi di costruzione ha ancora molto da dire anche alla fine del decennio 2010.
Fonte: Ubisoft

Genere: strategia di costruzione
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X/S
Curiosità futile: il gioco non si svolge proprio nell'anno 1800, ma prende il XIX secolo come periodo storico di riferimento.

89. «Wolfenstein 3D»

A cura di: Sascha Komaromy, gameforyou.ch

Senza «Wolfenstein 3D» oggi non potremmo scatenarci nelle sparatorie nei mondi virtuali come li conosciamo. Sviluppato da id Software nel 1992, questo classico ha rivoluzionato il genere degli sparatutto in prima persona. Nei panni dell'agente statunitense B.J. Blazkowicz devi farti strada combattendo in un enorme castello nazista. Il veloce motore 3D ha gettato le basi per grandi successi come «Doom» e per i successivi colossi del genere sparatutto. A causa delle scene di violenza e dei contenuti legati al nazismo, il gioco ha suscitato forti polemiche ed è stato vietato in Germania.

«Wolfenstein 3D» è uno dei capostipiti degli sparatutto.
«Wolfenstein 3D» è uno dei capostipiti degli sparatutto.
Fonte: id Software

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: MS-DOS, NES, 3DO, Atari Jaguar
Curiosità futile: nel gioco, B.J. Blazkowicz può recuperare la salute mangiando del cibo per cani dalle ciotole.

88. «The Legend of Zelda: The Wind Waker» (2002)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Quando Nintendo mostrò le prime immagini in movimento di «Wind Waker», il clamore fu enorme. Dopo una versione demo tecnica piuttosto cupa per Gamecube, i fan non vedevano l'ora di vivere un'avventura «per adulti» a Hyrule. Nintendo propose invece l'esatto contrario: un mondo di gioco zuccheroso, personaggi bambineschi dai grandi occhi sporgenti e uno stile cel-shading dai colori vivaci. Chi è riuscito ad andare oltre l'aspetto «anti-adulto» del gioco, ha però potuto godere di una straordinaria avventura di «Zelda» con dungeon geniali, design dei nemici creativi e un mondo di gioco ancora oggi unico nel suo genere composto per il 90% da mare. E la colonna sonora... ahhhh, semplicemente fantastica.

All'inizio, non tutti i fan avevano apprezzato il nuovo look di Link.
All'inizio, non tutti i fan avevano apprezzato il nuovo look di Link.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Gamecube
Curiosità futile: i rumori che producono gli avversari di Chuchu in combattimento derivano da una lite tra due uomini giapponesi, riprodotta al contrario al rallentatore. All'inizio uno degli uomini dice: «Almeno io non sto diventando pelato». E l'altro: «Almeno io non sembro un mostro!».

87. «Hades» (2020)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Sulla carta, il sequel avrebbe dovuto trovarsi più in alto in classifica dal momento che è più complesso, maturo e vasto rispetto alla prima incursione di Supergiant Games nel regno dei morti. Almeno in teoria. A molti fan, però, è piaciuta la semplicità del capostipite della serie, che ha reso il genere roguelike più accessibile che mai. Forse perché questo approccio rappresenta l'antitesi dei grandi giochi ipertrofici di oggi? Chissà cosa direbbe Ubisoft al riguardo?

Chi avrebbe detto che l'inferno era così divertente?
Chi avrebbe detto che l'inferno era così divertente?
Fonte: Supergiant Games

Genere: roguelike
Piattaforme: Windows, PS4, PS5, Switch, Xbox Series X/S
Curiosità futile: «Hades» è stato il primo videogioco in assoluto a vincere l'Hugo Award, uno dei premi più prestigiosi nell'ambito della fantascienza e del fantasy.

86. «Super Mario Odyssey» (2017)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

I Mario in 3D sono sempre qualcosa di speciale. È un po' come con «GTA»: i fan devono attendere a lungo per un nuovo capitolo, ma quando alla fine arriva possono stare certi che sarà un successo strepitoso. Nel caso di «Super Mario Odyssey», la community di Nintendo ha dovuto attendere ben sette anni e un'intera generazione di console («Super Mario Galaxy 2» è uscito nel 2010 per la Wii). Ma l'attesa è valsa la pena. «Odyssey» strabordava di idee incredibili e mandava Mario in giro per il mondo, tra l'altro in una riproduzione incredibilmente realistica di New York City. Le nuove meccaniche di gioco con il berretto di Mario («Cappy») erano ben più di un semplice espediente e riservavano sorprese ogni minuto. Il gioco merita di essere in questa lista già solo per il fatto di poter guidare un T-Rex.

Tanto di cappello per la creatività di Nintendo.
Tanto di cappello per la creatività di Nintendo.
Fonte: Nintendo

Genere: piattaforma
Piattaforme: Switch
Curiosità futile: «Super Mario Odyssey» è l'ultimo gioco 3D della serie principale in cui il leggendario Charles Martinet (articolo in tedesco) presta la voce a Mario. Da «Super Mario Bros. Wonder» (2023) in poi è Kevin Afghani a prestare la voce a Mario e amici.

85. «Final Fantasy IX» (2001)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

«L'ultimo capitolo di Squaresoft per la primissima Playstation è un capolavoro esaltante e uno dei momenti più significativi della cultura pop moderna» scrivevo entusiasta nel mio articolo sul gioco in occasione del 25° anniversario. Hironobu Sakaguchi, ideatore della serie, ha racchiuso in «Final Fantasy IX» tutto ciò che ha reso grande questa serie di giochi di ruolo, tutta la sua esperienza e il suo cuore, terminando così la trilogia per PlayStation nel modo migliore possibile. Inoltre, con Vivi ci ha regalato uno dei personaggi al contempo più teneri e più tristi in assoluto.

Vivi <3.
Vivi <3.
Fonte: Square Enix

Genere: JRPG
Piattaforme: PSX
Curiosità futile: Hironobu Sakaguchi ha rivelato che «Final Fantasy IX» è il suo capitolo preferito della serie.

84. «Chants of Sennaar» (2023)

A cura di: Stefan Schmidlin, docente presso il dipartimento Games della ZHdK

Chi ama imparare nuove lingue coglierà subito il fascino di «Chants of Sennaar». Il gioco di deduzione dello sviluppatore francese Rundisc trasforma la confusione linguistica della Torre di Babele in una meccanica di gioco: una torre, cinque popoli, cinque lingue e nessuna spiegazione. Grazie al contesto, al linguaggio del corpo e alla deduzione logica, bisogna scoprire, glifo dopo glifo, il significato e la grammatica delle cinque lingue. Il rigore nella progettazione del gioco e la straordinaria semplicità della grafica fanno risaltare al massimo il sistema di rompicapo linguistici, rendendo «Chants of Sennaar» uno dei migliori puzzle game in assoluto.

Qui puoi imparare una nuova lingua senza un gufo che ti urla contro.
Qui puoi imparare una nuova lingua senza un gufo che ti urla contro.
Fonte: Rundisc

Genere: rompicato
Piattaforme: Windows, Switch, Playstation 4, iOS, Android
Curiosità futile: lo stile dell'art director Julien Moya è ispirato a quello del famoso fumettista Philippe Druillet, noto negli anni '70 e '80.

83. «The Great Ace Attorney Chronicles» (2021)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

I visual novel sono noiosi. OBIEZIONE! Prova A: la serie «Ace Attorney» di Capcom, che dal 2001 propone drammi giudiziari assurdi e, quasi da sola, ha contribuito ad affermare il genere nel nostro paese. Il capolavoro della serie è la duologia «The Great Ace Attorney», i cui stravaganti personaggi indagano nella Londra vittoriana. All'inizio del XIX secolo il protagonista Ryunosuke Naruhodo si districa tra casi di omicidio e complotti la cui complessità potrebbe confondere anche i più esperti appassionati di gialli. Per fortuna, ogni tanto può contare sull'aiuto di un certo «Herlock Sholmes», che non ha nulla a che vedere con il famoso detective di Baker Street, né a livello di nome né di altre caratteristiche. La pensi diversamente? Allora ci vediamo in tribunale.

OBIEZIONE!
OBIEZIONE!
Fonte: Capcom

Genere: visual novel, punta e clicca
Piattaforme: Windows, Switch, Playstation 4
Curiosità futile: il gioco è stato annunciato ufficialmente nell'aprile 2021. Ma si sapeva che sarebbe uscito già due mesi prima, dopo che alcuni hacker avevano rivelato che il gioco era in fase di sviluppo.

82. «Resident Evil Requiem» (2026)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

«Resident Evil» è uno dei franchising di videogiochi più influenti e maledettamente cool degli ultimi 30 anni. Non stupisce, quindi, che a pochi mesi dall'uscita anche l'ultimo capitolo della serie abbia trovato posto in questa lista. Dopo tutto, il nono episodio principale sembra una sorta di «best of» della serie. Da un lato, vesti i panni di Grace Ashcroft, diffidente agente dell'FBI, e vivi il classico gameplay dei survival horror alla «Resident Evil». Dall'altro, controlli l'agente esperto Leon S. Kennedy che, come un cazzutissimo eroe dei film d'azione, si fa strada tra orde di zombie e spara in testa a tutto ciò che gli si para dinanzi. Questa combinazione dei due estremi di «Resident Evil» rende «Requiem» un'opera davvero speciale.

«Requiem» è già diventato un classico moderno.
«Requiem» è già diventato un classico moderno.
Fonte: Capcom

Genere: survival horror, azione e avventura
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X/S, Switch 2
Curiosità futile: il nome di Leon S. Kennedy è un omaggio al film «Léon». Ne ha dato conferma Hideki Kamiya, regista di «Resident Evil 2», con un suo post su X, a quasi 30 anni dalla prima apparizione di Leon.

81. «Celeste» (2020)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

«Fammi provare ancora una volta». Giocare a «Celeste» significa mentire a sé stessi. Questo tostissimo platform 2D riesce a trovare il giusto equilibrio tra motivazione e frustrazione, grazie a un caricamento rapidissimo e a punti di ripristino ben posizionati, che raramente si trovano a più di due schermate di distanza. La morte non è mai una sconfitta, ma solo una nuova occasione. «Fammi provare ancora una volta». Ma certo.

La prossima morte non è mai lontana.
La prossima morte non è mai lontana.
Fonte: Maddy Makes Games Inc.

Genere: piattaforma
Piattaforme: Linux, MacOS, Switch, PS4, Windows, Xbox One, Stadia
Curiosità futile: il prototipo del gioco è stato sviluppato in soli quattro giorni. La prima versione è inclusa come contenuto extra nella versione retail, ma prima deve essere sbloccata.

80: «Pacific Drive» (2024)

A cura di: Léa Coquoz, Oopsie Daisies Studio

«Pacific Drive» non è una tranquilla gita in campagna. Questo gioco di sopravvivenza in prima persona è ambientato in una versione immaginaria della penisola Olimpica nello stato di Washington, nonché luogo in cui l'art director Cassandra Dracott ha ideato il gioco. Qui vesti i panni di una o un autista bloccato in una zona isolata da cui vuole andarsene. Il tuo unico alleato? Una station wagon scassata dall'indole ribelle. Non era esattamente progettata per il fuoristrada, ma ora è costretta a farlo. Migliorare, riparare e potenziare l'auto diventa una questione di sopravvivenza.L'opera prima di Ironwood Studios fonde vari generi in un cocktail audace e offre un'esperienza di gioco avvincente che ti terrà al volante fino alla fine.

Un road trip un po' diverso.
Un road trip un po' diverso.
Fonte: Kepler Interacitve

Genere: survival, simulatore di guida
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X|S
Curiosità futile: una regola ufficiosa recita «non accendere mai le luci interne». La punizione segue immancabilmente.

79. «Divinity: Original Sin II» (2017)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Rivellon è vivo. Pochissimi altri mondi di gioco sono così reattivi come la creazione fantasy di Larian. Hai praticamente libertà totale di muoverti come vuoi: vuoi essere un nano chierico stronzo che se la prende con tutti? Nessun problema. O magari preferisci essere un elfo barbaro dal cuore d'oro? Accomodati. Rivellon è pronto ad accoglierti insieme a tre amici: infatti, la campagna può essere giocata anche in modalità cooperativa. Il complesso sistema di combattimento a turni può trasformarsi in uno spettacolare scontro tattico oppure in una battaglia caotica. In entrambi i casi, sarà un'esperienza indimenticabile.

Il pavimento è lava.
Il pavimento è lava.
Fonte: Larian Games

Genere: CRPG
Piattaforme: Windows, MacOS, PS4, PS5, Switch, Xbox One, Xbox Series X/S, iOS
Curiosità futile: per finanziare il gioco, nel 2015 Larian ha lanciato una campagna su Kickstarter raggiungendo l'obiettivo di 500 000 dollari nel giro di dodici ore. In totale sono stati raccolti oltre due milioni di dollari.

78. «Shadow of the Colossus» (2005)

A cura di: René Bauer, ZHdK

L'eroe vuole riportare in vita una ragazza vittima di un sacrificio e per farlo deve uccidere più di una dozzina di colossi. Dovrai percorrere a cavallo una landa desolata per trovare i mostri nascosti. Alla vista dei colossi ti mancherà il fiato, perché sono alti come grattacieli. C'è un po' di tutto: dai minotauri alle tigri, dalle anguille ai serpenti, fino agli uccelli. Se il tuo avatar riesce a salire sul colosso che combatte e si dimena, il tutto si trasforma in un gioco di arrampicata e combattimento su una superficie in movimento. Solo quando la spada avrà colpito il punto debole, il gigante cadrà lentamente, con un boato simile al tonfo di un albero. Uccidere mostri non era mai stato celebrato in modo così grandioso e radicale.

Chi è il buono qui?
Chi è il buono qui?
Fonte: Sony

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS2
Curiosità futile: i colossi avrebbero dovuto essere il triplo. Inizialmente, il regista Fumito Ueda aveva infatti previsto di realizzare 48 di questi giganti di pietra. Il numero è stato ridotto a 24, poi a 16.

77. «It Takes Two» (2021)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Dovremmo tutti riciclare di più. Do per primo il buon esempio recuperando quello che avevo detto nel mio lungo articolo sui co-op locali dello scorso autunno: «It Takes Two» è un mix originale di generi in cui ogni elemento di gioco è perfettamente integrato. Molto simile ai film d'animazione della Pixar per quanto riguarda la grafica, il gioco racconta la storia di Cody e May, alle prese con il divorzio. Sulla carta sembra terribile, ma in realtà fornisce il contesto per un'avventura ricca di colpi di scena e che colpisce dritto al cuore. «It Takes Two» sfrutta la modalità cooperativa con coerenza e quando, dopo circa dodici ore, arrivi ai titoli di coda, la noia non ti avrà sfiorato nemmeno per un minuto.

«It Takes Two» si può giocare solo in due.
«It Takes Two» si può giocare solo in due.
Fonte: Hazelight Studios

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: PS4, Switch, Xbox Series X/S, Xbox One, Windows
Curiosità futile: sono già stati ceduti i diritti cinematografici e Dwayne «The Rock» Johnson e Amazon MGM si sono aggiudicati l'adattamento. Non è ancora stato deciso chi interpreterà i ruoli di Cody e May. Ma la probabilità che Johnson riservi un ruolo a se stesso dovrebbe attestarsi, in termini statistici, sul 100 percento.

76. «Super Mario World» (1990)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

72 livelli, 96 uscite, 1 Yoshi, infinito divertimento. Se dopo «Super Mario Land 3» qualcuno nutriva ancora dei dubbi sul fatto che l'idraulico della Nintendo fosse ormai un fenomeno inarrestabile, al suo debutto su SNES si è convinto del contrario. Shigeru Miyamoto e il suo team non hanno solo perfezionato il gameplay, ma hanno anche gettato alcune basi fondamentali dell'identità di Mario che oggi costituiscono il fondamento di uno dei marchi mediatici più importanti in assoluto. Mario è saltato nell'era dei 16 bit con grande stile, come si addice al re dei jump'n'run.

Mario e il suo fedele compagno. Che viene sacrificato di buon grado se il salto non è stato abbastanza lungo.
Mario e il suo fedele compagno. Che viene sacrificato di buon grado se il salto non è stato abbastanza lungo.
Fonte: Nintendo

Genere: piattaforma
Piattaforme: SNES
Curiosità futile: l'origine di Yoshi risale al progetto iniziale di Miyamoto per «Super Mario Bros.»: già allora voleva che Mario cavalcasse un animale. La potenza di calcolo del NES, però, non lo consentiva, motivo per cui l'idea è rimasta nel cassetto per quasi un decennio.

75. «Pac-Man» (1980)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka Waka ecc.

Tutti gli inizi sono modesti.
Tutti gli inizi sono modesti.
Fonte: Namco

Genere: rompicato
Piattaforme: Arcade
Curiosità futile: in Giappone originariamente il gioco si chiamava «Puck Man». I licenziatari statunitensi temevano però che qualche adolescente più intraprendente degli altri trasformasse la «P» sulla macchina arcade in una «F».

74. «The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom» (2023)

A cura di: Domagoj Belancic, Senior Editor di Digitec Galaxus

Nonostante sia ambientato nello stesso mondo di gioco di «Breath of the Wild», «Tears of the Kingdom» riesce a trasmettere una sensazione di novità. Nintendo ha preso spunto dal sistema di gioco aperto del titolo precedente e lo ha portato all'estremo con nuove meccaniche di gioco. Link può costruire compagni e armi stravaganti, viaggiare indietro nel tempo e teletrasportarsi attraverso i soffitti. Il gioco ti lascia una grandissima libertà in tutto ciò che fai. È a tua completa discrezione come arrivare da A a B e come risolvere un enigma. L'unico limite è la tua creatività. Il fatto che Nintendo abbia ampliato il regno di Hyrule aggiungendo un regno celeste e un cupo mondo sotterraneo rende questa avventura, già di per sé gigantesca, ancora più epica.

Sembra una completa novità, sebbene sia stata riutilizzata la mappa del titolo precedente.
Sembra una completa novità, sebbene sia stata riutilizzata la mappa del titolo precedente.
Fonte: Nintendo

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Switch, Switch 2
Curiosità futile: la nuova abilità di Link, «Ultra Hand», è un riferimento all'omonimo giocattolo Nintendo del 1966.

73. «Tomb Raider» (1996)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

«Una donna protagonista di un videogioco d'azione?» Al giorno d'oggi, solo gli incel e i bamboccioni che abitano ancora a casa con i genitori dimostrano tanta incomprensione. Nel 1996, però, l'idea di una protagonista femminile in un videogioco d'azione era ancora considerata eccentrica e un vero e proprio rischio per gli sviluppatori di Core Design. Ma la scelta si è rivelata vincente per il team inglese: «Tomb Raider» è stato determinante per il genere action-adventure dell'era a 32 bit e, con Lara, ha dato vita a un'icona della cultura pop il cui influsso oltrepassa i confini del proprio mezzo.

C'erano animali da uccidere e manufatti da rubare. Lara è affine a un'archeologa quanto una visita dal dentista a una seduta di wellness.
C'erano animali da uccidere e manufatti da rubare. Lara è affine a un'archeologa quanto una visita dal dentista a una seduta di wellness.
Fonte: Core Design

Genere: avventura d'azione
Piattaforme: Windows, Playstation, Sega Saturn
Curiosità futile: il fatto che la protagonista del gioco fosse una donna non è stata tanto una scelta ideologica quanto una questione di pragmatismo: il designer Toby Gard semplicemente non voleva creare l'ennesimo clone di «Indiana Jones».

72. «Secret of Mana» (1994)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

«Secret of Mana» è il titolo più famoso della longeva, ma purtroppo sfortunata, serie «Seiken Densetsu» di Square Enix. Molti dei gamer nostrani hanno perso la loro «verginità» con gli RPG proprio con questo titolo, che per alcuni si è trasformato in un amore sempiterno per il genere. Io sono uno di loro. La modalità cooperativa a tre giocatori era rivoluzionaria al tempo ed è divertente ancora oggi, e chi non prova una piacevole sensazione di calda familiarità ascoltando la sigla o è morto dentro o non ha mai combattuto contro un rabite. Che è più o meno la stessa cosa.

Una festa per gli appassionati di giochi cooperativi.
Una festa per gli appassionati di giochi cooperativi.
Fonte: Square Enix

Genere: RPG d'azione
Piattaforme: SNES
Curiosità futile: «Secret of Mana» era stato originariamente concepito come titolo di lancio per l'espansione CD-ROM dello SNES, sviluppata da Nintendo in collaborazione con Sony.

71. «Red Dead Redemption» (2010)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

A prima vista sembra «Grand Theft Auto» con i cavalli. A un secondo sguardo, molto di più. L'epopea di Rockstar sugli ultimi giorni del Far West è una cavalcata emozionante (pun intended) e la storia molto personale di un antieroe credibile, prima ancora di essere un gioco open world quasi perfetto. «Red Dead Redemption» insegna che a volte tacere è più importante che sparare e sono proprio questi momenti di quiete a conferire al gioco il suo carattere inimitabile.

Mani in alto!
Mani in alto!
Fonte: Rockstar Games

Genere: avventura d'azione, open world
Piattaforme: PS3, Xbox 360
Curiosità futile: prima di affidare il ruolo di John Marston a Rob Wiethoff, Rockstar aveva contattato Clint Eastwood, Robert Redford e Robert Duvall.

70. «Diablo II» (2000)

A cura di: Rainer Etzweiler, freelancer per Digitec Galaxus

«Stay a while and listen!» se vuoi scoprire perché «Diablo II» è uno dei migliori giochi di tutti i tempi. Ma probabilmente lo sai già. Con il sequel del 2000 dell'action RPG, Blizzard ha perfezionato le meccaniche di caccia e raccolta che danno tanta profonda soddisfazione al nostro cervello rettiliano. Doveva diventare il modello di riferimento per il genere, a cui si sarebbero ispirate quasi tutte le uscite successive. Ma chi ha bisogno di nuovi giochi se hai già «Diablo II»?

Il capolavoro hack-and-slash di Blizzard ha definito il genere ARPG in modo così fondamentale che il suo DNA si ritrova ancora oggi in tutti i suoi successori.
Il capolavoro hack-and-slash di Blizzard ha definito il genere ARPG in modo così fondamentale che il suo DNA si ritrova ancora oggi in tutti i suoi successori.
Fonte: Activision Blizzard

Genere: RPG d'azione
Piattaforme: Windows
Curiosità futile: i «muuu» delle mucche sono stati «doppiati» da vari collaboratori di Blizzard.

69. «GoldenEye 007» (1997)

A cura di: Nicolas Akladios, associazione Swiss Gamers Network

Questo gioco ha permesso per la prima volta ai gamer di impersonare il miglior agente segreto del mondo, in un titolo rivoluzionario per l'epoca. L'IA che guida gli avversari ti costringe ad affrontare ogni livello in modo tattico, soprattutto perché gli obiettivi delle missioni variano in base al livello di difficoltà. A questo si aggiunge la modalità multiplayer locale, che garantisce infinite possibilità di rigiocabilità e serate leggendarie con gli amici. E, siamo sinceri: chi non ha mai sognato segretamente di pronunciare la frase: «Mi chiamo Bond, James Bond»?

Brosnan. Pierce Brosnan.
Brosnan. Pierce Brosnan.
Fonte: Rare

Genere: shooter in prima persona
Piattaforme: Nintendo 64
Curiosità futile: «GoldenEye 007» era stato concepito come un'esperienza per giocatore singolo ed era ormai quasi completato. Ma poco prima del lancio, il team di Rare ha deciso di correre un rischio, contro il parere di Nintendo, aggiungendo una modalità multiplayer, proprio quella modalità per cui il gioco ancora oggi è considerato un cult.

68.: «Kingdom Come Deliverance II» (2025)

A cura di: Philipp Rüegg, Senior Editor di Digitec Galaxus

Nessun altro gioco ha mai creato un mondo medievale più bello e autentico. «Kingdom Come Deliverance II» è per metà gioco di ruolo e per metà simulazione. Nella Boemia del XV secolo accompagnerai Heinrich von Skalitz attraverso i tumulti della guerra civile. Gli abitanti svolgono le loro attività quotidiane e il mondo reagisce alle tue azioni, che tu ti sieda sporco nella taverna o che una serva ti smascheri come ladro perché ti sei intrufolato in una dimora nobiliare indossando gli abiti della sua padrona. A questo si aggiunge una storia avvincente, che dopo 80 ore ti fa esclamare: «Miiii, che avventura!».

«Kingdom Come II» punta chiaramente sull'autenticità.
«Kingdom Come II» punta chiaramente sull'autenticità.
Fonte: Warhorse

Genere: RPG, open world
Piattaforme: Windows, PS5, Xbox Series X/S
Curiosità futile: se cavalchi abbastanza a lungo Pebbles, il tuo malandato cavallo da principiante, sbloccherai un vantaggio segreto. Questo permetterà al tuo cavallo di diventare uno dei migliori del gioco.


Questi erano i posti dal 100° al 68° nella nostra classifica dei 100 migliori videogiochi di tutti i tempi. Prossimamente uscirà la seconda puntata della serie di articoli (dal 67° al 34° posto).

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Nei primi anni ’90, mio fratello maggiore mi lasciò in eredità il suo NES con «The Legend of Zelda», dando inizio a un’ossessione che continua ancora oggi.


Opinione

Questa è un'opinione soggettiva della redazione. Non riflette necessariamente quella dell'azienda.

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